CHAT-LINES
Da almeno dieci anni le "chat-lines" sono uno dei fenomeni trainanti di Internet. In Italia sono ormai milioni gli utenti che ogni giorno si rivolgono a questi servizi. Non tocca a noi esprimere punti di vista, ma è inevitabile sottolineare che tali mezzi di socializzazione e conoscenza vengono solitamente visti come incomprensibili da parte di chi svolge normale vita di relazione.
La psicologa Robin Abrahams della statunitense Harward Business School ha lanciato un singolare allarme nel 2007 tramite la testata Daily Telegraph. Secondo la Abrahams negli ultimi 30 anni la percentuale di persone da considerarsi "timide" (non si sa in base a quale metro di valutazione) sarebbe aumentata di almeno dieci punti, raggiungendo il 50% del totale della popolazione nei paesi sviluppati. La principale causa di questa tendenza sarebbe la tecnologia (SMS, email, chat, telefonini, ecc.) che favorisce contatti a distanza riducendo significativamente le occasioni di contatti tradizionali "faccia a faccia". Tuttavia è noto che chi svolge tale professione va sempre approcciato con cautela: è nota ad esempio la tendenza degli psicologi a confondere i problemi dei pazienti con i propri. Appare quantomeno semplicistico affermare che la tecnologia è la causa di questa tendenza; forse il ricorso alla tecnologia non è la causa bensì uno degli effetti di una crescente difficoltà a socializzare che nasce anche da ritmi di vita serrati, dalla diffusione smodata di valori come il denaro e il successo che necessitano di un humus basato su cinismo, velocità ed egocentrismo, dalla paura della criminalità e delle diversità etnico-culturali di un contesto sempre più multirazziale, ecc........ Ma le chat-lines sono sotto accusa anche per altri motivi, sostanzialmente molto più concreti dei vari aspetti più o meno psicologici: sono considerate da qualche anno le principali "cause" di separazioni, divorzi e di una promiscuità sessuale in rapido aumento (con conseguenti rischi tangibili per la salute come il riacutizzarsi di AIDS e Epatiti dopo un lungo periodo di trend al calo grazie agli sforzi delle varie organizzazioni per la sanità pubblica).
E' indubbio che la maggior parte degli utenti delle chat sono seri e corretti, ma è altrettanto noto che l'anonimato, il distacco fisico e l'apparente anarchia di Internet rappresentano un'attrazione irresistibile per una folta schiera di soggetti fortemente disturbati nella sfera sessuale o psichica, persone con gravi difficoltà relazionali, pedofili, soggetti interessati da gravi forme depressive o disturbi della personalità, e numerosi soggetti con un concetto assai vago della legalità, dell'educazione e del rispetto per le donne in particolare. L'ambiente virtuale pare semplicemente perfetto per coltivare doppie personalità, per tentare truffe e raggiri e per mettere in atto il comportamento sessuale in assoluto più disgustoso del genere umano: la pedofilia.
La domanda più frequente che ci viene rivolta è ovviamente di carattere tecnico: "come fare a scoprire chi è il seccatore di turno?". In estrema sintesi ben poco senza una formale denuncia, quindi in assenza di eccessi da codice penale.
Moltissimo invece si può fare sul fronte della consapevolezza e della prevenzione.
Vediamo in sintesi una raccolta dei problemi più comuni legati alle chat-lines.
SCARY: più che una tecnica una beffa formulata per disturbare e turbare. Può capitare che si presentino in chat dei sedicenti "hacker" i quali minacciano di essere in grado di poter fare al computer della vittima tutto ciò che vogliono (scare tactics). Dicono di poter spiare ogni mossa della vittima e di poter entrare nel PC quando vogliono. Questo atteggiamento può arrivare a destare un vero e proprio senso di panico nell'utente inesperto.
DIFESA: Un vero hacker, realmente in grado di mettere in pratica tali minacce, probabilmente non è la persona più simpatica e più limpida che si può sperare di conoscere ma per certo non è neppure un imbecille di bassa leva: è semplicemente improbabile che un vero hacker perda il suo tempo nelle chat in questo modo. La difesa è tutta in due semplici domande: sono state attuate le tecniche di difesa necessarie per navigare in sicurezza? Si è evitato di fornire dati personali e elementi utili a identificare e inquadrare la nostra vita privata? Se la risposta è affermativa ad entrambe le domande lasciate che il personaggio continui nelle sue minaccie fino a stancarsi e vedrete che non accadrà assolutamente nulla di significativo.
