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Cenni legali


 



In questa pagina
Luoghi pubblici e autoveicoli.
Registrare o videoregistrare di nascosto.
Accedere ai pubblici registri.
Indagini in proprio: ci vuole la licenza di investigatore?
I servizi di antispionaggio sono legali?
Riprese nascoste atti vandalici.
Notare dei reati commessi da terzi.
Riprese nascoste di colf e badanti.
Riprese nascoste furti in azienda.
Far credere di essere qualcun'altro.
Le prove non valide.
SpyPhone per controllo cellulari figli minori.
Modalità, finalità e conseguenze delle indagini.
 
1 Privacy nelle private dimore.
2 Privacy di telefonate e messaggi.
3 Privacy dei dati personali (GDPR).





LUOGHI PUBBLICI E AUTOVEICOLI
L'art. 615 C.P. vieta le interferenze illecite nella vita privata delle persone. La Cassazione ha statuito molte volte che l'art. 615 è applicabile solo nei luoghi citati nell'art. 614 C.P. cioè nelle private dimore. I luoghi pubblici e gli autoveicoli su pubblica via non sono tutelati dell'art. 615 C.P. (es. sentenze 28251/2009, 45512/2014, 10095/2001, 12042/2008, 4926/2009 e altre). Fanno eccezione camper, roulotte e cabine di camion perchè simili ad una privata dimora.

PEDINAMENTI IN LUOGO PUBBLICO. In linea generale in Italia pedinare qualcuno in luogo pubblico o aperto al pubblico non è un reato. La Cassazione ha anche escluso che un pedinamento possa essere una forma di 'intercettazione'. Ha inoltre considerato il localizzatore satellitare GPS una 'modalità tecnologicamente caratterizzata di pedinamento'  e non un apparato per svolgere intercettazioni, purchè non abbia il microfono per l'ascolto ambientale (es. sentenze 16130/2002, 9667/2010).
Ma attenzione: quando si pedina qualcuno c'è il rischio di violare l'art. 660 CP, cioè disturbare la persona controllata se si viene scoperti. La Cassazione ha statuito infatti che pedinare qualcuno in luogo pubblico "può divenire reato qualora il soggetto pedinato, ben accorgendosi di essere seguito/controllato, subisca chiaro disagio e venga molestato" (es. sentenze 18117/2014, 43439/2010, 5855/2001). Questo rischio in passato ha riguardato anche le agenzie investigative, salvo poi affermarsi la tendenza a non considerare come molestia i pedinamenti svolti dagli investigatori privati (o da loro collaboratori) in quanto legittimati a pedinare dal D.M. 269/2010.

FOTO E VIDEORIPRESE IN LUOGO PUBBLICO. In linea generale in luogo pubblico, in luogo aperto al pubblico o facilmente visibile da luogo pubblico è ammesso fotografare o videoriprendere qualcuno. E' stato infatti sentenziato più volte che 'chi si trova in luogo pubblico accetta consapevolmente di poter essere anche ripreso'. Purchè le modalità, le finalità e le conseguenze delle riprese siano legali
 (dettagli...). In particolare foto e videoriprese devono essere occasionali, non devono molestare la persona ritratta e non devono essere liberamente divulgate o pubblicate senza il consenso della persona ritratta (con aggravanti se sono ritratti minori). Foto e videoriprese vanno quindi custodite con segretezza e devono essere eventualmente esibite solo a Forze dell'Ordine, legali di fiducia e nelle sedi giudicanti.
Quanto sopra riguarda genericamente foto e videoriprese effettuate da qualcuno che è fisicamente presente sul posto. Per le foto e le videoriprese senza essere fisicamente presenti sul posto (es. posizionando microcamere nascoste) vanno invece valutati il luogo preciso e le finalità (vedere ad es. 'Riprese nascoste atti vandalici', 'Riprese nascoste furti in azienda' , 'Riprese nascoste di colf e badanti').


Per approfondire:
Privacy Italia su foto e riprese in luogo pubblico. Cliccare qui.
Diritto.it approfondimenti sul pedinamento elettronico. Cliccare qui.
La legge per tutti: vademecum sui pedinamenti. Cliccare qui.
Ns. blog: localizzatori satellitari GPS in Italia.
Cliccare qui.






