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R. Echelon e' il sistema di spionaggio globale piu' vasto ed articolato mai messo in funzione dall'uomo; è un'iniziativa lontana, che ha preso forma ed è stata sviluppata ai tempi della guerra fredda per acquisire un sistema di controllo mondiale. Il progetto è poi divenuto completamente operativo negli anni 80, sviluppato e coordinato dalla NSA americana (National Security Agency). Uno dei primi elementi di cooperazione e di coordinamento su Echelon (la prima traccia reperita sull'argomento) risale addirittura agli accordi segreti del 1947 tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

Il sospetto della presenza di Echelon aleggiava da tempo, ma solo tre anni fa il giornalista Duncan Campbell  pubblicò il primo rapporto esplosivo su Echelon, rete anglo-americana di intercettazione elettronica.

Echelon in realtà, avevano scritto Campbell e altri, è soprattutto un sistema di spionaggio economico USA ai danni dell'Europa, messo in atto con il supporto del più filoamericano degli stati europei: il Regno Unito. La punta dell'Iceberg non tardò ad arrivare quando "tutti i fax e le telefonate intercorse tra il consorzio europeo Airbus e le Aerolinee Saudite furono palesemente utilizzati per far vincere un bando di gara da sei miliardi di dollari all'americana Boeing e McDonnell Douglas", aveva affermato Campbell. E proseguendo: "Nel 1994 sfumò un contratto tra la francese Thomson Csf e il governo brasiliano per la fornitura di un sistema di sorveglianza delle foreste amazzoniche. Il contratto venne vinto dalla Raytheon americana". Inoltre, sempre secondo Campbell, "la sola Francia avrebbe avuto negli anni danni commerciali per 500 miliardi di franchi belga derivanti dall'uso di queste intercettazioni".

"Chiunque sia politicamente o socialmente attivo potrebbe finire negli archivi della NSA", ha dichiarato recentemente Wayne Madsen, venti anni alle dipendenze dei servizi segreti americani. Ed ecco i primi nomi puntuali: a passarli al Sunday Times è stato un ex 007, che ha spiegato come anche il Pontefice Giovanni Paolo II e addirittura Madre Teresa di Calcutta siano finiti nei tabulati di Echelon. Così come Lady Diana ci finì, a causa delle sue attività di beneficenza. 
Curioso il caso di Mark Thatcher, figlio dell'ex primo ministro inglese Margaret Thatcher. Negli anni '80 - come ha spiegato un altro ex agente di nome Mike Frost - Margaret Thatcher avrebbe approfittato di Echelon per spiare due suoi ministri dei quali si fidava poco, delegando per ragioni di riservatezza i servizi segreti canadesi, parte attiva del progetto Echelon. Pochi anni dopo però la situazione si è invertita. E suo figlio Mark è stato a sua volta intercettato da Echelon mentre faceva da mediatore in un traffico di armi tra Regno Unito e Arabia. 

Secondo quanto ha rivelato l'ente radiotelevisivo americano CBS nella trasmissione "60 minutes", la NSA gestisce pienamente Echelon; secondo la CBS si tratterebbe di un supercomputer collegato a stazioni d'ascolto e satelliti - insieme ai servizi compiacenti di Canada, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda. Anche le telefonate di innocenti cittadini di altri paesi finiscono per essere nel mirino di Echelon. Frost fa un esempio per tutti: una donna disse in una conversazione con un'amica che il figlio aveva fatto una figuraccia in una recita scolastica, usando l'espressione "he bombed". Conseguenza: Echelon si è allertato e l'analista, incerto sul senso della frase, ha inserito la donna in una lista di persone pericolose. 
E non basta. Echelon viene usato anche per scopi interni. Frost spiega che i vari paesi che aderiscono a Echelon possono tranquillamente aggirare le leggi nazionali sulla privacy, chiedendo agli altri membri di fare il lavoro contro i propri cittadini. E cita l'esempio del suo capo in Canada, che spiò funzionari governativi britannici per conto dell'allora premier Margaret Thatcher. Il parlamento britannico può beatamente negare tutto perchè loro non hanno fatto nulla! Noi l'abbiamo fatto per loro!" (i canadesi - N.D.R.).

