"Virus e hackers"
Dal Resto del Carlino di Venerdì 26 gennaio 2001.
DOPO L'ASSALTO AI COMUNI ORA COLPISCONO LE DITTE.
Ritornano gli hackers
Il virus trasmesso con un simpatico «screen saver»
Sta giungendo anche a ditte private la “catena” di lettere di Posta Elettronica contenenti il virus Navidad. A volte si tratta di E-mail anonime, che stuzzicano la curiosità di chi le riceve, altre volte con formule generiche. Il risultato è il blocco del computer, fortunatamente di breve durata in quanto i tecnici delle ditte di informatica sono ormai molto preparati per questa evenienza. Un nuovo allarme giunge da queste ditte, allertate da Microsoft: "qualcuno sta trasmettendo un salvaschermo molto caro con le rane della birra Budweiser. Se lo installate, perderete tutto. Il disco rigido si rovinerà e qualcuno da Internet vi togliera l'E-mail. E' un virus nuovo e perverso, uscito in questi giorni e per il momento non ha rimedio. Condividete quest'informazione con più persone".
(ANSA) - NEW YORK, 19 GEN 2001
INTERNET:ALLARME VIRUS; ARRIVA MELISSA 2 E ATTACCA ANCHE MAC
Il nuovo allarme virus su Internet si chiama Melissa-X o Melissa 2001, nuova versione del famoso predecessore che ha infettato migliaia di Pc in tempi recenti,
ed ha una capacita' in piu' rispetto al virus madre: riesce ad attaccare anche i sistemi Macintosh, considerati finora immuni. Vincent Gullotto, responsabile del settore ricerca di McAfee antivirus, il network di difesa installato nella maggior parte dei computer, ha detto che i primi casi del nuovo virus sono comparsi nel suo laboratorio circa un mese fa. Come per l'altra variante di Melissa, il danno principale causato dal nuovo virus e' che cerca di moltiplicarsi. Melissa 2001 si infiltra tra le maglie della rete viaggiando sotto le mentite spoglie di un documento
Microsoft Office. Il file creato per infettare i sistemi puo' contenere il virus, che attacca passando dal documento al programma Microsoft Outlook. Da li' spedisce 50 copie di e-mail, usando la cartella degli indirizzi del primo utente colpito. Per ora, l'attachment attraverso cui si riceve Melissa-X appare con il titolo 'anniv.doc', anche se Gullotto avverte che il nome puo' cambiare facilmente. Sulla provenienza del virus gli esperti pensano che qualcuno potrebbe aver salvato un documento infetto nella nuova versione Macintosh del software di Microsoft Office, creando cosi' Melissa 2001. (ANSA).
Dal Resto del Carlino di Lunedì 5 febbraio 2001.
Gli
hacker all'attacco dei vip di Davos. Rubati dati confidenziali di 1400 persone
GINEVRA - Pirati informatici anti-globalizzazione sono riusciti a violare i sistemi
computerizzati del Forum economico di Davos che si è tenuto la scorsa settimana nella cittadina svizzera, e ha "rubare" i dati confidenziali delle personalità che vi hanno partecipato.
Lo scrive il settimanale svizzero "Sonntagszeitung" che avrebbe ricevuto dagli hackers un dischetto che riproduce un file confidenziale del
Forum contenente dati che vanno dal numero della carta di credito fino all'indirzzo privato e al numero del cellulare di oltre
1000 persone.
Tra i nomi dei "violati" figurano quelli di Bill Gates, dell'ex presidente Usa
Bill Clinton, del leader palestinese Yasser Arafat, del premier giapponese Yoshiro
Mori.
| INTERNET: IL KOURNIKOVA-VIRUS METTE KO
LE E-MAIL (ANSA) - LONDRA, 13 FEB - Si propaga al doppio della velocita' di 'Iloveyou', attacca e-mail e sistemi collegati. Si chiama 'Annakournikova' ed e' un nuovo virus che ha alzato il livello di adrenalina dei tecnici della rete e sta tenendo con il fiato in gola aziende e progettisti di sistemi. Si presenta sulla vostra e-mail con un 'here you are' o 'here you have' sullo spazio riservato al soggetto della trasmissione. Subito sotto, su quello dedicato al testo, appare la scritta'''Hi, check this' con un allegato intitolato 'Annakournikova'. Tutti pensano che si tratti di una fotografia della famosa giocatrice di tennis, ben conosciuta nei vari continenti. Una volta cliccato non appare pero' alcuna foto, ma il virus ne approfitta per autospedirsi a tutti gli indirizzi contenuti nei vari elenchi o memorie del computer. Non sembra finora che questo nuovo dono dei sabotatori della rete provochi danni pesanti come nel caso di 'Iloveyou', ma puo' mettere fuori uso i server e di fatto bloccare il sistema provocando carichi altissimi di traffico in tempi ristretti. Una sorta di 'black out' della rete con l'aggravante della distruzione di quanto e' compreso nel sistema e-mail.(ANSA). Dal sito www.tiscalinet.it - Tutti i diritti riservati a Tiscali Italia S.p.A. e all'autore dell'articolo. 13 febbraio 2001. E' stato arrestato dalla polizia olandese a Leeuwaarden il creatore del virus "Anna". Si tratta di un ragazzo di 20 anni del quale, per il momento, non è stata ancora resa nota l'identità. Secondo quanto dichiarato dagli agenti di polizia, il giovane si sarebbe costituito spontaneamente non appena reso conto dei disagi provocati dal suo "programmino". Il virus, che arrivava attraverso un messaggio di posta elettronica conteneva, in allegato, una foto della bellissima tennista russa Anna Kournikova, sempre più protagonista nei campi di gioco e in passerella. Il giovane, dopo l'arresto, è stato rilasciato in attesa di apparire di fronte ad un magistrato: rischia fino a quattro anni di carcere. In una sorta di "lettera-confessione" pubblicata sul Web e firmata "On the Fly" il presunto autore del virus ha spiegato le ragioni del suo gesto: ''Ammetto di averlo creato io - sottolinea - ma non l'ho fatto per divertimento''. A spingerlo all'iniziativa - aggiunge - è stata la lettura di un articolo sull'impatto di un altro famoso virus, denominato "I love you", che sottolineava come ''i navigatori di Internet non abbiano imparato niente da quell'esperienza''. Quanto alla scelta della 19/enne star russa del tennis è dovuta al fatto che "sono un suo grande fan: lei merita un po' di attenzione, no"? |
INTERNET: GLI HACKER ATTACCANO HAMAS
(Asca-Internazionale) - 7 mar 2001 - L'ultimo bersaglio di qualche ignoto hacker e' Hamas.org, la homepage del gruppo
militante islamico che aveva appena rivendicato la responsabilita' dell'attentato suicida in cui domenica
scorsa hanno perso la vita tre israeliani. Non e' stato rivendicato, invece, il gesto degli hacker che hanno invaso
la pagina web di Hamas, che ancora adesso rimanda a una directory di siti a luci rosse. Provare per credere: di
norma la pagina riporta informazioni relative all'organizzazione fondamentalista.
