LUOGHI PUBBLICI.

PEDINAMENTI. In linea di principio generale in Italia pedinare qualcuno in luogo pubblico o aperto al pubblico non è reato. Tuttavia la Cassazione ha statuito che un pedinamento potrebbe diventare reato se la persona pedinata si accorge di essere controllata e viene molestata (rif. molestie art. 660 CP.). Es. sentenze 7393/2000, 5855/2001, 43439/2010,18117/2014. Secondo la Cassazione un atteggiamento risulta molesto quando è caratterizzato da 'petulanza o altro biasimevole motivo', cioè dalla 'volontà di dare fastidio a qualcuno con arrogante invadenza e con un'intromissione inopportuna nell'altrui sfera di libertà'. Un chiaro esempio può essere il comportamento dell'imputato nella sentenza 18117/2014. I pedinamenti devono quindi essere discreti, contenuti e mirati. Bisogna evitare atteggiamenti invasivi, arroganti, intimidatori, insistenti, pressanti che possano turbare o comunque infastidire la persona pedinata.

GPS. In Italia posizionare un localizzatore satellitare GPS nascosto in un veicolo e usarlo non è reato. Secondo la Cassazione un localizzatore è solo 'una modalità tecnologicamente caratterizzata di pedinamento' o 'una forma atipica e innominata di pedinamento' (es. sentenze 16130/2002, 9667/2010). Parliamo di localizzatori senza microfono. Sono esclusi i localizzatori posizionati dalle aziende sui veicoli aziendali perchè regolamentati dall'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.

Anche in luoghi pubblici, aperti al pubblico o facilmente visibili da luogo pubblico bisogna rispettare delle regole generali. In particolare bisogna evitare di divulgare foto, video, abitudini, frequentazioni e spostamenti della persona controllata (vedi regole generali indagini private...).

E' ammesso nascondere temporaneamente una microcamera in luogo pubblico e allontanarsi? Per il Garante della Privacy andrebbero rispettate le direttive sulla videosorveglianza in luoghi pubblici. Ma la Cassazione ha statuito che "le direttive del Garante della Privacy non possono ostacolare o invalidare l'azione penale in presenza di comportamenti delittuosi e della necessità di indagarli". Ne consegue che, in linea generale, è ammesso nascondere temporaneamente una microcamera in luogo pubblico e allontanarsi per riprendere un'ipotesi di reato (es. furti o atti vandalici). Mentre potrebbe essere contestato il mancato rispetto delle direttive sulla videosorveglianza se non c'è ipotesi di reato (es. riprendere una persona in compagnia dell'amante).

Si possono usare teleobiettivi, visori notturni o droni per effettuare controlli video nascosti? La Cassazione ha statuito che le acquisizioni nascoste di video in luoghi pubblici 'non devono superare la naturale capacità dei sensi'. Ipotizziamo l'ingresso di una casa visibile da luogo pubblico, ma che non può essere avvicinato perchè c'è un ampio giardino privato. Le persone che entrano ed escono dalla casa sono riconoscibili solo con un teleobiettivo. Ma usare un teleobiettivo in un caso simile potrebbe non essere legale. Questo principio generale vale anche per i visori notturni (vedere nel buio) e i droni (volare).


Fonti e approfondimenti:
Tribunale di Arezzo: pedinare l'amante della moglie con il GPS non è reato (archiviazione). Vedi...
La Legge per Tutti: installare un GPS di nascosto e pedinare qualcuno con il GPS non è reato. Vedi...
La Legge per Tutti: il pedinamento non è reato. Vedi...
Diritto.it: approfondimenti sul pedinamento elettronico.
Vedi...
La Legge per Tutti: vademecum sui pedinamenti.
Vedi...
La legge per Tutti: usare un GPS non è intercettazione e non richiede autorizzazioni. Vedi...
La legge per Tutti: filmare persone in luogo pubblico di norma è legale salvo causare molestia. Vedi...
Studio legale Chiuchini: approfondimenti sulle videoriprese in ambienti pubblici e privati. Vedi...

Studio legale Brocardi: risposte a dubbi su foto e videoriprese in ambienti pubblici. Vedi...


Dal ns. blog: come scoprire un localizzatore nascosto sotto ad un veicolo. Vedi...
Dal ns. blog: come creare un localizzatore satellitare di emergenza. Vedi...







REGISTRARE DI NASCOSTO.

In linea di principio generale le registrazioni audio o le videoregistrazioni fatte di nascosto da chi prende parte ad una conversazione sono lecite. Questi casi non sono intercettazioni (le intercettazioni si verificano quando tutte le persone presenti sono ignare di essere captate). Secondo la Cassazione 'quando la finalità della captazione nascosta è quella di far valere o difendere un diritto è lecita, perchè chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa' (es. sentenze 18908/2011, 24288/2016, 5241/2016). Sono state ammesse in giudizio anche registrazioni nascoste effettuate dai diretti interessati sul luogo di lavoro (es. sentenza Cassazione 11322/2018 e sentenza 2020 Tribunale del Lavoro di Nola rif. FCA Pomigliano).

