Principali norme e leggi che riguardano le indagini private in Italia. Ogni capitolo riporta fonti e sentenze.  






LUOGHI PUBBLICI (FOTO, VIDEO, GPS).

PEDINAMENTI. In Italia non esiste il reato di pedinamento. La Cassazione ha statuito molte volte che pedinare qualcuno in luogo pubblico o aperto al pubblico non è reato. Ma in alcuni casi un pedinamento potrebbe diventare reato se la persona pedinata si dovessere accorgere di essere controllata e dovesse risultare molestata (rif. molestie art. 660 CP.). Es. sentenze 18117/2014, 43439/2010, 5855/2001, 9446/2018. Tuttavia spesso non basta dichiararsi genericamente molestati, perchè secondo la Cassazione la molestia si concretizza quando c'è 'la volontà di dare fastidio a qualcuno con un atteggiamento di arrogante invadenza e con un'intromissione continua e inopportuna nell'altrui sfera di libertà.'

FOTO E VIDEO. La Cassazione ha statuito molte volte che fotografare o videoriprendere occasionalmente qualcuno di nascosto in luogo pubblico, aperto al pubblico o facilmente visibile da luogo pubblico non è reato.
Parliamo di riprese effettuate da qualcuno che è fisicamente sul posto e che riprende ciò che può anche vedere con i suoi occhi. In Italia vige il principio generale che chi si trova in un ambiente pubblico accetta consapevolmente di poter essere anche ripreso.

GPS. Posizionare un localizzatore satellitare GPS di nascosto e usarlo non è reato. La Cassazione ha statuito più volte che un localizzatore è solo 'una modalità tecnologicamente caratterizzata di pedinamento' o 'una forma atipica e innominata di pedinamento' (es. sentenza 16130/2002). Ovviamente il localizzatore deve essere privo di microfono. Sono esclusi i localizzatori posizionati dalle aziende su veicoli aziendali perchè regolamentati dall'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.

Tuttavia anche in ambienti pubblici ci sono dei limiti. In linea di principio bisogna ovviamente agire con discrezione e i controlli devono avere uno scopo legittimo (es. far valere o difendere un diritto). Inoltre i controlli non devono essere continui e indiscriminati ma contenuti e mirati. Nel caso in cui si venga scoperti bisogna teminare i controlli e bisogna evitare atteggiamenti invasivi, arroganti e intimidatori. Bisogna inoltre rispettare le regole sulla privacy dei dati, evitando in particolare di divulgare o pubblicare foto, video, abitudini di spostamento e di frequentazione della persona controllata (vedi privacy dei dati...).

E' ammesso nascondere temporaneamente una microcamera in luogo pubblico e allontanarsi? Per il Garante della Privacy si tratta di videosorveglianza quindi andrebbero rispettate le regole sulla videosorveglianza. Ma la Cassazione ha statuito più volte che "le direttive del Garante della Privacy non possono ostacolare o invalidare l'azione penale in presenza di comportamenti delittuosi e della necessità di indagarli". In linea generale è ammesso nascondere temporaneamente una microcamera in luogo pubblico e allontanarsi per riprendere un'ipotesi di reato (es. atti vandalici). Mentre potrebbe essere contestato il mancato rispetto delle regole sulla videosorveglianza se manca l'ipotesi di reato (es. riprendere una persona in compagnia dell'amante).

Fonti e approfondimenti:

La Legge per Tutti: pedinare con il GPS non è reato. Vedi...
Studio legale BMG: filmare persone in luogo pubblico di norma è legale.
Vedi...
Diritto.it: approfondimenti sul pedinamento elettronico. Vedi...
Studio legale Brocardi: risposte a dubbi su foto e videoriprese in ambienti pubblici. Vedi...
La Legge per Tutti: vademecum sui pedinamenti.
Vedi...
GIP tribunale di Arezzo: pedinare l'amante della moglie con il GPS non è reato (archiviazione). Vedi...
La legge per Tutti: il pedinamento non è reato (archiviazioni).
Vedi...
La legge per Tutti: l'impiego di GPS non è intercettazione e non richiede autorizzazioni (raccolta di casi). Vedi...
La legge per Tutti: filmare persone in luogo pubblico è legale anche senza il loro consenso. Vedi...
Studio legale Chiuchini: interessanti approfondimenti sulle videoriprese in ambienti pubblici. Vedi...