REGISTRARE O VIDEOREGISTRARE DI NASCOSTO

Generalmente le registrazioni audio o le videoregistrazioni fatte di nascosto da
qualcuno che prende parte ad una conversazione sono lecite. La Cassazione confermato più volte che "quando la finalità della registrazione è quella di tutelare un diritto proprio o altrui è lecita, perchè chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa" (es. sentenze 18908/2011, 24288/2016 e altre). Gli organi giudicanti hanno ammesso anche registrazioni nascoste sul luogo di lavoro (es. sentenza 11322/2018 e sentenza 2020 Tribunale del Lavoro di Nola rif. FCA Pomigliano) e nella propria privata dimora (sentenza 22221/2017), sempreché non vengano pubblicamente divulgate e servano a far valere un diritto in sede giudiziaria.

1) Le registrazioni o videoregistrazioni nascoste devono essere effettuate da qualcuno che prende parte all'incontro. 
2) Le registrazioni o videoregistrazioni nascoste devono avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico (es. in un parco o in un bar). Oppure nella privata dimora, nell'autoveicolo o nell'ufficio di chi effettua la captazione nascosta. Non è ammesso registrare di nascosto nella privata dimora, nell'autoveicolo o nell'ufficio della persona ignara della captazione nascosta.
3) La finalità deve essere raccogliere delle prove per esercitare il diritto di difesa o, comunque, per far valere o difendere un proprio o altrui diritto in sede giudiziaria.
4) Non bisogna pubblicare o divulgare liberamente il contenuto di registrazioni o videoregistrazioni (es. su social, a parenti, amici, colleghi, ecc.). Le registrazioni o le videoregistrazioni vanno custodite con segretezza e vanno eventualmente esibite solo a Forze dell'Ordine, legali di fiducia e nelle sedi giudicanti.

5) Usare tecnologie investigative di livello professionale: le registrazioni o videoregistrazioni poco qualitative vengono scartate in sede giudiziaria oppure si prestano a facili contestazioni della controparte.

Posso registrare le mie telefonate?
In Italia i privati cittadini generalmente possono registrare le telefonate sulla propria linea senza preavvisare l'altro interlocutore (Cassazione 16886/2007 e 18908/2011).

Studio legale Rando Gurrieri sulle registrazioni nascoste. Cliccare qui.








ACCEDERE AI PUBBLICI REGISTRI

Informazioni alle quali chiunque può accedere: visura catastale e ipocatastale, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, elenco immobili, perizia immobiliare, visura camerale, visura protesti, scheda persona e report persona, elenco soci, cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, visura targhe automobilistiche e molto altro. E' possibile anche recarsi in comune per richiedere il certificato di residenza o lo stato di famiglia di qualcuno (bisogna disporre del codice fiscale della persona di cui si richiedono le informazioni).


Certificati online: Pratiche.it e Tuttovisure.it

Specifico per il catasto: Retevisure.it







INDAGINI IN PROPRIO SU QUESTIONI PERSONALI: CI VUOLE LA LICENZA DI INVESTIGATORE PRIVATO?


A volte i privati cittadini fanno occasionali indagini in proprio 'fai da te' su questioni che li riguardano direttamente e personalmente.
Per anni queste indagini sono state considerate illegali perchè si ipotizzava l'esercizio abusivo della professione di investigatore privato. L'art. 134 del TULPS impone infatti l'obbligo di licenza per svolgere investigazioni private. Fino a quando la Cassazione, con la sentenza 48264/2014, ha statuito: "La licenza di investigatore privato è necessaria solo per chi svolge indagini sistematicamente, per conto terzi e in forma imprenditoriale...". Guardando oltre la generica legittimazione fornita dalla sentenza 48264, resta comunque importante una valutazione strategica e legale di ogni singolo caso. Anche le indagini su questioni strettamente personali svolte dalla persona direttamente interessata devono essere svolte con modalità, finalità e conseguenze legali (dettagli...).

