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Cenni legali


 



In questa pagina:
Luoghi pubblici e autoveicoli.
Registrare o videoregistrare di nascosto se si è presenti sul posto.
Accedere ai pubblici registri.
Indagini 'fai da te': ci vuole la licenza?
Riprese nascoste per furti o atti vandalici.
Notare dei reati commessi da terzi.
Riprese nascoste di colf e badanti.
Far credere di essere qualcun'altro.
Le prove non valide.
 
Modalità, finalità e conseguenze delle indagini.
 
Le leggi che tutelano la privacy:
1 Privacy nelle private dimore.
2 Privacy di telefonate e messaggi.
3 Privacy dei dati personali (GDPR).






LUOGHI PUBBLICI E AUTOVEICOLI


I luoghi pubblici non sono tutelati dell'art. 615 C.P. L'art. 615 C.P. vieta le interferenze illecite nella vita privata delle persone, ma è applicabile solo nei luoghi citati nell'art. 614 C.P. cioè nelle private dimore. Inoltre in Italia non esiste il reato di pedinamento e il Codice di Procedura Penale esclude il pedinamento dalle ipotesi di intercettazione. In luogo pubblico è quindi ammesso controllare e pedinare qualcuno, purchè con modalità, finalità e conseguenze legali (*).
E gli autoveicoli? Molte sentenze della Cassazione confermano che gli autoveicoli su pubblica via non sono considerati privata dimora. Quindi gli occupanti non sono tutelati dall'art. 615 C.P. (es. Cassazione 28251/2009, 45512/2014, 10095/2001, 12042/2008, 4926/2009). Fanno eccezione camper, roulotte e cabine di camion perchè simili alla privata dimora. Va detto inoltre che il Codice di Procedura Penale considera un localizzatore satellitare GPS applicato ad un veicolo solo come "una forma atipica e innominata di pedinamento" (es. Cassazione 16130/2002) e non come una microspia per svolgere intercettazioni.

Il rischio più concreto nel controllare e pedinare qualcuno in luogo pubblico è l'art. 660 C.P. In pratica non si deve arrecare paura o molestia alla persona controllata. Secondo la Cassazione infatti "pedinare qualcuno in luogo pubblico può divenire reato qualora il soggetto pedinato, ben accorgendosi di essere seguito/controllato, subisca chiaro disagio e venga molestato" (sentenze 18117/2014, 43439/2010, 5855/2001).
In luogo pubblico generalmente è ammesso anche fotografare o riprendere qualcuno in modo occasionale e discreto.
E' statuito che "chi si trova in luogo pubblico, o facilmente visibile da luogo pubblico, accetta consapevolmente di poter essere anche ripreso" Purchè foto o video non vengano pubblicati senza il consenso della persona ritratta (con aggravanti se sono ritratti minori).

Privacy Italia su foto e riprese in luogo pubblico. Cliccare qui.  
'La legge per tutti': vademecum legale sui pedinamenti. Cliccare qui.







REGISTRARE O VIDEOREGISTRARE DI NASCOSTO
SE SI E' PRESENTI

Le registrazioni audio o le videoregistrazioni fatte di nascosto da
qualcuno che prende parte ad una conversazione sono lecite. La Cassazione ha più volte confermato che "quando la finalità della registrazione è quella di tutelare un diritto proprio o altrui è lecita, perchè chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa" (Cassazione 18908/2011 e 24288/2016).  La Cassazione ha ritenuto legali anche registrazioni nascoste sul luogo di lavoro (sentenza 11322/2018) e nella propria privata dimora (sentenza 22221/2017).

Raccomandazioni:

1) Le registrazioni o videoregistrazioni nascoste devono essere effettuate da qualcuno che prende parte alla conversazione. 
2) Le registrazioni o videoregistrazioni nascoste devono avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico (es. un bar). In alternativa devono avvenire nella privata dimora, nell'autoveicolo, nell'ufficio o nello studio di chi effettua la captazione nascosta.
3) La finalità deve essere la difesa di un proprio o altrui diritto.
4) Non bisogna pubblicare o divulgare il contenuto di registrazioni o videoregistrazioni
.

