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Cosa possono fare le agenzie investigative in Italia?![]()
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Spesso le esigenze di raccolta informazioni in ambito privato e personale vengono affrontate e gestite dai diretti interessati, quantomeno in una prima fase. Questo offre concreti vantaggi in termini di operatività, tempistiche, costi, disponibilità e riservatezza. Ma espone anche a concreti rischi dovuti ad errori operativi e strategici, all'emotività e alla violazione delle leggi. Vediamo innanzitutto i principali controlli nascosti non ammessi, sia per l'investigatore privato sia per il normale cittadino:
• Controlli nascosti all'interno di private dimore e uffici privati altrui.
• Violazione di domicilio altrui.
• Controlli nascosti su comunicazioni a distanza altrui. PC, server, reti, telefonini, tablet, flussi telematici, chat, posta, messaggistica, telefonate, ecc.
• Controlli che causano molestie o paura nella persona controllata e/o persone vicine. In questi casi evidentemente non viene rispettata la regola numero uno dei controlli nascosti: la discrezione. Sono situazioni che possono generare delle denunce per molestie (o stalking in casi gravi e reiterati).
• Accesso abusivo a dati coperti dalla privacy. Documenti riservati, database e sistemi informatici protetti, reti informatiche, archivi riservati, ecc.
Vediamo ora i principali controlli nascosti generalmente ammessi, sia per l'investigatore privato sia per il normale cittadino:
• Pedinamenti e appostamenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Sono ammessi se si agisce in modo discreto e contenuto, senza causare molestie o paura nella persona controllata e/o persone vicine. Se diventano invasivi o molesti, possono diventare illeciti.
• Controlli nascosti con localizzatori GPS. Sono equiparati ai pedinamenti, vedi sopra.
• Foto e videoregistrazioni fatte di nascosto in luogo pubblico o aperto al pubblico. Sono ammesse se si agisce in modo discreto e contenuto, senza causare molestie o paura nella persona controllata e/o persone vicine. Se diventano invasive e moleste, possono diventare illecite. Inoltre, se non si stanno indagando fatti con una rilevanza penale (es. atti vandalici), in linea di principio generale le riprese dovrebbero essere effettuate da qualcuno che è fisicamente presente sul posto (quindi qualcuno che riprende ciò che può anche vedere con i suoi occhi).
• Consultazioni di pubblici registri e banche dati pubbliche.
• Foto, registrazioni e videoregistrazioni fatte di nascosto all'interno della propria privata dimora o del proprio ufficio privato. Sono ammesse se si è fisicamente presenti sul posto e si prende parte alle captazioni nascoste, senza allontanarsi.
• Richieste di informazioni a persone informate sui fatti. In questi casi bisogna presentarsi all'interlocutore con la propria reale identità. Non bisogna far credere di essere un'altra persona.
• Microspie nascoste all'interno degli autoveicoli. La Cassazione ha confermato recentemente che non sono reato, anche se ci si allontana dopo aver nascosto la microspia. Ma resta un controllo al limite della legalità.