"Abbiamo spiato l'Europa in passato a causa della corruzione economica. E spero che gli Stati Uniti continuino a farlo". James Woolsey, ex direttore della CIA, parla chiaro e senza ombra di pentimento. Con una dichiarazione bomba, quello che fino a pochi anni fa era l'uomo più potente dell'intelligence americana ha svelato un'altra importante fetta di verità su Echelon, aggiungendo ai sospetti già avanzati dal Parlamento europeo anche il movente: l'abitudine delle imprese europee di pagare tangenti per aggiudicarsi gli appalti.

Woolsey di spionaggio industriale non vuole proprio sentir parlare: "Io uso questa espressione quando voglio dire che si spia per beneficiare direttamente una impresa. Non parlo di spionaggio industriare se gli Stati Uniti spiano una società europea per scoprire se essa sta usando la corruzione con lo scopo aggiudicarsi in Asia o America Latina appalti che non avrebbe la possibilità di vincere onestamente".


 Il principio di funzionamento della mostruosa macchina spionistica denominata "Echelon"e' di tipo "random" cioe' atto a captare una enormita' di segnali provenienti da TELEFONI PUBBLICI, CELLULARI, TELEFONI PRIVATI, FAX, POSTA ELETTRONICA, RADIO, ECC. senza discriminazioni o precedenze particolari, in pratica un enorme FILTRO elettronico ATTIVO IN TUTTO IL MONDO in maniera prevalentemente casuale.  

Il progetto operativo non si è discostato di molto da come era stato previsto e ipotizzato molti anni prima. I paesi promotori dell'iniziativa sono STATI UNITI, NUOVA ZELANDA, CANADA, AUSTRALIA E INGHILTERRA. Per certo si sa ormai che oggi i fruitori/utenti di questo sistema sono: la NSA (U.S. National Security Agency), il Government Communications Security Bureau (GCSB) della Nuova Zelanda, i Government Communications Headquarters in Gran Bretagna (GCHQ), il Communications Security Establishment in Canada (CSE) e il Defence Signals Directorate in Australia (DSD).

L'assetto tecnico di questo sistema di spionaggio è stato descritto per la prima volta dal neozelandese Nicky Hager nel suo libro "Secret Power: New Zealands Role in the International Spy Network". L'autore ha anche scoperto che questo sistema, oltre le sue funzioni prioritarie, era anche utilizzabile per gli scopi militari e politici dei servizi segreti. Hager cita un "alto funzionario" dei servizi segreti: "Visto l'alto grado di negligenza e di abusi osservati nelle istituzioni nelle cui lavorariamo, pensiamo che non sia piu' possibile tacere". Come esempi vengono citati le intercettazioni di tre organizzazioni "NGO" (Non Govermental Organisations), tra altro Amnesty International e Christian Aid, attraverso il GCHQ. La "fonte" del GCHQ dice: "Il GCHQ puo intervenire ad ogni momento nelle comunicazioni sotto forma di un controllo di routine." Vengono dimostrati "telefixies" su tre organizzazioni che intrattengono rapporti finalizzati agli aiuti per il Terzo Mondo decifrando un codice. "Non esistendo un sistema di responsabilità, diventa difficile scoprire i criteri di base per le intercettazioni, e chi non sia un possibile bersaglio di intercettazioni". 

Dal punto di vista strettamente tecnico il sistema sarebbe composto da 10 basi operative a terra, di cui 4 primarie, e di 12 satelliti spia a orbita molto bassa. La rete di computer che collega le basi fa capo a 2 server primari incaricati di elaborare il contenuto di tutte le informazioni captate. Il principio di elaborazione delle informazioni e' incredibilmente semplice, a dispetto della notevole complessita' del sistema: Vengono filtrati i messaggi alla ricerca di parole chiave precaricate in immensi dizionari elettronici multilingue (interfacciati anche con sistemi a riconoscimento vocale), un meccanismo vagamente simile a quello di tanti motori di ricerca che siamo abituati ad utilizzare su Internet ogni giorno. Queste parole chiave sono considerate strategiche, e sono tradotte in quasi tutte le lingue del mondo. 