Dal ns. blog: come scoprire un localizzatore. Vedi...
Dal ns. blog: come scoprire se siamo pedinati. Vedi...
Dal ns. blog: come creare un localizzatore satellitare di emergenza. Vedi...







REGISTRARE DI NASCOSTO.

La Cassazione ha statuito più volte che le registrazioni audio o le videoregistrazioni fatte di nascosto da privati cittadini che prendono parte ad una conversazione sono lecite. Questi casi non sono intercettazioni, perchè le intercettazioni si verificano quando tutte le persone presenti sono ignare di essere captate.
Secondo la Cassazione 'quando la finalità della captazione nascosta è quella di far valere o difendere un diritto proprio o altrui è lecita, perchè chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa' (es. sentenze 18908/2011, 24288/2016, 5241/2016). Sono state ammesse in giudizio anche registrazioni nascoste effettuate da privati cittadini sul luogo di lavoro (es. sentenza Cassazione 11322/2018 e sentenza 2020 Tribunale del Lavoro di Nola rif. FCA Pomigliano).

Le registrazioni o videoregistrazioni nascoste devono avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico. Oppure devono avvenire nella privata dimora, nell'autoveicolo o nell'ufficio privato di chi effettua la captazione nascosta. Di principio non sarebbe ammesso registrare di nascosto nella privata dimora, nell'autoveicolo o nell'ufficio privato di una persona ignara della captazione nascosta: ma ci sono state eccezioni che hanno tenuto conto di finalità e circostanze, es. Cassazione 46158/2019 e sentenza 9/2020 Tribunale di Nola. In ogni caso bisogna rispettare le regole sulla privacy dei dati (vedi...).


Posso registrare le mie telefonate di nascosto? In Italia i privati cittadini possono registrare o videoregistrare di nascosto le telefonate o le videochiamate alle quali prendono parte.
Non c'è obbligo di preavvisare l'altro interlocutore, nè di segnalare la registrazione in corso con suoni speciali (Cassazione 16886/2007 e 18908/2011). Ovviamente anche in questo caso bisogna rispettare le regole sulla privacy dei dati (vedi...). Le aziende sono invece tenute ad avvisare se registrano le telefonate.

Fonti e approfondimenti:
Studio legale Rando Gurrieri: le registrazioni nascoste dei privati cittadini. Vedi...

La Legge per Tutti: vademecum per registrare conversazioni di nascosto. Vedi...
La Legge per Tutti: registrare le proprie telefonate di nascosto è legale. Vedi...
La Legge per Tutti: si può registrare di nascosto il datore di lavoro? Vedi...






INDAGARE IN PROPRIO.


I privati cittadini possono fare delle occasionali indagini svolte da loro direttamente e nel loro esclusivo interesse su questioni che li riguardano personalmente? Con la sentenza 48264/2014 la Cassazione ha chiarito: "La licenza di investigatore privato è necessaria solo per chi svolge indagini sistematicamente, per conto terzi e in forma imprenditoriale o professionale". Secondo la Cassazione un privato cittadino che svolge occasionalmente un'indagine fai da te su questioni sue personali e nel suo esclusivo interesse non deve avere nessuna licenza.

Le prove ottenute con un'indagine in proprio possono essere esibite in sede giudiziaria? Ovviamente si se sono prove valide (vedere approfondimenti...).

Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: le indagini in proprio. Vedi...
Studio legale Cataldi: la sentenza 48264/2014. Vedi...
Avv.to Renato D'Isa sulla sentenza 48264/2014 e sulle indagini in proprio. Vedi...







INDAGARE ATTI VANDALICI

La Cassazione ha statuito più volte che i privati cittadini possono posizionare microcamere nascoste per indagare atti vandalici. Es. sentenze 5591/2006, 22093/2015, 39293/2018, 30191/2021. Naturalmente devono esserci evidenze di atti vandalici già avvenuti recentemente e fondati timori che possano ripetersi a breve. E' quindi escluso il generico scopo di prevenzione. I videocontrolli nascosti devono durare per il tempo strettamente necessario e devono avere la finalità specifica di individuare il responsabile dell'illecito per generare documentazione probatoria. Non bisogna riprendere private dimore altrui. L'angolare della ripresa deve essere limitato all'area interessata. Bisogna inoltre rispettare le regole sulla privacy dei dati (vedi...). Dal 2017 solo i danneggiamenti che avvengono in luogo pubblico sono reati (art. 635 CP).