Le registrazioni o videoregistrazioni nascoste devono avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico. Oppure nella privata dimora, nell'autoveicolo o nell'ufficio privato di chi effettua la captazione nascosta. Di principio non sarebbe ammesso registrare di nascosto nella privata dimora o nell'autoveicolo di una persona ignara della captazione nascosta: ma ci sono state eccezioni che hanno tenuto conto di finalità e circostanze, es. Cassazione 46158/2019 e sentenza 9/2020 Tribunale di Nola. Negli ambienti di lavoro è opportuno evitare registrazioni nascoste negli uffici privati e nei retrobottega perchè sono luoghi assimilati alla privata dimora (approfondimenti...). Infine, se la registrazione deve essere esibita in giudizio, è necessario che almeno uno degli interlocutori ascoltabili nella registrazione sia parte in causa nel processo (l'accusante, l'accusato o entrambi).

In ogni caso bisogna rispettare delle regole generali. In particolare bisogna evitare di divulgare le registrazioni o le videoregistrazioni (vedi regole generali indagini private...).

Posso registrare le mie telefonate di nascosto? In Italia i privati cittadini possono registrare o videoregistrare di nascosto le telefonate o le videochiamate alle quali prendono parte. Non c'è obbligo di preavvisare l'altro interlocutore, nè di segnalare la registrazione con suoni speciali (Cassazione 16886/2007 e 18908/2011). Le aziende e i professionisti devono invece preavvisare se registrano le telefonate.

Fonti e approfondimenti:
Studio legale Rando Gurrieri: le registrazioni nascoste dei privati cittadini non sono un reato. Vedi...

La Legge per Tutti: vademecum per registrare conversazioni di nascosto. Vedi...
La Legge per Tutti: registrare le proprie telefonate di nascosto non è reato. Vedi...
La Legge per Tutti: registrare di nascosto sul luogo di lavoro non è reato. Vedi...








INDAGARE IN PROPRIO.


I privati cittadini possono fare delle indagini in proprio? Cioè occasionali indagini svolte da loro direttamente e nel loro esclusivo interesse su questioni che li riguardano personalmente? Con la sentenza 48264/2014 la Cassazione ha chiarito: "la licenza di investigatore privato è necessaria solo per chi svolge indagini sistematicamente, per conto terzi e in forma imprenditoriale o professionale". In linea di principio generale svolgere personalmente un'indagine occasionale su fatti propri e nel proprio esclusivo interesse non è reato e non richiede nessuna licenza.

In ogni caso bisogna rispettare delle regole generali (vedi regole generali indagini private...).

Le prove ottenute con un'indagine in proprio possono essere esibite in giudizio? Si, purchè siano prove valide (approfondimenti...)

Fonti e approfondimenti:

La Legge per Tutti: indagare in proprio non è reato. Vedi...
Studio legale Cataldi: la sentenza 48264/2014. Vedi...
Avv.to Renato D'Isa sulla sentenza 48264/2014 e sulle indagini in proprio. Vedi...








ATTI VANDALICI

In linea di principio generale è ammesso posizionare microcamere nascoste per identificare i responsabili di atti vandalici. Es. Cassazione 5591/2006, 22093/2015, 39293/2018, 30191/2021. Naturalmente devono esserci evidenze di atti vandalici già avvenuti recentemente e fondati timori che possano ripetersi a breve. I videocontrolli nascosti devono durare per il tempo strettamente necessario e devono avere la finalità di individuare il responsabile dell'illecito per generare documentazione probatoria. E' quindi escluso il generico scopo di prevenzione o comunque spiare cosa succede nei dintorni. La ripresa deve essere limitata all'area interessata e immediati dintorni. Non bisogna riprendere private dimore altrui e pertinenze (approfondimenti...). I parcheggi condominiali di solito non sono considerati private dimore. Dal 2017 solo i danneggiamenti in luogo pubblico sono reati (art. 635 CP).

In ogni caso bisogna rispettare delle regole generali. In particolare bisogna evitare di divulgare le videoregistrazioni (vedi regole generali indagini private...).

La Cassazione, nell'emettere le sentenze sopra, si è scontrata con il fatto che le videoriprese nascoste non avevano rispettato le regole sulla videosorveglianza imposte dal Garante della Privacy. Ma la Cassazione ha ribadito: "in questi casi è irrilevante che vengano rispettate o meno le direttive sulla videosorveglianza, poichè la relativa disciplina non può costituire sbarramento all'esercizio dell'azione penale." (sentenza 22093/2015). In pratica la Cassazione ha stabilito che la repressione dei delitti ha la precedenza, confermando che le direttive del Garante della Privacy non possono ostacolare o invalidare le indagini su comportamenti delittuosi.