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I SERVIZI DI ANTISPIONAGGIO (BONIFICHE, ANTI-PEDINAMENTI, DIFESA ELETTRONICA, ECC) SOLO LEGALI?

In Internet sono apparse pubblicazioni dove si sostiene ad es. che le bonifiche elettroniche sono attività soggette ad autorizzazioni, mandati e licenze. In Italia i servizi di antispionaggio non richiedono denunce preventive, licenze, mandati o requisiti di legittimità: sono liberamente praticabili e liberamente usufruibili. Dettagli servizi antispionaggio...






RIPRESE NASCOSTE ATTI VANDALICI

Con la sentenza 22093/2015 (per alcuni aspetti confermata dalla sentenza 39293/2018), la Cassazione ha statuito che sono legali le videoriprese nascoste effettuate da privati cittadini con il fine di raccogliere prove di atti vandalici.

1) Il controllo video nascosto deve essere limitato nel tempo e deve essere finalizzato ad individuare il responsabile di un illecito penale. Devono esserci evidenze di atti vandalici già avvenuti recentemente e ragionevoli possibilità che possano ripetersi a breve.
2) Non bisogna pubblicare o divulgare liberamente il contenuto delle videoregistrazioni (es. su social, a parenti, amici, condomini, colleghi, ecc.). Le videoregistrazioni vanno custodite con segretezza e vanno eventualmente esibite solo alle Forze dell'Ordine, a legali di fiducia e nelle sedi giudicanti.
3) Evitare per quanto possibile di riprendere aree private altrui e pertinenze di private dimore altrui: è raccomandato riprendere solo luoghi pubblici o facilmente visibili da luogo pubblico, limitando l'angolare della ripresa allo stretto necessario (es. solo l'autoveicolo sotto controllo e immediati dintorni).
4) Usare tecnologie investigative di livello professionale: le videoregistrazioni poco qualitative, con angolari di ripresa sbagliati, ecc. vengono scartate in sede giudiziaria oppure si prestano a facili contestazioni della controparte.

La Cassazione, nell'emettere le sentenze di cui sopra, si è scontrata con le direttive del Garante della Privacy sulla videosorveglianza dell'8/4/2010, che pone limiti molto stringenti. In particolare impone l'obbligo di segnalare con appositi cartelli che l'area è sottoposta a videosorveglianza. Ma è evidente che questi cartelli renderebbero inutili le indagini. La Cassazione ha quindi ribadito che 'in luogo pubblico non ci può essere lesione della riservatezza altrui' e che, in linea di principio generale, le direttive del Garante della Privacy sulla videosorveglianza non possono ostacolare o invalidare l'azione penale in presenza di comportamenti delittuosi e della necessità di indagarli per fornire documentazione probatoria in sede di giudizio.

Studio legale AltaLex: regime probatorio dei controlli video privati per atti vandalici. Cliccare qui.
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NOTARE DEI REATI COMMESSI DA TERZI

A chiunque svolga delle indagini può capitare di notare reati commessi da terzi
. Traffico di droga, favoreggiamento prostituzione, reati tributari, maltrattamenti, ecc. In Italia non esiste l'obbligo di denunciare i reati commessi da terzi di cui si sia venuti a conoscenza. Fanno eccezione l'essere a conoscenza di reati contro le personalità dello Stato punibili con l'ergastolo, ricevere denaro falso, acquistare beni che poi si scoprono essere di provenienza illecita, l'essere a conoscenza di traffici di materiale esplosivo o di sequestri di persona scopo estorsione. Nel caso di reati gravi si raccomanda comunque di sentire un parere legale.






RIPRESE NASCOSTE DI COLF E BADANTI.

