VITTIME DELLA PRIVACY
Chi è vittima di molestie telefoniche, che però
non contengano gravi documentabili minaccie all'incolumità fisica o al patrimonio,
raramente ottiene rapidi risultati da una
denuncia se non è uno dei duecentocinquantamila politici nazionali, un grosso industriale o uno degli innumerevoli presidenti di
qualcosa. I tempi sono quelli vergognosi della giustizia italiana e carichi di lavoro della
magistratura e delle forze dell'ordine spesso non consentono di indagare le questioni
classificate come "minori".
Impunitas semper ad deteriora invitat.
Comunque, come vedremo
più avanti, i casi di molestie telefoniche danno alla vittima
qualche possibilità in più rispetto ad altri "piccoli
reati".
N.B. qui consideriamo casi di molestie generiche, non
violente o particolarmente minacciose e situazioni simili, comunque orientate al disturbo
e alla turbativa.
Sono quindi escluse da questo articolo situazioni legate ad es. ad attività estorsive e/o gravemente
intimidatorie verso soggetti sensibili (imprenditori, legali,
commercianti, mediatori, testimoni di fatti delittuosi, ecc.).
CASISTICHE:
1) INVIO DI MESSAGGI SMS DA INTERNET: diffuso in quanto i
messaggi da Internet non
contengono ovviamente il numero telefonico del mittente ma solamente (talvolta) un
indirizzo IP e un codice identificativo del provider di servizi.
2) INVIO DI MESSAGGI SMS DA CELLULARE: solitamente gli SMS inviati da
un cellulare contengono il numero del mittente, anche se egli ha disabilitato la
funzione di invio del proprio numero. Tuttavia esisitono servizi ufficiali degli
operatori (es. Wind) o paralleli (es. servizi "ANON" di taluni numeri
44xxx) per l'invio di SMS anonimi. La pratica
dell'SMS anonimo molesto è molto diffusa fra i giovanissimi.
3) TELEFONATE MOLESTE SENZA INVIO DEL NUMERO DEL CHIAMANTE
(caller ID). Le più seccanti e diffuse.
PRECAUZIONI GENERICHE
a) Quando fattibile è buona abitudine prendere nota nel tempo di tutte le persone
che vengono a conoscenza del nostro numero di cellulare, fin dal
giorno dell'attivazione della SIM card. Il modo più semplice per
tenere traccia e controllo di ciò è quello di memorizzare tutti i nominativi nel
cellulare stesso (inserendo un numero
casuale se il vero numero non è disponibile), anche se prevediamo di non avere bisogno di chiamarli.
b) Chiunque, per motivi di lavoro o personali, debba rendere pubblico il proprio numero di cellulare, deve ragionevolmente
considerare l'eventualità di avere a che fare prima o poi con dei
perditempo.
In questo caso non è certo possibile tenere traccia di tutti coloro che vengono
a conoscenza del numero; sarà quindi utile prevedere l'acquisto di un secondo
cellulare e/o una seconda carta SIM per uso strettamente personale.
Questo secondo numero si rivelerà prezioso soprattutto se si dovrà limitare l'accensione dell'altro
cellulare.
c) Variare il codice di accesso della segreteria telefonica di rete fissa e talvolta anche GSM. Le segreterie telefoniche consentono spesso l'ascolto dei messaggi a distanza mediante password. Se non si varia la password (cosa molto più frequente di quanto non si pensi) chiunque può ascoltare la segreteria tentando i codici di default (solitamente i classici 1111, 12345, ecc.) e attingere informazioni sulla vita della vittima. Non disabilitare la segreteria se il molestatore lascia messaggi quando nessuno risponde: è come una registrazione.
d) Considerare il cellulare e il relativo numero come un effetto personale. Così come siamo restii a far vedere la nostra carta di credito o la nostra carta di identità al primo venuto, allo stesso modo è opportuno custodire il cellulare. Ci riferiamo soprattutto ai giovanissimi, che amano scambiarsi il numero di cellulare talvolta ancor prima di sapere il nome di una persona, salvo poi lamentare frequentemente delle molestie soprattutto via SMS. Il cellulare viene ormai definito "third hand" (terza mano): non è quindi esagerato ricorrere alle medesime precauzioni che normalmente riguardano altri beni personali.
e) Evitare di personalizzare la segreteria telefonica con un messaggio vocale dell'utente, soprattutto se di sesso femminile. Si eliminerà un fattore di possibile disturbo a seguito di una ricerca casuale da parte di qualche perditempo.