In pratica, per fare un esempio, se viene captata una email di un tecnico che risponde al suo cliente, sara' ben difficile che ci sia una combinazione di parole chiave sufficente ad allertare ECHELON. Se invece, a banale esempio, viene captata una conversazione via telefono o un fax dove vengono ripetute piu' volte parole come "PRESIDENT" "MURDER" "KILL" "GUN" "BOMB", il sistema ECHELON fornira' un allarme ipotizzando un attentato ad un presidente. A seguito di ogni intercettazione sospetta (che la prima volta avviene in maniera pressoche' casuale), viene automaticamente messa sotto sistematico controllo la fonte. Successivamente ogni comunicazione, nessuna esclusa, proveniente da quella fonte, verra' captata, decifrata ed analizzata. Echelon e' in grado di analizzare automaticamente milioni di fax, telefonate, e-mail ogni giorno. 

Sebbene la piattaforma strutturale sia prevalentemente "random", sembra provato che alcune corsie preferenziali sono costantemente riservate al monitoraggio di talune imprese europee, "competitors" diretti di importanti realtà USA (vedi sopra).

COME DIFENDERSI? Echelon viene migliorato ogni giorno. Un sistema sembrerebbe quello di intuire quali potrebbero essere le parole "sensibili" e sostituirle con altre più comuni, per diminuire i rischi di intercettazione (un po' come si faceva durante la seconda guerra mondiale quando si usavano termini convenzionali per impedire al nemico di capire le informazioni). E la criptazione? Gli esperti sono divisi: c'e' chi sostiene che Echelon dispone delle chiavi di decriptazione (addirittura - sembra - fornite dagli stessi esperti che hanno creato i programmi di criptazione) per quasi tutti i sistemi conosciuti di protezione dei dati, e c'e' chi sostiene al contrario che ciò è tecnicamente impossibile, e che anche un comune PGP (Pretty Good Privacy) metterebbe in seria difficoltà Echelon. A sostegno di questa tesi ci sarebbe il fatto che PGP ed altri software di criptazione in passato hanno letteralmente mandato su tutte le furie i vertici dei servizi segreti delle potenze mondiali, al punto che negli USA sono stati considerati fino a poco tempo fa ITAR-restricted, cioè venivano considerati dalle leggi americane - (ITAR: International Traffic in Arms Regulations) - come armi da guerra e ne veniva quindi proibita l'esportazione. Un bluff ? Difficile dirlo, per certo c'è la conferma recente da parte della Gran Bretagna con una legge definita "RIP"(Regulation of Investigatory Powers) dove chi non fornisce le chiavi di decriptazione di un software a seguito formale richiesta, rischia da 1 a 2 anni di carcere. Mancanza di coordinamento fra servizi segreti e magistratura? Poco probabile.

Non lascia molto tranquilli neppure il recente "allentamento" sulla classificazione ITAR dei criptatori negli USA, voluta dal congresso americano con effetto dai primi mesi del 2001. D'ora in poi i software di "strong encryption" potranno essere esportati solo se destinati ad utenti finali e purché non siano venduti a paesi a rischio di terrorismo anti USA. Cosa ha determinato la svolta?  Alcune fonti ritengono probabile la raggiunta "maturità" di Echelon, che sarebbe ormai in grado di attaccare la maggior parte dei messaggi, delle comunicazioni GSM  e dei dati criptati. Questo avrebbe allentato la morsa. Altri sostengono che "la svolta" sarebbe dovuta ad un compromesso fra necessità di inercettare e bisogno di elevare la sicurezza delle transazioni commerciali (Internet - carte di credito - ecc.). In parole povere si è dato il via ad una nuova fase di sviluppo dei sistemi di sicurezza e di riservatezza dei dati, ormai non rimandabile, ma per contro la NSA avrebbe ottenuto ampie rassicurazioni (anche in termini di disponibilità economiche) da parte dell'ex presidente Bill Clinton circa l'ulteriore affinamento e completamento "al passo con i tempi" delle tecniche di intercettazione dei flussi criptati. 