Posso registrare le mie telefonate?
Nel caso di privati cittadini è legale registrare le telefonate sulla propria linea senza preavvisare l'altro interlocutore (Cassazione 16886/2007 e 18908/2011).

Studio legale Rando Gurrieri sulle registrazioni nascoste. Cliccare qui.








ACCEDERE AI PUBBLICI REGISTRI


Principali informazioni alle quali chiunque può accedere:
visura catastale e ipoteche, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, elenco immobili, perizia immobiliare, visura camerale, visura protesti, scheda persona e report persona, elenco soci, cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, visura targhe automobilistiche, visura proprietari, visura telaio veicolo, visura ipoteche immobili conservatoria, ispezione conservatoria, visura urbanistica e di P.R.G. certificato tribunale carichi pendenti (anche atti amministrativi). E' possibile anche recarsi in comune per richiedere il certificato di residenza o lo stato di famiglia di qualcuno (bisogna disporre del codice fiscale della persona di cui si richiedono le informazioni).


Servizio certificati online: Pratiche.it
Servizio certificati online:
Tuttovisure.it






INDAGINI 'FAI DA TE' SU QUESTIONI PERSONALI: CI VUOLE LA LICENZA DI INVESTIGATORE?


A volte i privati cittadini fanno indagini in proprio (fai da te) su questioni personali.
Fino al 2014 queste indagini erano spesso viste con il dubbio dell'illegalità. A volte veniva ipotizzato il reato di "esercizio abusivo della professione di investigatore privato". Ma con la sentenza 48264/2014 la Cassazione ha statuito: "E' necessaria la licenza di investigatore privato solo se si svolgono indagini sistematicamente, per conto terzi e in forma imprenditoriale per fini di lucro". La Cassazione ha ammesso anche la collaborazione di amici e parenti senza fini di lucro.

Studio legale Cataldi sulle indagini occasionali. Cliccare qui.







RIPRESE NASCOSTE PER FURTI O ATTI VANDALICI.

Con le sentenze 2890/2015 e 22093/2015 la Cassazione ha statuito che sono legali le videoriprese nascoste fatte in luogo pubblico (o aperto al pubblico) con il fine di raccogliere delle prove per esercitare il diritto di difesa o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria.
Non parliamo della classica videosorveglianza fissa a scopo preventivo ma di microcamere nascoste provvisoriamente a scopo investigativo. Si tratta di prove atipiche documentali che possono essere ammesse in Tribunale (art. 234 C.P.P.).

Raccomandazioni:
1) Il controllo video nascosto deve essere limitato nel tempo e deve essere finalizzato ad individuare il responsabile di furti o danni. Ad esempio non sono ammessi controlli video nascosti di durata indefinita perchè si teme che qualcuno un giorno potrebbe rubare o danneggiare qualcosa. Devono esserci ammanchi di cassa o atti vandalici già avvenuti recentemente. E presunzioni che possano ripetersi a breve.
2) Non bisogna pubblicare o divulgare il contenuto delle videoregistrazioni.
3) Non si devono riprendere private dimore o altri luoghi protetti dall'art. 615 C.P. (es. la porta del vicino di casa).

La Cassazione, nell'emettere le sentenze di cui sopra, si è scontrata con le direttive del Garante della Privacy sulla videosorveglianza (provvedimento del Garante dell'8/4/2010) che pone limiti stringenti. Tuttavia la Cassazione ha ribadito che in luogo pubblico non ci può essere una lesione della riservatezza altrui. Quindi le regole sulla videosorveglianza non possono ostacolare un indagine in luogo pubblico (o aperto al pubblico) con il fine di raccogliere delle prove per esercitare il diritto di difesa o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria.