Con la nota 1004/2007 l'ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che il controllo video dell’operato di colf e badanti è ammesso con 'procedura semplificata'. Significa che non bisogna chiedere il parere all’Ispettorato del Lavoro, né chiedere l’autorizzazione in sede sindacale. Restano le direttive del Garante della Privacy sulla videosorveglianza, cioè informare colf e badanti del controllo video, fargli firmare un consenso scritto e segnalare la posizione delle telecamere.
Questo però ha aumentato i dubbi nel caso di microcamere nascoste in una privata dimora per indagare fondati sospetti di furti o maltrattamenti, quindi illeciti penalmente rilevanti. In questi casi sembrano genericamente equivalersi il diritto di indagare furti o maltrattamenti e il diritto alla privacy di colf e badanti in una privata dimora. Nel dubbio si raccomanda quindi di recarsi dai Carabinieri, che valuteranno caso per caso la richiesta al G.I.P. per l'installazione delle microcamere.
E' importante usare tecnologie investigative di livello professionale, occultate con massima cura e ben gestite negli angolari di ripresa e nelle distanze. Questo perchè vediamo spesso che le tecnologie dilettantistiche e gli occultamenti poco efficaci vengono spesso scoperti con facilità da chi vive in un'abitazione. Inoltre possono generare prove che vengono scartate in sede giudiziaria oppure che si prestano a facili contestazioni della controparte.

 






RIPRESE NASCOSTE FURTI IN AZIENDA.

Con la sentenza 3255 del 14 dicembre 2020, in linea con la precedente sentenza 2890/2015, la Cassazione ha confermato che è legale l'installazione di microcamere nascoste in azienda per effettuare 'controlli difensivi', cioè controlli per identificare il responsabile di reati commessi all’interno dell’azienda (tipicamente ad es. i frequenti furti in magazzino o i furti di gasolio).

La Cassazione ha introdotto un concetto interessante, sebbene generico e orientativo: tutto si gioca sulla finalità per cui le microcamere nascoste vengono installate. In pratica il datore di lavoro è generalmente autorizzato a usare la videosorveglianza nascosta senza rispettare i limiti imposti dal DPR 300/70 (statuto dei lavoratori) e ignorando le direttive del Garante della Privacy sulla videosorveglianza.
A patto che ci siano evidenze di comportamenti delittuosi già avvenuti (es. furti o danneggiamenti dolosi) e fondati sospetti che possano ripetersi nel breve termine.

Quindi, per rendere leciti tali controlli, non si può addurre di voler genericamente prevenire eventuali comportamenti infedeli dei lavoratori. Bisogna che ci siano evidenze
che uno o più lavoratori stiano ponendo in essere un comportamento penalmente rilevante a danno dell'azienda. Resta pertanto sanzionabile il generico desiderio di controllare di nascosto se i dipendenti dovessero eventualmente fare qualcosa di sbagliato. Né sono ammessi controlli random, anche di brevissima durata, fatti di nascosto per mettere alla prova i dipendenti o per valutare di nascosto la loro produttività. In ogni caso è sempre vietato pubblicare o divulgare liberamente video e informazioni acquisite (es. sui social o ad altri dipendenti). Le videoregistrazioni vanno custodite con segretezza e vanno esibite eventualmente solo alla Forze dell'Ordine, a legali di fiducia e nelle sedi giudicanti. In nessun caso è ammesso usare videoregistrazioni per fare stalking al dipendente infedele.

Usare tecnologie investigative di livello professionale: le videoregistrazioni poco qualitative, con angolari di ripresa sbagliati, con distanze errate, ecc. vengono spesso scartate in sede giudiziaria oppure si prestano a facili contestazioni della controparte.


Approfondimenti della 'Legge per tutti' sentenza 3255/2021: cliccare qui.
Giurisprudenza penale (approfondimenti sentenza 2890/2015): cliccare qui.





FAR CREDERE DI ESSERE QUALCUN'ALTRO.

Attribuirsi falso nome o falso stato (es. assumere delle prove registrando conversazioni o chat con qualcuno al quale si è fatto credere di essere un'altra persona)
è una strategia di indagine molto diffusa. Ma è in contrasto con l'art. 494 del C.P.