La Cassazione, nell'emettere le sentenze sopra, si è scontrata con il fatto che le videoriprese nascoste non avevano rispettato le regole sulla videosorveglianza. Ma la Cassazione ha ribadito: "In questi casi è irrilevante che vengano rispettate o meno le direttive del Garante della Privacy, poichè la relativa disciplina non può costituire sbarramento all'esercizio dell'azione penale." (sentenza 22093/2015). In pratica la Cassazione ha statuito un 'favor'  per l'interesse generale alla repressione dei delitti, ribadendo e confermando che le direttive del Garante della Privacy non possono ostacolare o invalidare le indagini su comportamenti delittuosi.

Nel caso di atti vandalici su autoveicoli è opportuno riprendere il veicolo nella sua interezza con una microcamera nascosta nei dintorni. Le microcamere puntate dall'interno del veicolo verso l'esterno non possono riprendere l'atto fisico dell'illecito (es. rigatura delle portiere) ma soprattutto non possono offrire una ripresa dell'esterno di 360° orizzontali e 90° verticali per riprendere completamente persone, fatti e circostanze. Situazione simile per imbrattamento muri, taglio cavi elettrici, lettere minatorie, avvelenamento di animali, aggressioni, minacce, sabotaggi, ecc. dove bisogna riprendere persone, fatti e circostanze in modo completo.

Fonti e approfondimenti:
Atti vandalici e danneggiamenti: il privato cittadino può filmare il colpevole. (La Legge per Tutti). Vedi...
Atti vandalici e danneggiamenti: quando sono penalmente rilevanti? (La Legge per Tutti). Vedi...

Studio legale AltaLex: la videoripresa privata come prova atipica (regime probatorio dei controlli video privati). Vedi...

Studio legale Canestrini: legittimità e ammissibilità in giudizio delle videoriprese di privati cittadini. Vedi...
 La Legge per Tutti: cosa succede a seguito di una denuncia per vandalismo? Vedi...








INDAGARE ILLECITI IN AZIENDA (CONTROLLI DIFENSIVI).

La Cassazione ha statuito più volte che le aziende possono installare microcamere nascoste per identificare i responsabili di reati commessi in azienda (sono i cosidetti 'controlli difensivi'). In questi casi l'azienda può ignorare le regole sulla videosorveglianza e l'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Parliamo di furti in cassa o in magazzino, furti di carburante, danneggiamenti dolosi, sabotaggi, gravi violazioni sulla sicurezza, ecc. Es. sentenze 3590/2011, 2890/2015, 3255/2020, 4367/2018, 22972/2018, 13266/2018.
Naturalmente devono esserci evidenze che taluni lavoratori stiano ponendo in essere dei comportamenti penalmente rilevanti a danno dell'azienda. E' quindi escluso il generico scopo di prevenzione. I videocontrolli nascosti devono avere la finalità specifica di individuare i responsabili degli illeciti e di generare documentazione probatoria, devono durare per il tempo strettamente necessario e non devono inquadrare aree aziendali estranee alla finalità dei controlli. E' vietato riprendere atti di vita privata dei lavoratori ed è opportuno evitare il controllo nascosto degli uffici privati in quanto sono assimilati ad una privata dimora. Bisogna inoltre rispettare le regole sulla privacy dei dati (vedi...).

Questi principi generali valgono anche per indagini sui dipendenti fuori dall'orario di lavoro? A differenza delle indagini in azienda viste sopra, le indagini su malattie, legge 104, moralità, divieto di concorrenza, secondo lavoro, ecc. tendono ad invadere la vita privata del dipendente e a raccogliere parecchi dati personali del dipendente (vedere privacy dei dati...). Quindi sono indagini fortemente soggette a principi di scopo, necessarietà, proporzionalità e continenza nella vita privata del lavoratore. Vedere ad es. questo PDF dello studio legale MBO cliccare qui e questo provvedimento del Garante della Privacy cliccare qui.