red/uda
VIA TUTTI I MODEM DALLA PROCURA DI PALERMO.
(ANSA) - PALERMO, 7 MAR 2001 - Il rischio di un intrusione degli hacker era concreto. E cosi' sono stati tolti tutti i modem dalle stanze dei magistrati della Procura di Palermo. La disposizione, gia' in vigore per tutti gli uffici della pubblica amministrazione, e' stata adottata adesso negli uffici inquirenti. C'era la possibilita', sottolineano gli esperti, che qualche pirata informatico riuscisse a penetrare nei sistemi informatici e a consultare, rubare o distruggere, attraverso virus elettronici, i dati conservati dai singoli pubblici ministeri e dalla Direzione distrettuale antimafia. Lo rivela oggi il Giornale di Sicilia. Da un paio di giorni i magistrati dell' ufficio diretto da Piero Grasso stanno restituendo gli aggeggi elettronici che servono per collegarsi con altri computer e con Internet. Una misura, quella decisa dal vertice dell'ufficio in adesione a una circolare del ministero della Giustizia. I magistrati potranno comunque accedere al Centro elaborazione dati della Cassazione e dunque continueranno a consultare liberamente le sentenze e quant'altro possa servire per il loro lavoro. Gli esperti stanno studiando comunque il modo per rendere impenetrabile la banca dati elettronica della Procura. (ANSA).
INTERNET: PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA BLOCCATO HACKER
(ANSA) - MILANO, 29 MAR 2001 - Per la prima volta in Italia, un hacker, i temibili pirati informatici creatori di 'virus' in grado di attaccare e distruggere il sistema operativo dei computer, e' stato rintracciato e bloccato dalle forze dell'ordine. L'hacker italiano, autore di un virus della stessa tipologia del famoso ''I love you', e' stato bloccato dagli uomini del Nucleo Regionale della Guardia di Finanza di Milano. Il pirata informatico, un programmatore bolognese di circa trent'anni soprannominato 'Kryvog', usava come esca per le vittime del suo 'worm' (verme informatico), denominato 'Vierika', una bellezza russa, le cui foto erano disponibili su un sito appositamente creato dal suo autore. Lo sfortunato navigatore riceveva via e-mail un messaggio contenete la prima parte del virus che lo conduceva automaticamente su un sito dove contraeva la seconda parte dello stesso virus. Una volta penetrato nel sistema, il programma abbatteva i programmi di sicurezza, leggeva i dati riservati, si autoriproduceva fino a colmare la memoria disponibile e dava l'ordine di invio a tutti gli indirizzi di posta elettronica presenti nell'hardware, infettando a catena altri utenti di internet. In casa dell'hacker la Gdf ha trovato numerosi 'tool' di programmazione e una dozzina di altri virus e relative varianti, gia' funzionanti e pronti per essere diffusi. Il programmatore di Bologna e' stato descritto come un pirata informatico di alto profilo tecnico. Il 'codice sorgente', le istruzioni che costituiscono il Dna del programma del virus, era stato infatti elaborato dallo stesso hacker e non 'scaricato' da Internet, dove sono disponibili degli strumenti precompilati idonei a creare virus normalmente inoffensivi perche' facilmente riconoscibili ed eliminabili dai comuni sistemi di protezione in commercio. Per rintracciare il pirata informatico, gli uomini della GdF di Milano hanno compiuto un' operazione di ' backtracing', una tecnica che, partendo dall'analisi del disco rigido dei computer danneggiati, cerca di risalire alle tracce del diffusore del virus. La metodologia si ispira alle normali tecniche di indagine di polizia, ma sulla strada degli investigatori si frappongono spesso le 'trappole virtuali': codici sorgente e tecniche di mascheramento. ''Siamo intervenuti un giorno dopo la diffusione del virus che aveva gia' infettato 1.000 macchine - spiega Dario Forte, responsabile tecnico dell'unita' operativa delle Gdf di Milano, che ne ha parlato anche a Radio 24 - appena in tempo per impedirne la diffusione che avrebbe potuto paralizzare un noto provider italiano''. L'hacker rischia di incorrere in una condanna a 2 anni e 20 milioni di multa. In Italia sono stimati in diverse decine gli hacker 'professionisti' che attaccano Internet per puro spirito di sfida.
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Documento divulgativo pubblicato nel sito Electronet microelettronica, Modena Italy