LE PROVE NON VALIDE

Le prove ottenute con modalità illegali non vanno esibite in tribunale. Ad es. le prove ottenute violando un domicilio (art. 614 CP), violando la privacy in private dimore (art. 615 CP), violando la privacy di SMS, WhatsApp, email e telefonate (artt. 617-623 CP), attribuendosi falsa identità (art. 494 CP). Se queste prove vengono esibite in tribunale si rischia non solo che vengano scartate, ma si rischia anche una denuncia. Es. Cassazione 35681/2014. Eventuali prove non valide vanno custodite e gestite con segretezza. Le prove non valide devono restare ad uso strettamente personale, ad es. per prendere decisioni o per organizzare il proseguo delle indagini con metodi che possano generare prove valide. Se si ritiene indispensabile esibire prove non valide in tribunale, si raccomanda di sentire prima un parere legale.





SPYPHONE E TROJAN PER CONTROLLO CELLULARI FIGLI MINORI.

Controllare di nascosto il cellulare degli figli minori è ammesso. Parliamo di App SpyPhone, Trojan per cellulari, ecc. Secondo il tribunale di Caltanissetta (sentenza del 08/10/2019) non solo il genitore può controllare il cellulare del figlio, ma addirittura se non lo fa può essere ritenuto responsabile di illeciti commessi dal minore. Ulteriore conferma giunge dal tribunale di Parma (sentenza 698/2020) che così recita: 'I contenuti di PC e smartphone devono essere monitorati da entrambi i genitori. E' necessario preservare la loro educazione evitando di esporli a contenuti poco adatti alla loro età...'.

Cosa rischia un genitore che non controlla il cellulare del figlio? ('La Legge per tutti') Cliccare qui.
'Legge per tutti': privacy fra genitori e figli. Cliccare qui.
'Studio legale Cataldi sulla sentenza 698/2020 del Tribunale di Parma. Cliccare qui.




PRINCIPI BASILARI

MODALITA'.
L'indagine deve essere focalizzata verso una
determinata persona, un determinato fatto o una determinata circostanza. Deve essere svolta con massima discrezione per il tempo minimo necessario. Foto, video, files, informazioni e dati personali non devono essere liberamente pubblicati o divulgati. Fatti, elementi, volti, targhe e informazioni che non siano connessi a ciò che si indaga devono essere ignorati, cestinati, oscurati.

FINALITA' E CONSEGUENZE.

Indagare con con modalità corrette non è sufficiente: devono essere corrette anche le finalità e le conseguenze dell'indagine. Ad es. tutelare propri o altrui diritti/interessi legittimi, prevenire azioni ingiuste, far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, precostituire delle prove, esercitare il diritto di difesa in sede giudiziaria (art. 24 Costituzione), difendere legittimamente incolumità, interessi, patrimonio, reputazione, dignità, salute. Non sono ammesse finalità o conseguenze illegali dell'indagine, ad es. arrecare molestia, rubare, danneggiare, ricattare, estorcere, rapinare, diffamare, fare stalking, fare violenza privata, divulgare liberamente dati personali al pubblico.

Non è ammesso svolgere indagini private che interferiscano con eventuali altre indagini in corso delle Forze dell'Ordine. Se un privato cittadino o un'agenzia investigativa vengono a conoscenza che, sul medesimo fatto o soggetto, sono in corso anche indagini delle Forze dell'Ordine, devono sospendere le loro indagini.







Molto spesso i privati cittadini (e non solo) citano un concetto generico e astratto: la "violazione della privacy". In realtà in Italia non esiste una legge che si occupi universalmente di violazione della privacy, cioè in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza. Ci sono leggi che tutelano il diritto alla privacy solo in determinati luoghi e determinate circostanze: ad es. la privacy in privata dimora (interferenze illecite nella vita privata delle persone che si trovano in case, appartamenti, uffici privati, ecc.), la privacy delle comunicazioni a distanza (violazione del diritto alla riservatezza delle comunicazioni a distanza effettuate mediante telefonini, PC, tablet, posta tradizionale, email, WhatsApp, Telegram, ecc.) e la privacy dei dati personali.





1) ART 615 C.P. TUTELA DELLA PRIVACY IN PRIVATA DIMORA (INTERFERENZE ILLECITE NELLA VITA PRIVATA DELLE PERSONE).

