Non risulta che i sistemi di criptazione
dei dati informatici siano vietati, anche facendo ricorso ad una interpretazione
assolutamente restrittiva della poca giurisprudenza in materia. Ci risulta
invece che proteggere la riservatezza dei dati sia un diritto connesso alla privacy, quindi
del tutto lecito. Anche gli USA, che fino all'anno 2000 hanno vietato sistemi
I.T.A.R., consentono ora l'utilizzo e l'esportazione dei criptatori, purchè non
diretti a paesi ostili. Da segnalare anche l'Inghilterra, dove questi sistemi sono
consentiti ma si rischia il carcere se non si forniscono le chiavi di
decriptazione a seguito di formale richiesta degli organi inquirenti.
Un breve riferimento è connesso alla Legge 128/2001 (meglio nota come
"pacchetto sicurezza") che prevede il divieto all'utilizzo di
criptatori con disposizione anche solamente verbale del Questore, ma tale
limitazione si applica solo ed esclusivamente nei confronti di soggetti
già condannati in via definitiva per delitti non colposi, quindi noti alle
forze dell'ordine.
Detto ciò è necessario approfondire alcuni aspetti della criptazione,
estendendo quanto riportato nell'introduzione di cui alla pagina della criptazione.
DES, criptazione, steganografia, PGP, chiavi asimmetriche, RSA, chiavi
pubbliche, argomenti che erano riservati fino a qualche anno fa ad esperti di sicurezza militare o aziendale,
ora sono diventati oggetto di fortissimo interesse anche per le pubbliche amministrazioni e per i cittadini.
Le tecniche sopracitate non sono affatto recenti; in alcuni casi sono anni che si discute dei processi di automazione dell’atto amministrativo, della
sicurezza informatica, della firma elettronica, della privacy in Internet, delle
transazioni sicure, ecc. Il comune denominatore di ogni atto giuridico è la possibilità di riferirlo
senza alcun dubbio ad un autore, e quindi è oltremodo logico che l'era
dell'informatica proponga anche la questione della firma in chiave
"elettronica" . Tutto ciò, e tanto altro ancora, è connesso alla
criptazione algoritmica dei dati, che non deve quindi essere vista solo come
mera necessità di nascondere qualcosa di illegale.
Programmi come il notissimo PGP ad esempio consentono di riferire univocamente il contenuto di un messaggio ad un soggetto, cioè
in pratica di autenticarlo; le chiavi di PGP possono rappresentare una
sorta di "impronta digitale" elettronica.
Quindi la criptazione, o crittologia (per gli esperti) è indubbiamente e
assolutamente legale, ma non solo; queste tecniche sembrano di fatto essere un
mezzo ideale per garantire alcuni diritti sanciti dalla Costituzione. L'articolo
15 ad esempio recita: "la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono
inviolabili".
La limitazione di questi diritti può avvenire soltanto a seguito di atto motivato dell’autorità giudiziaria
e sempre con le garanzie stabilite dalla legge.
Ma c'è di più: la normativa vigente in materia di telecomunicazioni (DLGS
103/1995) sancisce che non è possibile vietare l’impiego di sistemi di
criptazione.
Troviamo quindi, per l'ennesima volta, un principio che è stato già
abbondantemente analizzato in questo sito: "l'uso e l'abuso". La legge può
incidere sui fini e sulle conseguenze di un utilizzo scorretto,
similarmente al "solito" coltello da cucina che può essere utilizzato
per farsi un succulento panino, ma anche per rapinare un tabaccaio. A puro
titolo di esempio, in taluni casi non fornire determinate chiavi di
decriptazione potrebbe anche rappresentare un ostacolo alle indagini, ovvero
potrebbe aggravare una determinata posizione.
E' indubbio che la criptazione dei dati non è vista con favore in certi
ambienti; ci riferiamo in particolare al lavoro delle forze dell'ordine;
anch'essi sono comunque perfettamente consci che i problemi operativi delle indagini non
possono andare allo scontro frontale con i principi costituzionali.
La strada è ormai tracciata, e presenta un senso unico: le varie forme di
criptazione diverranno a breve di uso comune; c'è da scommettere che ne
sentiremo parlare diffusamente molto presto, e molto....... legalmente!
Documento divulgativo pubblicato nel sito Electronet microelettronica, Modena Italy