Fonti e approfondimenti:
Atti vandalici e danneggiamenti: filmare di nascosto il resposabile di atti vandalici non è reato (La Legge per Tutti). Vedi...
Atti vandalici e danneggiamenti: quando sono penalmente rilevanti? (La Legge per Tutti). Vedi...

Studio legale AltaLex: la videoripresa privata come prova atipica (regime probatorio dei controlli video privati). Vedi...

Studio legale Canestrini: legittimità e ammissibilità in giudizio delle videoriprese di privati cittadini. Vedi...
 La Legge per Tutti: cosa succede a seguito di una denuncia per vandalismo? Vedi...








ILLECITI IN AZIENDA (CONTROLLI DIFENSIVI).

In linea di principio generale è ammesso installare microcamere nascoste in azienda per identificare i responsabili di reati (sono i cosidetti 'controlli difensivi'). Es. furti, danneggiamenti dolosi, sabotaggi, gravi violazioni sulla sicurezza, ecc. In questi casi l'azienda può ignorare le regole sulla videosorveglianza imposte dal Garante della Privacy e l'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Es. Cassazione 3590/2011, 2890/2015, 3255/2020, 4367/2018, 22972/2018, 13266/2018. Naturalmente devono esserci evidenze che taluni lavoratori stiano ponendo in essere dei comportamenti penalmente rilevanti a danno del patrimonio aziendale (quindi non meri inadempimenti contrattuali nè tantomeno scorrettezze soggette solo a sanzioni disciplinari). I videocontrolli nascosti devono durare per il tempo strettamente necessario e devono avere la finalità di individuare i responsabili degli illeciti per generare documentazione probatoria. E' quindi escluso il generico scopo di prevenzione o comunque spiare l'operato dei lavoratori. Le riprese devono essere limitate alle aree interessate e immediati dintorni. Non bisogna riprendere atti di vita privata dei lavoratori. E' infine opportuno evitare il controllo nascosto degli uffici privati e dei retrobottega in quanto assimilati a private dimore (approfondimenti...).

In ogni caso bisogna rispettare delle regole generali. In particolare bisogna evitare di divulgare le videoregistrazioni (vedi regole generali indagini private...).

I principi generali visti sopra valgono anche per controlli sui dipendenti fuori dall'orario di lavoro? I controlli su malattie, legge 104, moralità, divieto di concorrenza, secondo lavoro, ecc. sono più delicati perchè tendono ad invadere la vita privata del dipendente e a raccogliere parecchi dati personali del dipendente. Sono quindi attività fortemente soggette ad un equilibrio fra i principi scopo, necessarietà, proporzionalità e continenza nella vita privata del lavoratore. Per approfondire vedere ad es. questo PDF dello studio legale MBO e questo provvedimento del Garante della Privacy.

Si possono controllare di nascosto anche colf, badanti e baby sitter nel caso di fondati sospetti di furti o maltrattamenti? In questi casi non entrano in gioco solo le regole sulla videosorveglianza e l'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (che, come visto sopra, non possono ostacolare chi deve indagare delle ipotesi di reato), ma anche il fatto che colf, badanti e baby sitter lavorano in private dimore (vedi approfondimenti art. 615/bis...). Il fatto che non sia casa loro non ha importanza. In questi casi sarebbe opportuno andare dai Carabinieri, che faranno eventuale richiesta al PM per intercettazioni in privata dimora se ci sono fondati sospetti di reati con pena massima superiore a 5 anni (es. maltrattamenti art. 572 CP).

Fonti e approfondimenti:
Giurisprudenza penale: approfondimenti sentenza 2890/2015. Vedi...
La Legge per Tutti: suggerimenti per controllare colf, badanti e baby sitter.
Vedi...
La Legge per Tutti: approfondimenti sentenza 3255/2020 (microcamere nascoste in azienda). Vedi...
Studio legale MB.O. La delicatezza delle indagini su dipendenti fuori dall'orario di lavoro.
Vedi...

Studio legale Agostini: approfondimenti sulle tipologie di indagini difensive in azienda.
Vedi...








CONTROLLO CELLULARI FIGLI MINORI (CONTROLLI PARENTALI).


In linea di principio generale i genitori possono controllare il cellulare degli figli minori, ma solo se notano dei comportamenti anomali. Parliamo di motivati sospetti di hate speech, sexting, droga, furti, bullismo, cyber-bullismo, baby-gang, maltrattamenti, abusi, traffici illeciti, ecc. E' quindi escluso il generico scopo di prevenzione o comunque di curiosità su cosa fanno i figli. Secondo il tribunale di Caltanissetta: "se il genitore non controlla il cellulare del figlio può essere ritenuto responsabile degli illeciti commessi dal minore..." (sentenza 08/10/2019). Ulteriore conferma giunge dal tribunale di Parma (sentenza 698/2020): "I contenuti di PC e smartphone devono essere monitorati da entrambi i genitori. E' necessario preservare la loro educazione evitando di esporli a contenuti poco adatti alla loro età...".

Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: spiare il cellulare di un figlio minore quando si notano comportamenti anomali non è reato. Vedi...
La Legge per Tutti: cosa rischia un genitore che non controlla il cellulare del figlio? Vedi...
Legge per tutti: controlli parentali (quando possono diventare reato). Vedi...
Studio legale Cataldi: sentenza 698/2020 Tribunale di Parma.
Vedi...


Dal ns. blog: App SpyPhone commerciali: quanto sono realmente nascoste? Vedi...







PUBBLICI REGISTRI


Ci sono tante informazioni liberamente accessibili a tutti. Es. visura catastale e ipocatastale, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, perizia immobiliare, visura camerale, visura protesti, elenco soci e cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, visura targhe automobilistiche, certificato di residenza, carichi pendenti, casellario giudiziale, certificati antipedofilia, certificati diritti civili, elenco di proprietà immobiliari e veicoli intestati a una persona, registrazioni e sorveglianza marchi, ecc. Ottenere queste e altre informazioni è legale. Nulla viene notificato alla persona o all'azienda interessata.

E' legale venire a conoscenza dell'intestatario di un numero di cellulare? Non è legale venirne a conoscenza tramite i dati delle compagnie telefoniche. Ma nulla vieta di provare a venirne a conoscenza in altri modi con particolari strategie e risorse.

Esempi: Pratiche.it e Tuttovisure.it. Specifico per gli immobili: Retevisure.it

Vedi anche Link Sempreutili.








FAR CREDERE DI ESSERE UN ALTRO.

Far credere di essere un'altra persona è una strategia antica e comunissima per ottenere vantaggi o informazioni. Ma in alcuni casi potrebbe essere in contrasto con l'art. 494 CP (sostituzione di persona).

Studio Brocardi sull'art. 494 CP (vedi...).

 






Regole generali indagini private



Le indagini private (indifferentemente che vengano svolte da privati cittadini, aziende, investigatori, avvocati, giornalisti) sono soggette a regole generali che ne determinano la legittimità e che tracciano il confine fra il diritto ad indagare e il diritto alla privacy delle persone indagate:
1) SCOPO (*). Un'indagine privata deve avere uno scopo chiaro e legittimo, che normalmente è connesso alla necessità inderogabile di esercitare o difendere un diritto. Es. tutela dignità, salute, reputazione, lavoro, difesa del patrimonio, difesa dell'incolumità, repressione dei delitti, diritto di difesa in sede giudiziaria, diritto di cronaca per i giornalisti.
2) PERTINENZA DELLE INFORMAZIONI (**). Bisogna acquisire solo informazioni pertinenti e necessarie allo scopo dell'indagine, cercando quindi di mantenere una continenza nella vita privata altrui.
3) MODALITA' DI ACQUISIZIONE DELLE INFORMAZIONI (***). Le informazioni devono essere acquisite con modalità legali. In questa pagina abbiamo cercato di riassumere i principali limiti imposti dalle leggi, ovviamente in modo generico e orientativo.
4) TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI. Informazioni e dati devono essere custoditi e trattati tutelandone l'integrità e la riservatezza. Non bisogna alterare, divulgare o cedere indebitamente a terzi informazioni e dati causando un danno ingiusto di qualsiasi tipo alle persone interessate. Inoltre informazioni e dati devono essere conservati non oltre il tempo necessario allo scopo dell'indagine e ad eventuali procedimenti connessi.

(*) Esempi di scopo. 'Ho motivati sospetti che un mio dipendente venda informazioni aziendali riservate ad un mio concorrente' . E' uno scopo chiaro e legittimo che rende necessari e inderogabili dei controlli nascosti per esercitare il diritto di difendere il patrimonio aziendale. Vediamo l'ipotesi opposta: 'Voglio scoprire a quale progetto sta lavorando un mio concorrente' . In questo caso lo scopo è illegittimo.

(**) La continenza nella vita privata altrui è una regola importante per bilanciare il diritto ad indagare e diritto alla privacy delle persone indagate. I controlli devono essere proporzionati allo scopo dell'indagine. Non si devono acquisire informazioni non pertinenti o comunque non necessarie all'indagine. Ipotizziamo dei pedinamenti per verificare un motivato sospetto di doppio lavoro di un dirigente presso un'azienda concorrente. Parliamo quindi di controlli legittimi e inderogabili per tutelare il patrimonio aziendale. Ma durante i pedinamenti si scopre che il dirigente ha particolari abitudini sessuali. Questa è una violazione della privacy del dirigente perchè la sua sessualità non c'entra nulla con lo scopo dell'indagine. Eventuali informazioni di questo tipo devono quindi restare segrete pena sanzioni.