Si possono controllare di nascosto anche colf, badanti e baby sitter nel caso di fondati sospetti di furti o maltrattamenti? In questi casi non entrano in gioco solo le regole sulla videosorveglianza e l'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (che, come visto sopra, non sono un ostacolo quando si indagano delle ipotesi di reato), ma anche il fatto che colf, badanti e baby sitter lavorano in una una privata dimora. Quindi sono lavoratori coperti dalla tutela della privacy in privata dimora prevista dall'art. 615bis CP (il fatto che non sia casa loro non ha importanza). Per controllare di nascosto questo tipo di lavoratori è consigliabile andare dai Carabinieri, che faranno eventuale richiesta al PM per intercettazioni in privata dimora se ci sono fondati sospetti di reati con pena massima superiore a 5 anni (es. maltrattamenti art. 572 CP).

Fonti e approfondimenti:
Giurisprudenza penale: approfondimenti sentenza 2890/2015. Vedi...
La Legge per Tutti: suggerimenti per controllare colf, badanti e baby sitter.
Vedi...
La Legge per Tutti: approfondimenti sentenza 3255/2020 (microcamere in azienda). Vedi...
Studio legale MB.O. Indagini su dipendenti fuori dall'orario di lavoro (approfondimenti).
Vedi...

Studio legale Agostini: approfondimenti sulle tipologie di indagini difensive in azienda.
Vedi...

Dal ns. blog: sentenza 3255/2020. Vedi...







CONTROLLO CELLULARI FIGLI MINORI (CONTROLLI PARENTALI).

In linea generale i genitori possono controllare di nascosto il cellulare degli figli minori. Parliamo di Trojan per il controllo nascosto dei cellulari, disponibili principalmente per i sistemi operativi Android. Secondo il tribunale di Caltanissetta: "se il genitore non controlla il cellulare del figlio può essere ritenuto responsabile degli illeciti commessi dal minore..." (sentenza 08/10/2019). Ulteriore conferma giunge dal tribunale di Parma (sentenza 698/2020): "I contenuti di PC e smartphone devono essere monitorati da entrambi i genitori. E' necessario preservare la loro educazione evitando di esporli a contenuti poco adatti alla loro età...". Da notare che entrambe le sentenze parlano di controlli, non di filtri alla navigazione.

Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: cosa rischia un genitore che non controlla il cellulare del figlio? Vedi...
Legge per tutti: controlli parentali. Vedi...
Studio legale Cataldi: sentenza 698/2020 Tribunale di Parma.
Vedi...


Dal ns. blog: App SpyPhone commerciali: quanto sono realmente nascoste? Vedi...
Dal ns. blog: Trojan e captatori informatici. Si installano a distanza? Vedi...








ACCEDERE AI PUBBLICI REGISTRI


In Italia e nella comunità europea ci sono tante informazioni liberamente accessibili a tutti. Es. visura catastale e ipocatastale, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, perizia immobiliare, visura camerale, visura protesti, elenco soci e cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, visura targhe automobilistiche, certificato di residenza, carichi pendenti, casellario giudiziale, certificati antipedofilia, certificati diritti civili, elenco di proprietà immobiliari e veicoli intestati a una persona, registrazioni e sorveglianza marchi, ecc. Ottenere queste e altre informazioni è legale. Nulla viene notificato alla persona o all'azienda interessata.

E' legale venire a conoscenza dell'intestatario di un numero di cellulare? Non è legale venirne a conoscenza tramite i dati riservati delle compagnie telefoniche. Ma nulla vieta di provare a venirne a conoscenza in altro modo con particolari strategie e risorse.

Esempi: Pratiche.it e Tuttovisure.it. Specifico per gli immobili: Retevisure.it

Vedi anche Link Sempreutili.







 


 In Italia ci sono tre livelli di tutela della privacy: la privacy dei dati personali, la privacy nelle private dimore e la privacy delle comunicazioni a distanza. 





PRIVACY DATI PERSONALI

In sintesi il GDPR europeo (decreti 193/2003 e 101/2018) regolamenta l'acquisizione, la conservazione e il trattamento dei dati personali dei cittadini allo scopo di proteggere l'integrità e la riservatezza dei dati.