Studio legale AltaLex: regime probatorio dei controlli video. Cliccare qui.

Consulente legale: riprese nascoste su ammanchi di cassa. Cliccare qui.





NOTARE DEI REATI COMMESSI DA TERZI

A chi svolge delle indagini può capitare di venire a conoscenza di reati commessi da terzi
. Traffico di droga, favoreggiamento prostituzione, reati tributari, maltrattamenti, ecc. In Italia non esiste l'obbligo di denunciare i reati commessi da terzi di cui si sia venuti a conoscenza. Fanno eccezione l'essere a conoscenza di reati contro le personalità dello Stato punibili con l'ergastolo, ricevere denaro falso, acquistare beni che poi si scoprono essere di provenienza illecita, l'essere a conoscenza di traffici di materiale esplosivo o di sequestri di persona scopo estorsione.






RIPRESE NASCOSTE DI COLF E BADANTI.

Con la nota 1004/2007 l'ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che il controllo video dell’operato di colf e badanti è ammesso con procedura semplificata. Significa che non bisogna chiedere il parere all’Ispettorato del Lavoro, né chiedere l’autorizzazione in sede sindacale. Restano gli obblighi generali del codice della Privacy sulla videosorveglianza fissa, cioè informare colf e badanti del controllo video, fargli firmare un consenso scritto e segnalare la posizione delle telecamere.
Questo però ha aumentato i dubbi nel caso di microcamere nascoste provvisoriamente per indagare motivati sospetti di furti o maltrattamenti. Allo stato attuale sembrano equivalersi il diritto di indagare furti o maltrattamenti e il diritto alla privacy di colf e badanti (che si trovano in una privata dimora, anche se non di loro proprietà, quindi sotto tutela dell'art. 615 C.P.). Nel dubbio è meglio recarsi dai Carabinieri, che valuteranno la richiesta di autorizzazione del G.I.P. per l'installazione delle microcamere.





FAR CREDERE DI ESSERE QUALCUN'ALTRO.

Attribuirsi falso nome o falso stato (es. assumere delle prove registrando conversazioni o chat con qualcuno al quale si è fatto credere di essere un'altra persona)
è probabilmente la strategia di indagine n. 1. Ma è in contrasto con l'art. 494 del C.P.







LE PROVE NON VALIDE

Le prove ottenute con modalità illegali non vanno esibite in tribunale.
Ad es. le prove ottenute violando un domicilio (art. 614 CP), violando la privacy in private dimore (art. 615 CP), violando la privacy di SMS, WhatsApp, email e telefonate (artt. 617-623 CP), attribuendosi falsa identità (art. 494 CP).
Se queste prove vengono esibite in un tribunale si rischia non solo che non vengano prese in considerazione, ma si rischia anche una denuncia. Es. Cassazione 35681/2014. Eventuali prove non valide vanno custodite e gestite con cura e segretezza. Bisogna farne solo un uso personale, ad es. per prendere decisioni o per organizzare il proseguo delle indagini. Se si ritiene indispensabile esibire prove non valide in tribunale, bisogna sentire prima il parere di un legale di fiducia.




(*) MODALITA' FINALITA' E CONSEGUENZE DELLE INDAGINI

(*) MODALITA'.
L'indagine deve essere mirata verso un preciso soggetto, fatto o circostanza. Deve essere svolta con massima discrezione per il tempo strettamente necessario. Foto, video, fatti, circostanze, files, informazioni e dati personali devono essere custoditi con cura e segretezza: non devono essere pubblicati o divulgati. Fatti, elementi, volti, targhe e informazioni che non siano connessi a ciò che si indaga devono essere ignorati, cestinati, oscurati. Il domicilio, la privacy in privata dimora, la privacy delle comunicazioni a distanza (telefonini, PC, tablet, email, WhatsApp, ecc.) e la privacy dei dati personali sono tutelati da apposite leggi (artt. 614, 615, 617-623 C.P. e GDPR europeo, vedere oltre).