(***) Le prove acquisite con modalità illegali, cioè violando i limiti imposti dalle leggi, normalmente sono prove non valide. Ad es. le prove ottenute violando le leggi che prevedono tutele specifiche della privacy (vedi oltre), corrompendo, minacciando, violando un domicilio, rubando, facendo credere di essere un'altra persona, ecc. Le prove non valide normalmente non vengono ammesse in giudizio (anche se lo scopo dell'indagine è legittimo e anche se si tratta di prove schiaccianti). Inoltre, se vengono esibite, possono generare delle querele (es. Cassazione 35681/2014). Eventuali prove non valide devono quindi restare segrete pena sanzioni. O devono essere vagliate da un legale di fiducia prima di qualsiasi altra cosa. In ogni caso è importante che un legale di fiducia gestisca l'eventuale ammissione in giudizio delle prove.

Una prova può essere disconosciuta dalla controparte? Si se la controparte può dimostrare ad es. che è una prova non pertinente, falsa o alterata. In Italia il disconoscimento di una prova deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito come previsto dagli artt. 167 183 del CPP.


Vedi anche le leggi che prevedono tutele specifiche della privacy:
1) Tutela specifica: privacy dei dati personali (vedi...).
2) Tutela specifica: privacy private dimore (vedi...).
3) Tutela specifica: privacy delle comunicazioni a distanza (vedi...).



Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: valenza processuale delle prove. Vedi...
Studio legale Cataldi: le prove illecitamente acquisite non sono valide (sentenza 35681/2014). Vedi...
Casi di disconoscimento delle prove fotografiche (La Legge per Tutti). Vedi...








TUTELA SPECIFICA: PRIVACY DEI DATI PERSONALI

Il GDPR europeo regolamenta nello specifico l'acquisizione, la conservazione e il trattamento dei dati personali dei cittadini allo scopo di tutelarne l'integrità e la riservatezza. Rif. decreti 196/2003 (in parte abrogato) e 101/2018. Il GDPR riguarda principalmente aziende, professionisti ed enti. Ma il divieto di divulgare indebitamente informazioni e dati riguarda anche i privati cittadini.

Quali dati personali protegge il GDPR? Sono dati personali qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile. Nomi e cognomi, indirizzi, codici fiscali, tessere sanitarie, dati anagrafici, origine razziale, stile di vita, relazioni personali, religione, appartenenza sindacale, convinzioni politiche e filosofiche, orientamento e abitudini sessuali, stato di salute, cartelle cliniche, dati biometrici, fascicolo sanitario elettronico, dati genetici, situazione economica, rapporti bancari, rapporti finanziari, buste paga, contratti di lavoro, aspetti patrimoniali, dichiarazioni dei redditi, preferenze e capacità di spesa, foto di persone riconoscibili, registrazioni audio e videoregistrazioni di persone riconoscibili (inclusa la videosorveglianza), posizioni satellitari GPS di persone riconoscibili, abitudini, spostamenti, frequentazioni, relazioni, navigazioni in internet.

Principali deroghe al GDPR per le indagini. E' noto che il GDPR impone l'obbligo generale di richiedere alle persone il consenso all'acquisizione e al trattamento di informazioni e dati personali che le riguardano (il famoso consenso informato che ogni cittadino firma ovunque). Le persone hanno inoltre il diritto di imporre delle limitazioni al trattamento dei loro dati oppure di richiederne la totale cancellazione (diritto all'oblio). Ma quando si tratta di indagini e di eventuali procedimenti connessi ovviamente questi obblighi e questi diritti non ci sono (rif. decreto 193/2003 art. 24 comma 1 lettera F, principio confermato anche in rif. al decreto 101/2018). Tuttavia se la persona interessata può dimostrare che le informazioni e i dati che la riguardano non sono pertinenti con lo scopo dell'indagine, rappresentano un'invasione eccessiva nella sua sfera privata (considerato lo scopo dell'indagine), sono dati falsi, alterati, acquisiti e/o trattati illecitamente, divulgati indebitamente, ecc. può ovviamente agire di conseguenza.


Fonti e approfondimenti:
Privacy Italia. Vedi...
Il sito del garante della privacy. Vedi...
Privacy dei dati personali e giornalismo investigativo (Garante Privacy). Vedi...

La videosorveglianza (La Legge per Tutti). Vedi...
Il GDPR in sintesi (La legge per Tutti). Vedi...
I dati personali che anche i privati cittadini non possono divulgare a terzi (La legge per Tutti). Vedi...
Le regole sulla videosorveglianza (Garante Privacy). Vedi...
 







 
TUTELA SPECIFICA: PRIVACY PRIVATE DIMORE.