f) Ricordarsi che, grazie a servizi "chiamaora"e simili, in molti casi un potenziale molestatore può sapere esattamente quando accendiamo il cellulare. Se il controllo è costante, i servizi "chiamaora", "recall" e simili possono fornire al molestatore utili indizi per tracciare le nostre abitudini personali. Se il molestato non è al corrente di questo servizio, e quindi di come disabilitarlo, potrebbe essere portato a sopravvalutare il rischio, magari ipotizzando pedinamenti che non esistono. Questi servizi possono essere disabilitati gratuitamente (sentire proprio operatore). Se non si intende disabilitare questo servizio, è opportuno non accendere e spegnere mai il cellulare negli stessi orari (es. quando usciamo dal lavoro o al risveglio) per non comunicare inconsapevolmente abitudini e orari.
g) Nel caso di numeri telefonici fissi è una precauzione diffusa richiedere di NON
essere inseriti negli elenchi telefonici, soprattutto se intestatari di sesso
femminile. E' possibile scegliere questa opzione anche
registrandosi sul sito www.190.it
di Telecom.
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2) Nel caso di SMS molesti inviati tramite Internet, tenere in
considerazione che quasi tutti i servizi inviano anche una
sequenza numerica. Questi numeri devono essere trascritti con cura
assieme alla data e all'ora della ricezione perchè rappresentano l'IP
del computer che ha inviato l'SMS. L'IP verrà
utilizzato dalle forze dell'ordine per avere accesso ai LOG files del provider internet tramite il
quale il molestatore ha effettuato la connessione alla rete.
SERVIZI SPECIALI "OVERRIDE"
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CHI E' IL MOLESTATORE TELEFONICO?
Non abbiamo mai reperito dati esaustivi riferiti a questo particolare tipo di "appassionati", probabilmente anche a causa del fatto che la stragrande maggioranza degli episodi non vengono neppure denunciati. Possiamo solo riassumere e ordinare i risultati di approfondimenti, casistiche e trattazioni reperite in maniera disorganica e frammentaria.
MOLESTIE SESSUALI: le più diffuse. Spesso si tratterebbe di persone assolutamente
insospettabili e talvolta
vicine. Non è una cattiva idea iniziare la ricerca fra colleghi di lavoro, vicini di casa, ex fidanzati/e anche lasciati da molti
anni, cercando di focalizzare semplici e banali sensazioni, uno sguardo strano, leggeri apprezzamenti di
poco conto, ecc. Frequentemente la loro età è compresa fra i 35 e i 55 anni, sesso
maschile. Il molestatore telefonico in molti casi ha già fatto una scelta, comunicando
implicitamente la sua debolezza: il canale
telefonico è il punto limite oltre il quale spesso non può o non vuole andare e si "gratifica"
all'idea di turbare senza essere scoperto. Non si deve comunque mai sottovalutare il problema,
che va sempre ponderato da parte di chi di dovere caso per caso. Le vittime di molestie
telefoniche di questo tipo sono quasi sempre donne.
In generale l'arma di cui dovrà dotarsi il molestato è la
meticolosità
e la pazienza. Reagire serve a poco, meglio far parlare, registrare, stimolare senza aggredire, annotare
date, orari, impressioni, ecc. e trasmettere la sensazione di essere moderatamente impauriti.
Dimostrare invece di essere seccati o sicuri di se può peggiorare le cose. La strategia di fingere di accondiscendere
le proposte del molestatore può invece avere conseguenze imprevedibili: certi
molestatori potrebbero comportarsi così forse anche perchè consapevoli di non poter affrontare un confronto diretto e normale.
Più il molestatore si sentirà sicuro di se e gratificato dai
risultati del suo atto, più sarà portato ad esporsi e, forse, a commettere errori.
Una leggera modifica alle abitudini (spostamenti, compagnie, locali frequentati,
orari, ecc.) può fornire un elemento di grande importanza, cioè evidenziare se il molestatore è
vicino o pedina la vittima (durante le telefonate il molestatore potrebbe
spendere argomenti tali da confermare o
escludere questa grave ipotesi).
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Mai improvvisarsi "investigatori",
soprattutto se si ritiene a rischio l'incolumità fisica, ma agire
sempre per supportare al meglio il lavoro di chi investiga. Soprattutto nei casi
di timori concreti per l'incolumità fisica non esitare ad appoggiarsi ad un
legale, che farà quanto possibile per velocizzare le indagini e fornirà ogni
supporto utile. |
DOCUMENTI
PER APPROFONDIRE: RECENSIONI E LEGISLAZIONE SULL'ARGOMENTO MOLESTIE, CORREDATE DA UNA TESI SULLA PRIVACY NELLE TELECOMUNICAZIONI (UNIVERSITA' DI TRENTO ANNO 2000). Tutti i diritti riservati all'autore della tesi. (CLICCA QUI)
Cassazione: la registrazione di una segreteria telefonica vale come prova penale.