Electronet.


La commissione Europea cosa fa ? In Europa ufficialmente il caso fu sollevato dai parlamentari  dell’Unione Europea con interrogazioni scritte. Per tutte riportiamo quella presentata alla Commissione europea da Daniela Raschhofer (NI) l’11 maggio ’98 e registrata con il numero E-1429/98

Come risulta dalle informazioni della Commissione giuridica e per i diritti dei cittadini, il servizio segreto americano intercetta normalmente in Europa, tutta la posta elettronica, le telefonate e i fax. A quanto afferma la relazione della commissione, le informazioni così ottenute vengono trasmesse via satellite a Fort Meade nel Maryland (cioè alla centrale del servizio segreto). Secondo un servizio dell’emittente televisiva tedesca ARD, anche le reti di telecomunicazione dell’Unione europea sono soggette a intercettazioni su base permanente da parte del servizio segreto degli Stati Uniti (NSA)

1.     E’ noto alla commissione che l’NSA si è inserito nella rete informatica UE ed in tal modo ha ottenuto informazioni riservate in merito ai negoziati GATT?

2.     In caso affermativo, quali precauzioni ed interventi tecnici sono stati adottati per impedire l’accesso ai dati confidenziali?

3.     Sa la Commissione se il servizio segreto USA è riuscito ad accedere ad ulteriori serie di dati ovvero ad altre reti?

4.     Dispone la Commissione di informazioni da cui risulti se tali attività del servizio segreto americano interessino anche, direttamente o indirettamente, il Parlamento europeo?

Il 25 giugno del ’98 la commissione diede la seguente risposta.

1.     Se si prescinde da notizie pubblicate dalla stampa, la commissione non dispone di elementi di sorta che avvalorino queste informazioni.

2.     La Commissione resta nondimeno vigilante per difendere gli interessi della Comunità e continua a intensificare i propri sforzi per migliorare la sicurezza delle sue reti di trasmissioni dati, soprattutto per quel che riguarda le comunicazioni via posta elettronica. La commissione condanna qualsiasi tipo di attentato per violare la confidenzialità delle informazioni detenute o trasmesse dalle istituzioni comunitarie.

3.       e 4. Si rinvia l’onorevole parlamentare a quanto risposto nei due punti precedenti.

Da allora le cose non sono cambiate. 


E L'Italia? Recenti indiscrezioni hanno cominciato a girare a proposito di un ruolo tutt'altro che marginale dell'Italia. Sarebbe (ovviamente non è provato) stato affidato alla nostra nazione un ruolo importante nel campo dell'intercettazione specifica delle conversazioni radio HF/VHF/UHF, mediante una base di ascolto situata in Puglia, nelle vicinanze di S. Vito dei Normanni. Un sistema di antenne circolari concentriche assicurerebbe infatti un analisi talmente vasta dello spettro delle onde radio, da far ragionevolmente pensare che superi (e non di poco secondo gli esperti) le esigenze prettamente militari, anche quelle eventualmente legate al monitoraggio di eventi missilistici (era un ipotesi, poi accantonata per via di alcuni dettagli nella struttura delle antenne, che fanno in realtà pensare ad un "orecchio" esageratamente ampio per simili usi). 

Non ci sono conferme, ma aggiorneremo questa pagina in caso di novità degne di un qualche riscontro oggettivo.