L'art. 615bis CP tutela nello specifico la privacy delle persone che si trovano in private dimore, vietando l'acquisizione nascosta e l'indebita divulgazione di notizie e immagini sulla loro vita privata. Da notare che questa tutela si applica solo alle private dimore (non si applica in luoghi pubblici o aperti al pubblico).


Quali sono i limiti della privata dimora oltre ovviamente alle mura domestiche? Con la sentenza 31345/2017 la Cassazione ha chiarito che "sono privata dimora i tutti i luoghi, anche destinati ad attività lavorativa o professionale, nei quali le persone svolgono non occasionalmente atti di vita privata e che non sono aperti al pubblico nè accessibili a terzi senza autorizzazione o esplicito consenso".
Possono essere atti di vita privata ad es. il riposo, lo svago, le conversazioni (sia private che professionali), la vita familiare, lo studio, la vita sessuale, la cura della persona, la lettura, l'alimentazione, ascoltare musica, le attività non pubbliche connesse alla politica, alla cultura, alla religione, al tempo libero, all'arte, alla professione e al lavoro.
Esempi di privata dimora. La Cassazione ha già considerato privata dimora gli interni di garage, cantine, camper, roulotte, cuccette di camion, i pianerottoli condominiali, i giardini e le verande (ma solo se protetti per impedire la visibilità da luogo pubblico es. da siepi, reti oscuranti, vetri opachi, tendoni), le canoniche delle chiese, gli spogliatoi, i bagni, le camere di albergo, i retrobottega, gli uffici privati, gli ambulatori medici. Non ha invece considerato privata dimora le stanze di ospedali e RSA, le celle delle carceri e le camerate delle caserme perchè in questi luoghi il personale interno può accedere senza autorizzazioni o espliciti consensi. Non ha inoltre considerato privata dimora le aree liberamente accessibili di bar, hotel, banche, aziende, negozi e strutture sportive (es. banconi, tavolini, corsie, corridoi, sale caffè, reception, uffici open space, auditorium, piscine, palestre, ecc.).
Nei casi di foto e videoriprese nascoste la Cassazione non ha considerato privata dimora gli ambienti privati facilmente visibili da luogo pubblico (es. terrazze, giardini, verande, campi da tennis e altri luoghi privati ma non protetti alla vista dei passanti). Per approfondire cliccare qui.
Da segnalare anche gli artt. 615ter/quater, che vietano l'accesso abusivo a sistemi informatici protetti (es. PC e cellulari). Gli strumenti informatici sono quindi una privata dimora virtuale, ma solo se protetti es. da password.

L'abitacolo di un autoveicolo è una privata dimora? Molte fonti online riportano che l'abitacolo di un autoveicolo non è privata dimora, trasmettendo il messaggio che è legale nascondere una microspia dentro un veicolo per captare conversazioni. In effetti, per quanto possa sembrare incredibile, in passato era proprio così. La Cassazione ha infatti statuito numerose volte che, ai sensi e per gli effetti dell'art. 615bis, l'abitacolo di un autoveicolo non era una privata dimora (es. sentenze 10095/2001, 12042/2008, 4926/2009, 28251/2009, 45512/2014). Salvo camper, roulotte o cuccette di camion se erano usati come privata dimora. Ma dopo i chiarimenti introdotti dalla sentenza 31345/2017 (vedere sopra) è iniziata un'inversione di marcia. Ad es. nella sentenza 33499/2019 della Cassazione (punto 2.2 delle motivazioni) e nella sentenza 466/2018 sez. III del Tribunale di Catania l'autoveicolo è stato considerato privata dimora. Da notare che tutto questo è riferito a microspie audio nascoste all'interno di un veicolo per captare conversazioni. Non è riferito al pedinamento di un veicolo (GPS) e neppure a persone che si trovano all'interno di un veicolo e che vengono fotografate o videoriprese dall'esterno.

Se una microspia nascosta in una privata dimora non ha funzionato si viola comunque l'art. 615bis? Si. La violazione si verifica anche 'nell'ipotesi tentata' (Cassazione 4669/2018). Non ha importanza che la microspia non abbia prodotto risultati perchè era guasta, scarica, di bassa qualità o posizionata in modo sbagliato.

Posso registrare o videoriprendere di nascosto chi si trova in casa mia? Secondo la Cassazione un controllo nascosto in una privata dimora, anche se effettuato dal proprietario, in linea di principio è illegale se tutte le persone presenti sono ignare di essere controllate (es. Cassazione 9235/2012 e 36109/2018). E' invece legale se chi effettua il controllo nascosto in casa sua è fisicamente presente negli ambienti controllati, insieme alle persone ignare del controllo (es. Cassazione 22221/2017 e 27160/2018). In questo secondo caso l'ipotesi di violazione della privacy ex art. 615bis CP può sussistere solo se è possibile dimostrare che audio e video sono stati indebitamente divulgati a terzi.

Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: le riprese di giardini e aree private facilmente visibili da luogo pubblico non sono un eato. Vedi...
La Legge per Tutti: esempi di estensione della privata dimora. Vedi...
La Legge per Tutti: raccolta di casi e sentenze sull'art. 615bis. Vedi...
Studio legale Brocardi: art. 615bis (casi e sentenze). Vedi... 
Approfondimenti Avv.to Chiuchini. Vedi...








TUTELA SPECIFICA: PRIVACY COMUNICAZIONI A DISTANZA.

Gli artt. 617-623 CP tutelano nello specifico l'integrità e la privacy delle comunicazioni a distanza (es. comunicazioni mediante PC, tablet, telefonini, servizio postale, email, chat, WhatsApp, SMS, Telegram, Messenger, ecc.). In sintesi vietano l'illecita acquisizione, interruzione, alterazione, divulgazione o pubblicazione delle comunicazioni a distanza. Da notare che questa tutela si applica solo alle comunicazioni a distanza (non si applica alle conversazioni faccia a faccia fra persone fisicamente presenti nello stesso luogo). Es. Cassazione 13793/1999, 12655/2001, 12698/2003, 4264/2006, 28251/2009, 33499/2019.

Da citare anche l'art. 617septies CP che vieta l'indebita divulgazione o pubblicazione di audio, foto e video con lo scopo di danneggiare volontariamente la reputazione e l'immagine di una persona (questa norma è nata nel 2018 per contrastare il fenomeno del 'revenge porn').

La tutela degli artt. 617-623 si applica anche alle comunicazioni a distanza fra macchine? Si. Ad es. PC o centraline che dialogano fra loro via internet per trasferire automaticamente dati telematici senza presenza umana.

L'art. 617bis CP si applica anche all'installazione di microspie ambientali, microcamere e microregistratori? No.
La Cassazione ha statuito che l'intercettazione di una comunicazione a distanza si concretizza quando entrambi gli interlocutori sono ascoltabili. Microspie ambientali, microcamere e microregistratori non hanno le caratteristiche tecniche per inserirsi in un canale di comunicazione fra persone distanti.


Fonti e approfondimenti:
Studio legale Brocardi: art. 617. Vedi...
Il nuovo articolo 617septies e i suoi limiti (Diritto.it). Vedi... 

 





Indagini private e tecnologie investigative



La tecnologia ha un ruolo sempre più importante in ogni aspetto della vita. Inevitabile che sia così anche quando bisogna indagare, scoprire, decidere.



In Italia la stragrande maggioranza delle indagini private riguardano l'infedeltà di coppia. Secondo'The Richest' e 'Match.com'  l'Italia è infatti la seconda nazione al mondo dove si tradisce di più, dopo la Thailandia. Oggi in Italia siamo arrivati a quasi 50 separazioni ogni 100 matrimoni (erano 3 su 100 nel 1975 e 20 su 100 nel 2007). Una progressione che toglie ogni dubbio su quanto sia diventato difficile fare coppia in modo sano e duraturo. L'Avv. Gassani, presidente dei matrimonialisti italiani, sostiene che il 40% delle separazioni ha come causa i tradimenti. E' stato archiviata anche la convinzione che gli uomini tradiscono di più: molti matrimonialisti, sessuologi e psicologi concordano nell'affermare che oggi c'è una sostanziale parità fra i sessi (o addirittura una leggera prevalenza di tradimenti femminili, soprattutto verso i 45-50 anni). Sotto il profilo tecnologico il localizzatore satellitare GPS si conferma un'implacabile 'macchina della verità', visto il frequentissimo ricorso ai veicoli per incontrare e frequentare. I localizzatori GPS di qualità sono consigliati quando i risultati devono giungere in tempi ridotti e quando non sono ammessi i limiti localizzatori low-cost. I localizzatori di qualità consentono di non essere indentificati se l'apparato viene scoperto, offrono maggiori autonomie (quindi evitano di doversi avvicinare spesso al localizzatore per ricaricare la batteria con il rischio di essere scoperti), forniscono avvisi tempestivi sullo stato del veicolo (che spesso sono fondamentali per monitorare in realtime la situazione, es. veicolo partito, in sosta, ecc.) e riducono il rischio di dati mancanti o errati soprattutto sui luoghi delle soste, che quasi sempre sono l'informazione più importante del tracking satellitare investigativo e il punto di svolta dei controlli.





Il controllo di colf, badanti e baby sitter. Come abbiamo visto in questo capitolo sono controlli che a volte non brillano per legalità :) Ma va anche detto che le scorrettezze da parte di colf, badanti o baby sitter non sono certo una rarità.