Quali dati protegge il GDPR? Sono dati personali qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile.
Indirizzi, codici fiscali, tessere sanitarie, dati sanitari, dati anagrafici, origine razziale, stile di vita, relazioni personali, religione, appartenenza sindacale, convinzioni politiche e filosofiche, preferenze e abitudini della vita sessuale, orientamento sessuale, stato di salute, cartelle cliniche, dati biometrici, fascicolo sanitario elettronico, dati genetici, situazione economica, rapporti bancari, rapporti finanziari, buste paga, contratti di lavoro, aspetti patrimoniali, dichiarazioni dei redditi, preferenze e capacità di spesa, foto di persone riconoscibili, registrazioni audio e videoregistrazioni di persone riconoscibili (inclusa la videosorveglianza), posizioni satellitari GPS di persone riconoscibili, abitudini, spostamenti, frequentazioni, relazioni, navigazioni in internet.

I privati cittadini sono soggetti al GDPR? Il GDPR riguarda soprattutto aziende, professionisti ed enti. Ma anche i privati cittadini devono custodire e trattare i dati personali altrui tutelandone l'integrità e la riservatezza, evitando quindi di alterarli, divulgarli, pubblicarli o cederli indebitamente a terzi (es. sui social, ad amici, colleghi, vicinato, cittadinanza, opinione pubblica). Inoltre anche i privati cittadini sono soggetti alla maggior parte delle regole sulla videosorveglianza.

Che impatto ha il GDPR sulle indagini? Le indagini sono attività volte ad accertare la verità su determinati fatti mediante l'acquisizione di dati e informazioni per formare la prova. E' inevitabile quindi che la giurisprudenza venga chiamata spesso a confrontare i diritti tutelati dal GDPR e il diritto a svolgere indagini. Quasi sempre prevale il diritto a svolgere indagini (ovviamente se vengono rispettate le regole generali elencate sotto). Es. Cassazione 15327/2009, 3358/2009, 12285/2008, 10690/2008, 8239/2003, 5591/2006.

Qualsiasi indagine, indifferentemente che venga svolta da privati cittadini, aziende, investigatori, avvocati o forze dell'ordine, è soggetta a regole generali che in molti casi fanno riferimento al GDPR (ci sono limitate deroghe solo per il giornalismo investigativo).
1) L'indagine deve avere uno scopo legittimo (es. far valere o difendere dei diritti come dignità, reputazione, lavoro, difesa del patrimonio, salute, incolumità, difesa in sede giudiziaria, repressione dei delitti).
2) Dati e informazioni devono essere acquisiti con modalità legali.
3) Bisogna acquisire solo dati necessari, pertinenti e proporzionati allo scopo dell'indagine.
4) I dati personali della persona indagata e le informazioni sui fatti devono essere custoditi e trattati tutelandone l'integrità e la riservatezza. Bisogna quindi evitare di alterare, divulgare, pubblicare o cedere indebitamente a terzi dati e informazioni causando un danno ingiusto di qualsiasi tipo alla persona interessata.
5) I dati personali della persona indagata devono essere conservati solo per il tempo necessario allo scopo dell'indagine e ad eventuali procedimenti.
6) In deroga alle regole generali del GDPR quando si deve svolgere un'indagine ovviamente non c'è l'obbligo di richiedere alla persona indagata il consenso all'acquisizione e al trattamento di dati personali che la riguardano.
7) In deroga alle regole generali del GDPR la persona indagata ovviamente non può chiedere la cancellazione dei suoi dati personali (diritto all'oblio) finchè tali dati sono necessari allo scopo dell'indagine e ad eventuali procedimenti. Ma se dimostra che sono dati falsi, errati, eccessivi, non pertinenti, alterati o ottenuti con modalità illegali può agire di conseguenza.
8) In linea di principio generale il GDPR e le direttive del Garante della Privacy non possono ostacolare o invalidare la repressione dei delitti e l'azione penale.

Cosa fare se si acquisiscono dati personali non pertinenti o eccessivi per lo scopo dell'indagine? Ipotizziamo un'indagine per spionaggio industriale dove, durante i pedinamenti, si scopre che la persona controllata ha una relazione extraconiugale. Se la relazione non è collegata allo spionaggio industriale, le informazioni sulla vita extraconiugale della persona controllata devono essere distrutte e non menzionate.