Agli atti c'e' un interrogazione parlamentare dell'On. Semenzato del 26/02/2000 che riportiamo per esteso:

sab, 26 feb 2000

Interrogazione del Senatore Stefano Semenzato,

Vicepresidente del gruppo parlamentare dei Verdi

al Presidente del Consiglio dei Ministri

Premesso che:

considerato che:

per sapere:

Sen. Stefano Semenzato

RECENSIONI  SUL TEMA


Tratto dal quotidiano "La Repubblica" -  Tutti i diritti riservati al quotidiano e all'autore dell'articolo.
Intervista con Andrea Monti, autore del libro "Spie, segreti e codici cifrati"

Contro le intercettazioni l'arma della crittografia

ROMA - "Segreti, spie, e codici cifrati". Questo il titolo di un libro su Echelon e sulla crittografia che uscirà in aprile. L'ha scritto Andrea Monti, avvocato, esperto di diritto delle tecnologie e, insieme a Corrado Giustozzi ed Enrico Zimuel, coautore dell'analisi sugli hacker italiani "Spaghetti Hacker".

Quali sono i suoi nuovi elementi di analisi su Echelon, oltre a ciò che è scritto nel rapporto Stoa?
"Credo che il rapporto Stoa abbia evidenziato solo la punta dell'iceberg. Se si analizza la storia della 'intelligence community' a partire dagli inizi del secolo si percepisce chiaramente l'esistenza di un legame indissolubile fra lo sviluppo di sistemi crittografici (quelli che proteggono le comunicazioni), crittanalitici (quelli che rompono le protezioni crittografiche), e tecniche di intercettazione. Per capire Echelon bisogna partire da un dato storico: gli Stati Uniti sono il paese che detiene la leadership in materia di crittografia. E anche se all'estero ci sono fior di scienziati, non c'è nessun altro stato che ha investito in modo così massiccio nello sviluppo dei sistemi di
intercettazione".

Quindi il suo parere è che il sistema di intercettazione Echelon esista.
"Anche volendosi limitare alle sole prove indiziarie, non è un mistero che grosse aziende dell'Information Technology abbiano fra gli acquirenti dei loro supercomputer le Law Enforcement Agencies americane. Cosa ci si fa con tutta quella potenza di calcolo? Inoltre era già noto da tempo che già i satelliti Rhyolite,messi in orbita negli anni '70, fossero strumenti di intercettazione. Infine c'è l'attuale normativa americana, che vieta l'esportazione di crittografia forte, cioè difficile da decrittare. E' ragionevole pensare che esistano infrastrutture tecnicamente in grado di fare ciò che si attribuisce a Echelon. E non mi sembra il caso di scandalizzarsi più di tanto per la scoperta di un segreto di Pulcinella. Mi sembra più che normale che un paese cerchi di tutelare i propri interessi sia interni sia di politica estera, anche ricorrendo a strumenti tecnologici come le intercettazioni. Il problema serio è che quando ci si occupa di questi argomenti è molto facile scivolare nella fantascienza arrivando a ipotizzare congiure internazionali. Invece bisogna conservare un approccio molto laico".

Nessuno si scandalizza, ma allora perché tanto rumore su Echelon e sulla violazione della privacy? 
"Non mi preoccuperei tanto dell'eventuale lesione della riservatezza. Siamo seri, vogliamo credere che si possa andare a bussare alla porta del dipartimento della Difesa americano e chiedere loro di evitare di intromettersi nella vita privata di 56 milioni di italiani? Mi sembra invece importante un altro tema posto dall'esistenza di sistemi come Echelon, e cioè la limitata trasparenza nel modo di operare delle istituzioni che gestiscono i sistemi di segretezza. Se da un lato è irragionevole pensare di vietare l'impiego di certi sistemi per tutelare gli interessi collettivi, ad esempio dalla criminalità, dall'altro è doveroso individuare una chiara responsabilità istituzionale che si faccia garante della regolarità delle intercettazioni. E poi sarebbe questo il momento giusto per consentire anche in Italia l'accesso ai documenti che riguardano settori critici, con una legge analoga al Freedom of Information Act che negli Stati Uniti si è dimostrata un potente mezzo di democrazia diretta".