Controlli in azienda. Furti in cassa, danneggiamenti dolosi, sabotaggi, furti in magazzino, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, ecc. Sotto il profilo tecnologico la qualità dei sistemi video, un buon occultamento e una corretta installazione possono fare la differenza. Per avere valore probatorio bisogna riprendere non solo le persone, ma anche i fatti e le circostanze. L'impiego di tecnologie specifiche e qualitative è consigliato quando una seconda possibilità non è un'opzione e quando non sono ammessi i limiti delle tecnologie video low-cost: es. dettagli poco chiari, blocchi della videoregistrazione, vistosità o sospettabilità del sistema, focali inadatte, angolazioni errate e conseguenti prove non valide.





Registrare o videoregistrare di nascosto incontri, conversazioni e telefonate alle quali si prende parte. Gli italiani hanno il tasto REC facile. Sotto il profilo tecnologico nella maggior parte dei casi si tratta di registrazioni audio fatte con il cellulare. Ma il cellulare a volte è inadatto a causa dell'ingombro, della ridotta qualità del suono (soprattutto se viene tenuto in tasca o in borsa come avviene spesso), della scarsa autonomia con registratore attivo e della forte sospettabilità: è infatti diventato frequente richiedere lo spegnimento o l'allontanamento dei cellulari durante le conversazioni riservate perchè si teme che possa avere il registratore attivo in background. L'impiego di tecnologie specifiche e qualitative è consigliato quando non sono ammessi i limiti delle registrazioni fatte con i cellulari: es. blocco improvviso della registrazione, filtri audio inadatti alla captazione di voci distanti, insospettire l'interlocutore, ridotta autonomia, rumori di disturbo, ecc.






Controllo dei figli minori. Sotto il profilo tecnologico si cerca di controllare quasi sempre i cellulari. Ma a volte non è possibile perchè molti ragazzi custodiscono i loro segreti meglio di 007 e sono informatissimi dell'esistenza di Trojan e SpyPhone. Considerato che nei moderni sistemi operativi mobile recuperare le password è diventato praticamente impossibile, in alcuni casi vengono usate specifiche microcamere tattiche in alta definizione nascoste provvisoriamente negli ambienti per tentare di riprendere le password digitate sui display di cellulari (è un metodo macchinoso e non adatto a tutti, ma porta spesso al risultato se viene gestito con costanza e giuste tecnologie). Se invece il cellulare ha delle protezioni biometriche (es. l'impronta digitale) si ricorre quasi sempre al trucco di appoggiare il dito della persona al suo cellulare mentre dorme. Insomma controllare i ragazzi non è un gioco da ragazzi.
 




Atti vandalici, minacce, sabotaggi, avvelenamento di animali, liti condominiali, lettere minatorie, imbrattamenti, furti della posta, furti di corrente elettrica o acqua, taglio cavi elettrici, distacco contatori. E' noto che gli italiani sono litigiosi, soprattutto con il vicinato. Sotto il profilo tecnologico la qualità dei sistemi video, un buon occultamento e una corretta installazione possono fare la differenza. Per avere valore probatorio bisogna riprendere non solo le persone, ma anche i fatti e le circostanze. L'impiego di tecnologie specifiche e qualitative è consigliato quando una seconda possibilità non è un'opzione e quando non sono ammessi i limiti delle tecnologie video low-cost: es. dettagli poco chiari, blocchi della videoregistrazione, vistosità o sospettabilità del sistema, focali inadatte, scarsa sensibilità luminosa, angolazioni errate e conseguenti prove non valide. Per ottenere inquadrature complete spesso si ricorre a microcamere nascoste nei dintorni (da una finestra, un cespuglio, un albero, un altro veicolo parcheggiato vicino, un palo della luce, ecc.). Le microcamere puntate dall'interno del veicolo interessato verso l'esterno sono le più semplici e veloci da attivare, ma non possono riprendere l'atto fisico dell'illecito (solitamente la rigatura della portiere) e non offrono quasi mai delle inquadrature complete di fatti e circostanze.






Altro male italico: l'abbandono di rifiuti. Spesso vengono utilizzate delle fototrappole commerciali per indagare questi eventi. Ma altrettanto spesso le fototrappole commerciali si rivelano inadatte perchè con focali fisse di 2.8 o 3.6 mm. (utili solo per riprendere fino a una decina di metri), con sensori di movimenti e illuminatori ad infrarossi che non funzionano oltre 10-12 metri (ma spesso i punti adatti a posizionare l'apparato si trovano a distanze di 20-40 metri), senza diretta video live (fondamentale per predisporre interventi sul posto e per monitorare la situazione), senza videoregistrazione continua (fondamentale per raccogliere più elementi possibile), ecc. Ma anche perchè le fototrappole commerciali sono piuttosto vistose e ben note ai malfattori, che spesso le cercano appena giunti sul posto e le individuano con facilità. Le fototrappole commerciali sono infine strumenti tutt'altro che 'low-cost', visto che una semiprofessionale con caratteristiche decenti può superare i 250-300 euro e una professionale può superare i 1200 euro. Esistono soluzioni video alternative alle fototrappole commerciali e progettate in modo specifico per determinate indagini.




 

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