Tuttavia anche i controlli nascosti ammessi sconfinano nella privacy altrui. Quindi non è sufficiente svolgere dei controlli ammessi per essere in regola. Fermo restando che i controlli devono essere di tipo ammesso, per non violare la privacy della persona controllata bisogna rispettare anche i principi di "scopo, necessarietà, proporzionalità e continenza". Vediamoli in sintesi. |
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• SCOPO E NECESSARIETA' I controlli nascosti devono essere necessari per perseguire uno scopo lecito. Normalmente uno scopo lecito è rappresentato dalla necessità di far valere o difendere un diritto. Si pensi ad esempio ad un controllo GPS, quindi un controllo che generalmente è considerato ammesso. Ma se lo scopo del controllo GPS è curiosare e interferire nella vita privata di una persona che rifiuta delle attenzioni sentimentali, è evidente la finalità illecita: di conseguenza il controllo diventa biasimevole e lesivo della privacy, aprendo la strada a conseguenze sanzionatorie e a richieste di risarcimento dei danni. Ben diverso è un controllo GPS necessario per verificare concreti sospetti relativi all’uso di droghe da parte di figli minori, tradimenti di coppia, ludopatie o doppie vite familiari: in questi casi il controllo GPS serve a perseguire una finalità lecita (nello specifico la necessità di far valere o difendere diritti come la tutela della dignità, della salute, della famiglia, del tenore di vita o del patrimonio). Sono casi in cui non è ipotizzabile nessuna lesione della privacy, salvo evidenti abusi connessi a quanto riportato nel prossimo paragrafo "Proporzionalità e continenza". |
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• PROPORZIONALITA' E CONTINENZA Fermo restando quanto visto sopra, ci sono un paio di aspetti finali da citare che di solito riguardano più gli investigatori privati che i normali cittadini: i controlli nascosti devono essere anche attinenti e proporzionati allo scopo da perseguire. Occorre quindi agire in modo tale che lo sconfinamento nella privacy della persona controllata sia contenuto sia nei tempi sia nei modi. Ad esempio, non è ammesso nascondere un localizzatore GPS nell'auto di una badante sospettata di picchiare un anziano: sarebbe un controllo non attinente e sproporzionato, visto che i presunti illeciti avvengono fra le mura domestiche. Diverso sarebbe se la badante fosse fortemente sospettata di allontanarsi dal posto di lavoro durante la notte, lasciando l'anziano da solo per ore in situazioni di pericolo: in questo caso è ammissibile nascondere un localizzatore GPS nell'auto della badante, ma solo per verificare se e quando si allontana di nascosto (non per scoprire cosa va a fare quando si allontana). Nella sostanza i controlli nascosti, pur in presenza di una finalità lecita, non possono essere indiscriminati né inutilmente invasivi nella privacy altrui. Inoltre non è ammesso protrarre i controlli per lungo tempo se non emerge nulla di significativo. Le informazioni devono essere raccolte con misura, limitandosi a quelle attinenti e necessarie allo scopo da perseguire. Raccogliere molti più dati del necessario sulla vita privata di qualcuno, o insistere ad oltranza con controlli senza esiti, potrebbe aprire la strada a conseguenze sanzionatorie e a richieste di risarcimento dei danni. |
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Terminiamo dicendo che le indagini non devono essere necessariamente finalizzate ad esibire le informazioni raccolte in tribunale (non è un obbligo ma una scelta che dipende da fatti e circostanze). In ogni caso non bisogna rendere pubbliche le informazioni raccolte (es. nei social o negli ambienti di lavoro) e bisogna gestirle con discrezione per non ledere la privacy e la reputazione delle persone interessate. |
I riferimenti pubblicati in questa pagina sono generici. Si raccomanda di sentire il parere di un legale di fiducia per ogni necessità specifica. |
Fonti e approfondimenti
- La Legge per Tutti Avv. Acquaviva: pedinare qualcuno è reato? Vedi.
- La Legge per Tutti Avv. Greco: quando un pedinamento può far scattare il reato di molestie? Vedi.
- La Legge per Tutti Avv. Acquaviva: nascondere un GPS in un autoveicolo è reato? Vedi.
- Studio legale Corsinovi: nascondere una microspia audio in un autoveicolo è reato? Vedi.
- La Legge per Tutti Avv. Acquaviva: quando è ammesso videoriprendere qualcuno di nascosto? Vedi.
- Avv. d'Isa: il coniuge che pedina l'altro non commette reato di esercizio abusivo di investigazioni private. Vedi.
- La Legge per Tutti Avv. Greco: quando è ammesso registrare una conversazione di nascosto? Vedi.
- La Legge per Tutti Avv. Greco: cosa si intende per privata dimora? Vedi.
- Avv. Ramelli: nascondere microspie in una privata dimora e allontanarsi è sempre reato. Vedi.
- La Legge per Tutti Avv. Greco: quali sono i dati personali altrui da non divulgare pubblicamente? Vedi.
- Altalex Avv. Marani: una microspia all'interno di un autoveicolo non è intercettazione telefonica. Vedi.
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