PING BOMBING E NUKES: ci si avvale di appositi programmini, facilmente reperibili e scritti per rallentare e disturbare la connessione Internet. Nulla di grave: nella maggior parte dei casi tutto quanto può succedere è di doversi disconnettere temporaneamente da Internet. Sebbene sembri una diavoleria, in realtà è una tecnica banale.
DIFESA: E' sufficiente un firewall che non replica ai "ping" in ingresso (black-hole) mandandoli in timeout.
TRASMISSIONE DI FILES: vari sistemi di chat consentono lo scambio di files tramite protocollo DCC. In alternativa vengono inviati files tramite il programma più di moda del momento: Windows Live (Messenger). Una volta acquisita la fiducia da parte della vittima, il seccatore trasmetterà dei file spacciandoli per immagini, foto, documenti, programmi copiati, utilities, MP3, ecc. Questi files ovviamente saranno inerenti la discussione in corso. Questo caso è pericoloso, perchè si può vedere installata nel PC una Backdoor o un Trojan. In alternativa si invita la vittima a scaricare un file da un determinato sito (es. utility, MP3, giochi, ecc.) fornendo il relativo link. In situazioni di questo tipo scansionare sempre il file scaricato con un buon antivirus aggiornato prima di installarlo e, se l'esito della scansione è negativo, scansionare nuovamente l'intero PC subito dopo l'installazione per maggiore tranquillità.
DIFESA: spesso (ma non sempre) è sufficiente controllare il file prima di aprirlo con un antivirus aggiornato. Per maggiore sicurezza è opportuno scansionare anche l'intero PC dopo l'installazione (qualora si tratti di un programma di installazione) perchè alcuni virus e alcuni trojan possono essere rilevati solo dopo un'installazione. La miglior tecnica di difesa però è nel semplice buon senso: non accettare caramelle da sconosciuti con troppa disinvoltura. In pratica rifiutare (o non aprire) links o files inviati da utenti che non abbiamo ancora inquadrato o che non ci convincono del tutto per quanto riguarda comportamenti e/o argomenti. Ancora una volta ricordiamo infine che un buon antivirus non basta: deve sempre essere accoppiato ad un buon firewall anch'esso aggiornato all'ultima versione disponibile.
EXPLOITS: i disturbatori possono facilmente avere accesso alle informazioni contenute nei numerosi siti hacker, dove vengono periodicamente documentate le falle (bugs) nella sicurezza dei software più diffusi. Non di rado vengono anche descritte passo-passo le tecniche per sfruttare queste falle e addirittura viene reso disponibile un programmino ad hoc.
DIFESA: E' importante avere sempre la versione più aggiornata del programma di chat (o del browser Internet se si tratta di un sito), dove spesso le falle più pericolose sono state sistemate. Questo naturalmente oltre al "solito" antivirus aggiornato e al "solito" firewall (sempre entrambi indispensabili a prescindere!).
RICATTI E ADESCAMENTI: La vera principale insidia delle chat non ha nulla di tecnologico: il malintenzionato inizia un lungo e paziente lavoro finalizzato ad acquisire la fiducia e la stima della vittima con lo scopo ultimo di ottenere un incontro nella vita reale; è sottointeso che molti contatti hanno questo scopo e non c'è assolutamente nulla di male. Ma è evidenziato dalle cronache e da molti atti giudiziari che c'è una significativa incidenza di molestie, ricatti, violenze, ecc. che hanno come comune denominatore la "conoscenza online".
DIFESA: prima di tutto difendere accuratamente l'anonimato nei primi contatti. Mantenetevi il più a lungo possibile in condizioni tali da impedire all'interlocutore un'identificazione nella vita reale. Per fare ciò non sopravvalutate mai le proprie capacità, perchè mantenere l'anonimato nell'era tecnologica è molto più difficile di quanto sembri.