Torniamo al legame tra intercettazioni e crittografia.
"Una crittografia difficile da violare renderebbe più complessa, e al limite inutile, l'attività di intercettazione. Ora, la linea politica statunitense è
diretta da un lato all'espansione dei poteri di intercettazione, dall'altro a limitare la diffusione di crittografia che gli organismi governativi non possono rompere. Quest'ultimo obiettivo è perseguito con una rigida politica di divieti di esportazione di crittografia forte che rappresenta il tentativo di frenare la diffusione su larga scala di strumenti crittografici".

Quali sono le leggi che regolano questa materia?
"A livello internazionale esiste l'accordo di Wassenaar che regola fra l'altro l'esportazione di beni dual use, cioè di quei beni utilizzati nel settore civile che però sono anche di interesse militare. La crittografia è considerata uno di questi beni e quindi non può essere esportata verso certi paesi. Contro questo accordo la Global Internet Liberty Campaign, e in Italia Alcei, hanno una posizione molto critica con la campagna internazionale "La crittografia
non è un'arma". A livello comunitario, sul problema centrale della regolamentazione della crittografia, che è considerata uno strumento essenziale per la tutela della riservatezza e per lo sviluppo del commercio elettronico, è stata lasciata 'libertà d'opinione' a ciascuno Stato". (a.u)

(20 marzo 1999)


Sempre in Italia: un articolo apparso sulla Repubblica del 23/02/2000 a cura di Annalisa Usai:

ROMA - "Se è vero, come dice il rapporto del Parlamento europeo, che una delle centrali di informazioni di Echelon è in Italia, sarebbe utile un'iniziativa del nostro governo". Il garante per la privacy Stefano Rodotà, a Bruxelles per il summit sulla privacy nell'e-commerce tra Usa e Ue, anticipa il tema dei lavori alla Commissione libertà e diritti dei cittadini dell'Europarlamento. Che affronta quattro nuovi "rapporti Echelon", scritti tra aprile e agosto 1999 da alcuni giornalisti investigativi, militanti della privacy ed esperti europei a vario titolo. Quattro studi che affrontano soprattutto i "rischi di abuso economico" nelle "nuove tecnologie di sorveglianza elettronica". Un modo burocratico ma politicamente corretto di nominare Echelon, la rete di spionaggio globale che i servizi segreti Usa, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda avrebbero costruito dopo la guerra, sospettata da anni di intercettare tutte le comunicazioni via telefono, fax, telex, Internet. "Echelon è una minaccia per la democrazia, e ora sulla questione devono intervenire anche i governi nazionali europei", ha detto Rodotà.

Il motivo per cui il governo italiano dovrebbe intervenire è probabilmente contenuto in due capitoletti scritti dal giornalista scozzese Duncan Campbell in uno dei quattro rapporti Echelon in questione. Il primo passaggio riguarda le intercettazioni radio. Scrive Campbell: "Nel 1964 sistemi di intercettazione delle comunicazioni radio sono stati installati a San Vito dei Normanni, Italia, Chicksands, Inghilterra e Karamursel, Turchia". Nel secondo, dove Campbell descrive il funzionamento della raccolta dei dati intercettati, si legge che "negli anni Ottanta la Nsa Usa ha intercettato comunicazioni designate come Frd (french diplomatic) e il Gchq britannico decifrava i messaggi Itd (italian diplomatic)".

Dell'esistenza di Echelon si parla dal dicembre 1997, quando la Commissione libertà civili dell'Europarlamento esaminò un primo rapporto Echelon. In quel rapporto si parlava di un "grande fratello" controllato dalla super potente agenzia di spionaggio statunitense Nsa, un network che teneva sotto controllo sindacalisti, leader politici dissidenti, privati cittadini, attivisti dei diritti umani, minoranze religiose in tutto il mondo. Affermazioni che avevano provocato titoli in prima pagina in tutti i giornali del pianeta.