L'art. 615 del C.P. tutela il diritto alla privacy delle persone che si trovano all'interno dei luoghi citati nell'art. 614 del CP, cioè in private dimore (case, appartamenti, uffici privati e assimilati). In linea generale quindi l'art. 615 non tutela i cittadini che si trovano in luoghi pubblici, aperti al pubblico o facilmente visibili da luogo pubblico contro interferenze illecite nella loro vita privata. Va ricordato che in Italia gli autoveicoli non sono considerati private dimore (eccetto camper, roulotte o cabine di camion perchè simili ad una privata dimora).

Dintorni privata dimora.
Con la sentenza 25666/2003 la Cassazione ha esteso la privata dimora ad alcune pertinenze dell'abitazione, ad es. l'interno di un garage non facilmente visibile da luogo pubblico. In generale sono invece escluse le scale condominiali e altri luoghi di passaggio condominiale. Secondo la Cassazione sono da considerarsi privata dimora "tutte le cose legate con l'abitazione o con altro luogo di privata dimora da stretto rapporto pertinenziale ai sensi dell'art. 817 c.c." I giardini, le verande e le porte di ingresso alle abitazioni sono da considerarsi privata dimora solo se protetti per impedire la visibilità da luogo pubblico (siepi, reti, tendoni, vetri oscuranti, muri, porte di abitazioni in pianerottoli condominiali interni, ecc.). Es. sentenza Cassazione 17346/2020.

Controlli video con teleobiettivi.
La Cassazione ha statuito che i controlli visivi non devono superare la 'naturale capacità dei sensi'. Ipotizziamo una finestra aperta e visibile da luogo pubblico, ma che non può essere avvicinata a meno di cento metri perchè è presente un ampio giardino privato. Con un teleobiettivo si vede bene cosa succede all'interno dell'abitazione. Mentre ad occhio nudo non si vede quasi niente. Usare un teleobiettivo non è legale, anche se il puntamento avviene da luogo pubblico.

Una microspia ambientale o un registratore ambientale installati in autoveicoli violano l'art. 615 C.P.? Secondo la Cassazione no (sentenza 28251/2009). L'autoveicolo non è una privata dimora.

Posso controllare di nascosto le persone che si trovano nella mia privata dimora quando non sono presente negli ambienti controllati? No. "Chiunque si trovi nella privata dimora di qualcuno deve considerarsi protetto nella sua privacy ex art. 615 C.P." Un controllo audio o video nascosto, sebbene effettuato dal proprietario della dimora, è illegale quando tutte le persone presenti negli ambienti sono ignare di essere controllate (es. Cassazione 9235/2012). E' invece legale quando il proprietario che effettua il controllo nascosto è fisicamente presente negli ambienti controllati, insieme alle altre persone ignare del controllo (es. Cassazione 22221/2017).

 
'La Legge per tutti': riprese di giardini e ingressi privati facilmente visibili da luogo pubblico. Cliccare qui.
 Studio legale Brocardi sull'art. 615: cliccare qui. 
 






2) ARTT. 617-623 C.P. TUTELA DELLA PRIVACY DELLE COMUNICAZIONI A DISTANZA (TELEFONATE, SMS, EMAIL, WHATSAPP, TELEGRAM, POSTA, PC, TABLET, SMARTPHONE). ART. 617bis C.P. INSTALLAZIONE SISTEMI CON FINALITA' DI INTERCETTAZIONE.

Gli artt. 617-623 del C.P. tutelano la privacy degli strumenti per comunicare a distanza e il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza (parliamo di comunicazioni mediante PC, tablet, telefonini, posta, email, chat, WhatsApp, SMS, Telegram, Facebook, Messenger, ecc.). 

L'art. 617 bis si applica solo all'installazione di apparati idonei ad intercettare comunicazioni telefoniche o comunque comunicazioni a distanza? La Cassazione negli anni ha più volte chiarito che l'art. 617bis del C.P. è applicabile alle sole comunicazioni 'telefoniche', cioè alle comunicazioni a distanza (es. 13793/1999, 12655/2001, 12698/2003, 4264/2006, 28251/2009, 33499/2019 e altre). In alcune di queste sentenze la Cassazione ha anche chiarito che ad es. una microspia ambientale o un registratore ambientale non sono tecnicamente in grado di intercettare telefonate, corrispondenza, chat e simili ma solo conversazioni faccia a faccia.
E' importante prestare la massima attenzione a questa distinzione: le intercettazioni di dialoghi faccia a faccia di norma costituiscono reato nelle sole private dimore o luoghi assimilati a private dimore (ex art. 615 CP), mentre le intercettazioni di comunicazioni a distanza (telefonate, email, chat, posta, ecc.) costituiscono sempre reato ex artt. 617-623 e 617bis del C.P. 