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione con decisione n. 5849 del
12 febbraio 2001 ha stabilito che i messaggi registrati in segreteria telefonica costituiscono
elemento idoneo a identificare e perseguire l'autore di minacce e
ingiurie.
Tratto da Punto Informatico; tutti i diritti riservati a Punto
Informatico.
Denunciata Wind: gli Sms anonimi sono molestie telefoniche
04/05/2001.
"Un servizio potenzialmente offensivo della dignità umana": così ADUSBEF spara a zero su
Secret SMS Wind, il servizio di Sms anonimi lanciato di recente da Wind, ultimamente offerto anche da
Tim in collaborazione con un servizio esterno a numerazione 44xxx, che permette di inviare Sms senza che sia visibile il numero di cellulare del mittente.
In data 29 novembre 2001 l'Adusbef, Associazione Utenti e Consumatori, nella persona del suo Presidente Elio Lannutti, ha inviato a Gasparri, Ministro delle Comunicazioni, a Rodotà, Presidente dell'Autorità Garante della Protezione dei dati personali, e all'Autorità per le garanzie nelle TLC, una lettera di denuncia degli Sms anonimi, definiti fin dalle prime righe come un'"abilitazione
all'insulto anonimo". L'Adusbef sottolinea inoltre che la compagnia telefonica è controllata in maggioranza dallEnel, quindi dal Tesoro, come a riprova della maggiore gravità del fatto. La preoccupazione dell'associazione è rivolta soprattutto ai più giovani, indicati come maggiori -ma non i soli- friutori della comunicazione via Sms.
Le frasi pubblicate dal sito di Wind -ma già eliminate- come esempio per utilizzare il servizio, vengono definite nella nota "triviali, rozze e scurrili, offensive della dignità delle persone, forse anche razziste, da sconfinare in molestie telefoniche".
Concludendo con una serie di ulteriori accuse a Wind, tra cui quella di aver lanciato il servizio solo a scopi di lucro, l'Adusbef chiede formalmente che venga bloccato per evitare che provochi eventuali illeciti penali, procurato allarme alle pubbliche autorità, e violazioni punite dagli artt. 658 e 660 del Codice Penale.
Da: www.tiscali.it Tutti i diritti riservati
a Tiscali SpA e all'autore dell'articolo.
Telefonini, privacy allo sbando?
La domanda se la pone un lettore di Punto Informatico, utente Tim, perplesso dalla necessità di dover disabilitare un servizio che lo rende più rintracciabile e che è attivato di default.
Tutti i diritti riservati a Punto Informtico. (www.punto-informatico.it)
25/02/03
Caro Punto Informatico, ti scrivo perché sono preoccupato con quello che sta accadendo con i telefonini e la privacy. Parlo come avrete capito del servizio di Tim,
Chiamaora, quello che ti fa arrivare un SMS per avvertirti quando il cellulare di un utente che era spento viene riacceso. Questo significa, per fare un esempio estremo, che se qualcuno mi cerca e trova che ho il cellulare spento può chiedere a Tim di fargli sapere quando lo riaccendo in modo da potermi contattare, che io lo voglia o meno.
Dato che non sono uno che vive di pregiudizi mi sono andato a cercare la pagina del sito di Tim dove si parla del servizio per capire se la gravità della cosa era quella che credevo. Non che avessi dubbi su quanto aveva scritto PI ma mi sembrava talmente grossa da richiedere una conferma: in pratica ciascun abbonato Tim, come il sottoscritto, è tenuto ad essere rintracciabile di default. Se non vuole e, attenzione!, SE sa dell'esistenza di Chiamaora allora può andare su un numero gratis (4920) e disabilitare un servizio che non ha mai richiesto.
Sulla pagina di Tim leggo che quando si chiama basta usare il 5 per farsi mandare l'SMS che ti avverte quando il cellulare che cerchi è di nuovo raggiungibile (solo se lo diventa entro tre ore da quando hai premuto 5). E quell'SMS è gratis fino a fine aprile e poi costerà 15 eurocentesimi. Ok, non è certo una novità, anzi è normale, che certi servizi siano fatti per aumentare il fatturato.
Sono felice da una parte che si possa disabilitare il servizio ma dall'altra mi sento ingabbiato perché sono costretto a disattivare un servizio che io non ho chiesto. Mi sembra davvero una brutta abitudine per un operatore imporre questo genere di soluzione sui propri clienti. Oltretutto una soluzione che, ci piaccia o no, ha anche delle implicazioni di privacy. Basta pensare al caso di chi magari tiene spento il cellulare per non ricevere una certa chiamata ma ad un certo punto lo riaccende per telefonare e, Zac!, riceve proprio quella chiamata che voleva evitare. Ma è solo un esempio.
Francesco P.
Documento pubblicato nel sito
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