Affermazioni poi smentite (ma non altrettanto divulgate) dai successivi studi su Echelon, voluti sempre dalla stessa Commissione dell'Europarlamento. Rapporti che avevano ridimensionato la portata del network di spionaggio: Echelon in realtà, avevano scritto Campbell e altri, è soprattutto un sistema di spionaggio economico Usa ai danni dell'Europa. "Tutti i fax e le telefonate tra il consorzio europeo Airbus e le aerolinee saudite furono utilizzati per far vincere un bando di gara a sei miliardi di dollari alla Boeing e McDonnell Douglas", aveva affermato Campbell. E ancora: "Nel 1994 sfumò un contratto tra la francese Thomson Csf e il governo brasiliano per la fornitura di un sistema di sorveglianza delle foreste amazzoniche. Il contratto venne vinto dalla Raytheon americana".

Il titolo "Echelon spia anche i diplomatici di Roma e Parigi" fa gola, ma ciò che sta succedendo in queste ore a Bruxelles ha a che fare con questioni forse più attuali. Non si tratta infatti di vecchi episodi stile guerra fredda, o di protezione della privacy di governi e cittadini. Si tratta piuttosto di commercio mondiale, elettronico e meno, e delle complesse relazioni economiche tra Europa e Stati Uniti. Si tratta si stabilire nuove regole, ad esempio, nei rapporti con la Libia, con l'Iran e con quegli altri paesi del Medio Oriente che gli Usa hanno bandito perché terroristi. Paesi con cui invece l'Europa vorrebbe intrattenere (e in parte già intrattiene) relazioni economiche fiorenti. Stati Uniti ed Echelon permettendo.

(23 febbraio 2000)


Gennaio 2001: Conferme sull'attività di spionaggio degli USA ai danni dell'Europa. Sommergibili spia nel mediterraneo a caccia di cavi a fibre ottiche posati sui fondali; probabilmente attività integrate nella rete Echelon.

FONTE ANSA  - Gennaio 2001: E’ scritto nero su bianco: grazie a speciali sommergibili gli Stati Uniti tengono sotto controllo anche le informazioni che circolano sui cavi a fibra ottica posati nelle profondita' del Mediterraneo. La denuncia proviene dal giornalista scozzese Duncan Campbell che, in un libro-denuncia con cui fa il punto su Echelon, il controverso sistema di spionaggio elettronico creato dagli Usa, l'intercettazione dei cavi sottomarini e' proseguita dopo la fine della guerra fredda e, nel 1985, e' stata estesa al traffico che corre nei fondali del Mediterraneo.

Nel suo libro ''Surveillance electronique planetaire', presentato nel febbraio 2000 al Parlamento europeo, il giornalista rivela che questa funzione di spionaggio subacqueo (non limitata al Mediterraneo) e' stata affidata in primo luogo al sommergibile 'Parche'. Sempre secondo Campbell gli Stati Uniti ritengono l'intercettazione dei cavi subacquei talmente importante che hanno deciso nel 1999 di trasformare in una sofisticatissima centrale d'ascolto il sottomarino nucleare 'Jimmy Carter' che sarà operativo nel 2004, grazie ad una radicale e costosissima opera di riconversione.

Il consiglio di Campbell per sfuggire ai sistemi automatizzati stile Grande Fratello è dunque quello di inviare via fax i messaggi scritti a mano. Se non sono diretti ad un numero sotto sorveglianza speciale non saranno decifrati e fileranno lisci senza interferenze.


Echelon e satelliti spia. Lo stato dell'arte (clicca qui).


Ulteriori aggiornamenti a breve. Echelon non smette di stupire per la sua invasività (alla faccia della segretezza). Da più parti piovono segnalazioni legate all'attività di Echelon. Stiamo esaminando altre segnalazioni e altri documenti, alcuni davvero interessanti e in buona parte inediti, almeno in Italia. Stay tuned!


 Documento pubblicato nel sito Electronet Modena Italy 

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