(*)
FINALITA' E CONSEGUENZE.
Non è sufficiente che un'indagine venga svolta con modalità corrette. Devono essere corrette anche le finalità e le conseguenze dell'indagine. Le finalità di un'indagine devono essere tutelare propri o altrui diritti/interessi legittimi, prevenire azioni ingiuste, far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, precostituire delle prove, esercitare il diritto di difesa in sede giudiziaria (art. 24 Costituzione), difendere legittimamente incolumità, interessi, patrimonio, reputazione, dignità, salute. Finalità e conseguenze di un'indagine non devono essere illegali, ad es. arrecare molestia, rubare, danneggiare, ricattare, estorcere, rapinare, diffamare, fare stalking, divulgare dati personali al pubblico, ecc.







 Le leggi che tutelano il diritto alla privacy





1) ARTT. 614/615 C.P. TUTELA DEL DOMICILIO E DELLA PRIVACY IN PRIVATA DIMORA.

In Italia solo le Forze dell'Ordine possono violare un domicilio o violare il diritto alla privacy nelle private dimore, previo mandato della Magistratura (sono le famose intercettazioni ambientali). Questo è dovuto agli artt. 614/615 del C.P. che tutelano il domicilio e il diritto alla privacy nelle private dimore.

Dintorni privata dimora. Con la sentenza 25666/2003 la Cassazione ha esteso la privata dimora anche alle pertinenze dell'abitazione: ingressi abitazioni, garage (escluse scale e altri luoghi comuni condominiali). Secondo la Cassazione sono da considerarsi privata dimora "tutte le cose legate con l'abitazione o con altro luogo di privata dimora da stretto rapporto pertinenziale ai sensi dell'art. 817 c.c." Le aree cortilive, le verande e le porte di ingresso alle abitazioni vengono assimilate alla privata dimora se protette per impedire la visibilità da luogo pubblico (es. siepi, reti oscuranti, muri).

Posso controllare di nascosto le persone che si trovano nella mia privata dimora se non sono presente negli ambienti controllati? No. "Chiunque si trovi nella privata dimora di qualcuno deve considerarsi protetto nella sua privacy ex art. 615 C.P." Cassazione 9235/2012. Un controllo nascosto effettuato dal proprietario della dimora è illegale se tutte le persone presenti sono ignare di essere controllate. E' invece legale effettuare controlli nascosti nella propria privata dimora se il proprietario che effettua il controllo è fisicamente presente negli ambienti controllati, insieme alle altre persone ignare del controllo (es. Cassazione 22221/2017).

 Studio legale Brocardi sull'art. 615: cliccare qui. 






2) ARTT. 617-623 C.P. TUTELA DELLA PRIVACY DI TELEFONATE, SMS, EMAIL, WHATSAPP, POSTA, PC, TABLET, SMARTPHONE.

In Italia solo le Forze dell'Ordine possono violare il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza, previo mandato della Magistratura
(sono le famose intercettazioni telefoniche). Questo è dovuto agli artt. 617-623 del C.P. che tutelano i mezzi per comunicare a distanza e il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza (parliamo di PC, tablet, telefonini, posta, email, WhatsApp, SMS, Telegram, Facebook, Messenger, ecc.). Es. Cassazione 112698/2003. Con la sentenza 2042/2008 la Cassazione ha chiarito che la tutela degli artt. 617-623 C.P. riguarda solo i mezzi per comunicare a distanza e il contenuto delle comunicazioni fra persone distanti.