Tutele alternative o aggiuntive al GDPR.
1) L'art. 615bis CP vieta non solo l'acquisizione nascosta di notizie e immagini sulla vita privata di persone che si trovano in una privata dimora, ma anche l'indebita divulgazione o pubblicazione di notizie e immagini acquisite di nascosto in una privata dimora (vedere 'Privacy nelle private dimore').
2) L'art. 617septies CP vieta l'indebita divulgazione o pubblicazione di audio, foto e video con lo scopo di danneggiare volontariamente la reputazione e l'immagine di una persona (questa norma è nata per contrastare il 'revenge porn'). In altri casi può essere ipotizzato il reato di diffamazione (art. 595 CP).


Fonti e approfondimenti:
Privacy Italia. Vedi...
Approfondimenti Avv.to Chiuchini. Vedi...
Il sito ufficiale del garante della privacy. Vedi...
Regole deontologiche per svolgere indagini (Garante Privacy). Vedi...

Privacy dei dati personali e giornalismo investigativo (Garante Privacy). Vedi...

Le sei regole basilari sulla videosorveglianza (La Legge per Tutti). Vedi...
Il GDPR in sintesi (La legge per Tutti). Vedi...








 
PRIVACY PRIVATE DIMORE.

L'art. 615bis CP tutela la privacy delle persone che si trovano in private dimore vietando l'acquisizione nascosta di notizie e immagini sulla loro vita privata. Da notare che l'art. 615bis è applicabile solo nelle private dimore (non si applica in luoghi pubblici o aperti al pubblico).


Quali sono i limiti della privata dimora oltre ovviamente alle abitazioni? Con la sentenza 31345/2017 la Cassazione ha chiarito: "Sono privata dimora i tutti i luoghi, anche destinati ad attività lavorativa o professionale, nei quali le persone svolgono non occasionalmente atti di vita privata e che non sono aperti al pubblico nè accessibili a terzi senza autorizzazione o esplicito consenso". Sono atti di vita privata ad es. il riposo, lo sport, lo svago, le conversazioni (sia private che professionali), lo studio, la lettura, la cura della persona, l'alimentazione, la vita sessuale.
Alcuni esempi: ai sensi e per gli effetti dell'art. 615bis la Cassazione ha già considerato privata dimora gli interni di garage, cantine, camper, roulotte e cuccette di camion, i giardini e le verande protetti per impedire la visibilità da luogo pubblico (es. da siepi, reti oscuranti, vetri opachi, tendoni), le canoniche delle chiese, le camere di albergo, i retrobottega, gli uffici privati e gli ambulatori medici. Non ha invece considerato privata dimora le stanze di ospedale, le RSA, le celle delle carceri e le camerate delle caserme perchè sono luoghi dove il personale sanitario, penitenziario o militare può accedere senza bisogno di autorizzazioni o espliciti consensi. Nei casi di foto e videoriprese nascoste, la Cassazione non ha mai considerato privata dimora gli ambienti privati facilmente visibili da luogo pubblico (es. terrazze, giardini, campi da tennis e altri luoghi privati ma senza accorgimenti per proteggerli alla vista da luogo pubblico). Per dettagli vedere questo articolo della Legge per Tutti: cliccare qui.
Da segnalare anche gli artt. 615ter/quater, che vietano l'accesso abusivo a sistemi informatici protetti (es. PC e cellulari). Gli strumenti informatici sono quindi una privata dimora virtuale, ma solo se protetti es. da password.

L'abitacolo di un autoveicolo è una privata dimora? In passato la Cassazione ha statuito numerose volte che, ai sensi e per gli effetti dell'art. 615bis, l'abitacolo di un autoveicolo non era una privata dimora (es. sentenze 28251/2009, 45512/2014, 10095/2001, 12042/2008, 4926/2009). Salvo camper, roulotte o cabine di camion se erano usati come privata dimora. Ma dopo i chiarimenti introdotti dalla sentenza 31345/2017 (vedere sopra) è iniziata un'inversione di marcia. Nella sentenza 33499/2019 della Cassazione (punto 2.2 delle motivazioni) e nella sentenza 466/2018 sez. III Tribunale di Catania l'abitacolo di un autoveicolo è stato considerato come una privata dimora. Da notare che tutto questo è riferito a microspie nascoste all'interno di un veicolo per captare conversazioni o immagini. Non è riferito al pedinamento di un veicolo e neppure a persone che si trovano all'interno di un veicolo e che vengono fotografate o videoriprese dall'esterno.