Un registratore o una microspia nascoste all'interno di un autoveicolo violano l'art. 617bis del CP? Secondo la Cassazione no (es. sentenze 4264/2006, 28251/2009 33499/2019).

Se il coniuge lascia il suo cellulare sul divano (o in altro luogo condiviso dell’abitazione) e il dispositivo non è protetto da password, è legale prenderlo in mano di nascosto per leggere i messaggi e vedere le fotografie? Secondo il Tribunale di Roma è legale se avviene fra persone conviventi (sentenza 6432/2016). Questo perchè 'la convivenza con un’altra persona comporta un affievolimento della propria sfera di riservatezza. La condivisione degli stessi spazi implica infatti un implicito consenso alla conoscenza di dati e comunicazioni, anche riservate, di cui un coniuge può venire a sapere proprio perché a contatto diretto e costante con l’altro.'

Studio legale Brocardi sull'art. 617 e sulle intercettazioni telefoniche: cliccare qui.  
Dal nostro blog: 'Trojan' per cellulari nel nuovo DL 161/2019 sulle intercettazioni. Cliccare qui.
Controllo cellulari figli minori. Cliccare qui.
 
 







3) LA PRIVACY DEI DATI PERSONALI (GDPR EUROPEO).
In estrema sintesi le leggi europee GDPR tutelano i dati personali dei cittadini contro la libera diffusione al pubblico e l'uso scorretto ("trattamento dei dati personali").

Quali sono i principali dati personali?
1) Indirizzi, codici fiscali, dati anagrafici.
2) Informazioni su abitudini, stile di vita, relazioni personali, preferenze della vita sessuale, stato di salute.
3) Situazione economica, rapporti bancari e finanziari, buste paga, contratti di lavoro, aspetti patrimoniali, preferenze e capacità di spesa.
4) Foto, videoriprese, registrazioni audio, posizioni satellitari GPS che consentano di ricostruire luoghi frequentati e abitudini di spostamento.

Il GDPR è vasto e complesso. In linea di principio generale è sanzionabile chi divulga al pubblico dati personali altrui (es. sui social, a conoscenti, a parenti, ad amici, colleghi di lavoro, ecc.). Ma solo se questa divulgazione arreca volontariamente o involontariamente un danno ingiusto di qualsiasi tipo alla vittima (es. diffamazione, danni morali, danni patrimoniali, problemi sul lavoro, problemi di salute, problemi di sicurezza personale, ecc.). Può essere sanzionabile inoltre l'uso di dati personali altrui per trarne un profitto economico.
Ancora una volta emerge la prima regola delle indagini: la riservatezza. I dati personali altrui vanno custoditi con cura e con segretezza. Non devono essere liberamente pubblicati o divulgati, neppure quando si ritiene di essere dalla parte della ragione e neppure ad un numero ristretto di persone. Le prove devono essere eventualmente esibite solo a Forze dell'Ordine, legali di fiducia e nelle sedi giudicanti.

Il Garante della Privacy ha confermato che non si deve richiedere il consenso al trattamento dei dati personali nel caso di indagini per far valere il diritto di difesa in sede giudiziaria o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria (Art. 20, comma 4 DLGS 101/2018). Il motivo è evidente: richiedere un consenso al soggetto indagato renderebbe inutili quasi tutte le indagini.

 Privacy Italia sul GDPR: cliccare qui.  




Cenni legali generici e sintetici. Per qualsiasi dubbio o specificità sentire un parere legale. Gli argomenti trattati sono corredati di approfondimenti di studi legali e di sentenze della Cassazione con il numero e l'anno.



 

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