Se tramite una microspia o un registratore è ascoltabile solo uno dei due interlocutori di una telefonata, è intercettazione telefonica abusiva? E se ascolto di nascosto le conversazioni di persone che si trovano all'interno di un autoveicolo? Secondo la Cassazione l'art. 617 si applica solo se entrambi gli interlocutori di una telefonata sono ascoltabili e solo se c'è un "illecito inserimento in un canale riservato tra soggetti diversi e distanti" (tipico esempio una linea telefonica). Quindi non si applica alla captazione nascosta di conversazioni faccia a faccia (Cassazione 2042/2008, 4926/2009, 28251/2009, 33499/2019). La privacy delle conversazioni faccia a faccia è tutelata dall'art. 615 e non dall'art. 617. Ma l'art. 615 è applicabile solo nei luoghi di privata dimora o assimilati alla privata dimora (l'autoveicolo non è considerato privata dimora).

Se un coniuge lascia il suo cellulare sul divano (o in qualsiasi altro luogo condiviso dell’abitazione) e il dispositivo non è protetto da password, è legale prenderlo in mano di nascosto per leggere i messaggi e vedere le fotografie? Secondo il Tribunale di Roma è legale purchè avvenga fra persone conviventi (sentenza 6432/2016). Questo perchè "la convivenza con un’altra persona comporta un affievolimento della propria sfera di riservatezza. La condivisione degli stessi spazi implica infatti un implicito consenso alla conoscenza di dati e comunicazioni, anche riservate, di cui un coniuge può venire a sapere proprio perché a contatto diretto con l’altro."

 Studio legale Brocardi sull'art. 617: cliccare qui. 






3) LA PRIVACY DEI DATI PERSONALI (GDPR EUROPEO).

Le leggi europee GDPR tutelano i dati personali e ne vietano la libera diffusione al pubblico. Sono considerati dati personali le informazioni su abitudini, stile di vita, relazioni personali, stato di salute, situazione economica, aspetti patrimoniali, vita sessuale, foto, video, registrazioni, posizioni satellitari GPS contenenti abitudini di spostamento e luoghi, ecc.
Il GDPR (in Italia recepito dal codice della Privacy) si occupa di
tutelare la riservatezza di questi dati. Quindi il solo possesso di dati personali altrui non è sanzionabile (se così fosse quasi tutti saremmo sanzionabili). E' invece sanzionabile la libera divulgazione al pubblico di dati personali altrui, ma solo se questo arreca volontariamente o involontariamente un danno ingiusto di qualsiasi tipo alla vittima. E' sanzionabile inoltre l'uso di dati personali altrui per trarne un profitto economico.

Anche dopo l'entrata in vigore del nuovo GDPR europeo, il Garante della Privacy ha confermato che non si deve richiedere il consenso al trattamento dei dati personali nel caso di indagini per far valere il diritto di difesa in sede giudiziaria o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria (Art. 20, comma 4 DLGS 101/2018). Il motivo è evidente: richiedere un consenso al soggetto indagato renderebbe inutile qualsiasi indagine.

 Privacy Italia sul GDPR: cliccare qui.  




Cenni in sintesi. Per qualsiasi dubbio o specificità sentire un parere legale.



 


In Italia le indagini avvengono prevalentemente per infedeltà di coppia, controllo dei figli, controllo colf e badanti, tutela del patrimonio e questioni aziendali. Ma è senz'altro l'infedeltà di coppia a farla da padrone. Anche perchè pare che l'Italia detenga un poco invidiabile primato mondiale assieme alla Thailandia: quello dei tradimenti (fonti 'The Richest' 2014 e 'Match.com' 2016). E pare priva di fondamento la convinzione che gli uomini tradiscano molto più delle donne. Secondo avvocati matrimonialisti, psicologi e investigatori, il gentil sesso tradirebbe ormai quasi quanto gli uomini. Ma con un importante distinguo: le donne generalmente sono più prudenti e sanno custodire bene i loro segreti, mentre uomini sono meno prudenti e spesso si vantano anche di segreti che non sono mai esistiti. Il vecchio detto "quando una donna parla delle sue esperienze sessuali bisogna moltiplicarle per 10, mentre quando un uomo parla delle sue esperienze sessuali bisogna dividerle per 10" pare essere confermato anche dal mondo delle indagini.


 

 

 






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