Teleobiettivi. La Cassazione ha statuito che le acquisizioni nascoste di video in luoghi pubblici 'non devono superare la naturale capacità dei sensi'. Ipotizziamo l'ingresso di una casa visibile da luogo pubblico, ma che non può essere avvicinato perchè c'è un ampio giardino privato. Le persone che entrano ed escono dalla casa sono riconoscibili solo con un teleobiettivo. Ma usare un teleobiettivo in un caso simile non è legale. Questo vale anche per altri strumenti che superano le capacità dell'essere umano, es. i droni (volare) o i visori notturni (vedere nel buio).

Se una microspia nascosta in privata dimora non ha funzionato si è comunque perseguibili ex art. 615bis? Si. La violazione si verifica anche 'nell'ipotesi tentata' (Cassazione 4669/2018). Il fatto che la microspia fosse guasta, scarica o di bassa qualità non ha rilevanza.

Posso registrare o videoriprendere di nascosto chi si trova in casa mia? Secondo la Cassazione un controllo nascosto in una privata dimora, anche se effettuato dal proprietario, in linea di principio è illegale se tutte le persone presenti sono ignare di essere controllate (es. Cassazione 9235/2012 e 36109/2018). E' invece legale se chi effettua il controllo nascosto in casa sua è fisicamente presente negli ambienti controllati, insieme alle persone ignare del controllo (es. Cassazione 22221/2017 e 27160/2018).

Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: riprese di giardini e aree private facilmente visibili da luogo pubblico. Vedi...
La Legge per Tutti: esempi di estensione della privata dimora. Vedi...
La Legge per Tutti: raccolta di casi e sentenze sull'art. 615bis. Vedi...
Studio legale Brocardi: art. 615bis. Vedi... 
Approfondimenti Avv.to Chiuchini. Vedi...









PRIVACY COMUNICAZIONI A DISTANZA.

Gli artt. 617-623 CP tutelano la privacy e l'integrità delle comunicazioni a distanza (es. comunicazioni mediante PC, tablet, telefonini, servizio postale, email, chat, WhatsApp, SMS, Telegram, Messenger, ecc.). In sintesi sanzionano l'illecita intercettazione, interruzione, alterazione e divulgazione delle comunicazioni a distanza. Da notare che gli artt. 617-623 riguardano solo le comunicazioni a distanza: non si applicano alle conversazioni faccia a faccia fra persone fisicamente presenti nello stesso luogo (es. Cassazione 13793/1999, 12655/2001, 12698/2003, 4264/2006, 28251/2009, 33499/2019).

La tutela degli artt. 617-623 si applica anche alle comunicazioni a distanza fra macchine? Si. Ad es. PC o centraline che dialogano fra loro via internet per trasferire automaticamente dati telematici senza presenza umana.

L'art. 617bis CP è applicabile all'installazione di microspie ambientali, microcamere e microregistratori? No. La Cassazione ha statuito che l'intercettazione di una comunicazione a distanza si concretizza quando entrambi gli interlocutori sono ascoltabili. Microspie ambientali, microcamere e microregistratori non hanno le caratteristiche tecniche per inserirsi in un canale di comunicazione fra persone distanti.

Fonti e approfondimenti:
Studio legale Brocardi: art. 617. Vedi...







 
PROVE NON VALIDE (INUTILIZZABILI).

In linea di principio generale le prove sono valide e utilizzabili se sono state ottenute con modalità legali. Inoltre gli elementi che formano la prova devono avere un contenuto significativo (es. foto con volti riconoscibili), non devono essere alterati, devono essere pertinenti con l'indagine e non devono essere eccessivi per lo scopo dell'indagine.
Le prove non valide non possono essere tenute in considerazione, nè dalle Forze dell'Ordine nè in sede giudiziale (es. Cassazione 35681/2014). Eventuali prove non valide vanno quindi tenute segrete (o devono almeno essere analizzate da un legale di fiducia prima di fare qualsiasi altra cosa). E' inoltre importante che l'eventuale ammissione in giudizio delle prove sia gestita da un legale di fiducia.

Le prove possono essere contestate in giudizio dalla controparte? Si, ma non basta dichiarare 'non sono io' oppure 'è una foto vecchia'. In Italia il disconoscimento di una prova è regolamentato dal CPP e deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito.

Fonti e approfondimenti:
La Legge per Tutti: valenza processuale delle prove. Vedi...
Studio legale Cataldi: le prove illecitamente acquisite non sono valide (sentenza 35681/2014). Vedi...
Casi di disconoscimento delle prove fotografiche (La Legge per Tutti). Vedi...
Come apporre o certificare legalmente data, ora e luogo di foto scattate con il cellulare (tecnica IAC). Vedi Link Sempreutili...







In Italia è possibile stimare che almeno 80-85% delle indagini private riguardino la vita di coppia (in particolare l'infedeltà e tutto quanto ne consegue). Questo è dovuto anche a fattori tipici della nostra nazione. Secondo le ricerche di 'The Richest' e 'Match.com' l'Italia è infatti la seconda nazione al mondo dove si tradisce di più, subito dopo la Thailandia. Oggi in Italia siamo arrivati a quasi 50 separazioni ogni 100 matrimoni (erano 3 su 100 nel 1975 e 20 su 100 nel 2007). Secondo l'Avv. Gassani, presidente dei matrimonialisti italiani, ben il 40% delle separazioni ha come causa diretta i tradimenti. Che i tradimenti siano un problema sempre più diffuso si intuisce anche dal fatto che, negli ultimi anni, i controlli sono diventati frequenti anche fra fidanzati non conviventi e fra giovanissimi. Sotto il profilo tecnologico il localizzatore satellitare GPS si conferma un'implacabile 'scopri-tradimenti' visto il frequentissimo ricorso ai veicoli privati per spostarsi, incontrare e frequentare. Una curiosità: chi sospetta un tradimento ancora oggi presta estrema attenzione a cellulari, PC, cura della persona, nuove amicizie e spese insolite. Tutto questo è stato senz'altro importante in passato. Ma anche i tradimenti evolvono. Oggi queste attenzioni stanno diventando meno significative perchè ormai molti fedifraghi hanno imparato a usare secondi cellulari, App nascoste, secondi spazi nascosti nei sistemi operativi, carte di credito ricaricabili secondarie, conti correnti online nascosti, ecc. Inoltre il WEB si è riempito di siti e di opportunità per organizzare con facilità degli incontri clandestini saltuari o occasionali. Quindi incontri con una componente comunicativa e relazionale minima, con poche tracce, con spese modeste e soprattutto con un'altissima imprevedibilità. C'è da dire inoltre che i tradimenti stanno evolvendo anche perchè favoriti da un vero e proprio business specifico che ha fatto sorgere una miriade di motel, ristorantini appartati, centri benessere, privè, ecc. dove tutto è organizzato per garantire una privacy quasi esasperata.




Il controllo di colf, badanti e baby sitter. Una curiosità: se ci sono degli illeciti e delle scorrettezze, spesso i controlli confermano i sospetti in tempi brevissimi (a volte addirittura in poche ore).





Le indagini in ambito aziendale. Furti in cassa, danneggiamenti dolosi, sabotaggi, furti in magazzino, ecc. Sotto il profilo tecnologico vengono usate quasi sempre delle specifiche microcamere nascoste. Una curiosità: se ci sono degli illeciti, spesso i controlli confermano i sospetti in tempi brevi (solitamente in 2-4 giorni).




Atti vandalici, minacce, sabotaggi, avvelenamento di animali, lettere minatorie, ecc. Sotto il profilo tecnologico vengono usate quasi sempre delle particolari microcamere nascoste nei dintorni.



Controllo dei figli minori. Sotto il profilo tecnologico si cerca di controllare quasi sempre i cellulari. Ma spesso non è possibile perchè i ragazzi sanno custodire bene i loro segreti, sono tecnologicamente evoluti e perfettamente informati dell'esistenza di Trojan e SpyPhone. Quindi si impiegano risorse alternative come particolari microregistratori ambientali a lunghissima autonomia (nascosti anche in effetti personali), micro-localizzatori, ecc. Una curiosità: considerato che nei moderni sistemi operativi mobile recuperare le password è diventato praticamente impossibile (ma che le protezioni biometriche sono poco utilizzate es. l'impronta digitale), a volte vengono usate specifiche microcamere in altissima definizione nascoste provvisoriamente al volo negli ambienti per tentare di riprendere le password digitate sui display di cellulari. E' un metodo che porta spesso al risultato se viene gestito con pazienza, un minimo di capacità e una buona dose di praticità.


 
 
 

 


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