Qualche suggerimento generale per la vostra sicurezza e la vostra privacy:
a) Non comunicare a primo contatto il vero indirizzo di residenza o domicilio, dati personali, numeri telefonici, luogo di lavoro, ecc. In particolare non comunicare indirizzi email appartenenti a dominii aziendali o contenenti nome e cognome, che possono rivelare facilmente identità e/o luogo di lavoro. Analogamente sarebbe meglio evitare servizi come FaceBook, Twitter, ecc. Tenere presente che i dominii aziendali o privati delle email possono essere facilmente "risolti" e forniscono spesso tutti i dati inerenti il proprietario del dominio. Preferire quindi servizi di mailing con dominii come Hotmail, Virgilio, GMail, ecc.
b) Cautela anche nel fornire il numero di cellulare: è ottima abitudine dotarsi di una SIM card secondaria (non quella utilizzata tutti i giorni). Questo banale accorgimento potrebbe rivelarsi assolutamente prezioso per difendersi dal fenomeno delle molestie telefoniche. Inoltre raccomandiamo di non considerate mai realmente anonimo un numero di cellulare.
d) Non comunicare dove si risiede, soprattutto se si tratta di un paese o di una piccola città di provincia: interlacciando opportunamente informazioni apparentemente frammentarie e disorganiche è possibile rendere la ricerca di una persona relativamente facile anche senza disporre di un indirizzo preciso.
e) I canali virtuali per conoscenze esplicitamente finalizzate a scopi sentimentali o sessuali dovrebbero far elevare esponenzialmente l'attenzione rispetto a canali dove semplicemente si scambiano chiacchiere, informazioni generali, pareri, ecc. Sicuramente anche in questi casi molte persone sono normali e corrette, ma è ragionevole ipotizzare che le caratteristiche di questi mezzi possano attirare anche una nutrita schiera di persone con seri guai psichici o relazionali, o quantomeno con un concetto particolarmente personalizzato del rapporto uomo-donna. Ci riferiamo in particolare a chi cerca esplicitamente amore o sesso facendo incredibilmente vere e proprie dichiarazioni d'intenti a gente mai vista, soprattutto se si tratta di una persona di mezza età con un aspetto gradevole ma senza un vissuto sentimentale fatto anche di scelte importanti e responsabili. Non sappiamo se sia davvero possibile in questi siti, ma se possibile sarebbe opportuno privilegiare i contatti amichevoli, equilibrati e realistici, scartando i casi in cui vengano ipotizzati obiettivi di qualsiasi natura e privilegiando i contatti dove sia possibile inquadrare un po' anche il passato della persona.
Secondo i dati reperiti online nel sito "Guida Incontri.it", quello dei siti Internet finalizzati all'amore o al sesso sarebbe un vero e proprio boom di proporzioni mastodontiche, un business colossale che ha coinvolto milioni di persone solo in Italia. Siti che dichiarano un numero impressionante di iscritti se rapportati alla popolazione escludendo anziani e minori: ipotizzando che anche solo un quarto di tali numeri corrisponda a verità (gente realmente iscritta e che frequenta quantomeno saltuariamente queste specifiche chat-lines), si può comunque parlare di un vero e proprio fenomeno di massa con riflessi enormi su sicurezza, privacy e salute collettiva.
f) Qualche tempo fa siamo stati contattati da una persona che chiedeva come poteva essere possibile che, in chat, qualcuno avesse scoperto il suo vero nome, che lavoro faceva e la sua vera città di residenza, visto che online aveva fornito solamente un indirizzo email anonimo di un provider gratuito e un nome di fantasia. Il "caso" (in verità facilino) è stato risolto in mezzo minuto: è bastato digitare quell'indirizzo email su Google per scoprire che la persona anni fa aveva postato un commento in un forum per richiedere un banale consiglio informatico su una stampante, lasciando l'email per essere eventualmente contattata allo scopo di ricevere dei drivers. Nel post risultava anche il suo lavoro, la sua età, la città di residenza e ulteriori elementi che potevano svelare informazioni aggiutive in modo deduttivo. In un altro caso, balzato agli onori delle cronache, un dirigente di un'azienda ha digitato in Google l'indirizzo email personale di un neoassunto: in un istante sono emersi interventi in forum, blog con convinzioni poliche, sessuali e personali, ecc. che hanno permesso di tracciare un profilo dettagliato. Ciò che è emerso non è risultato gradito all'azienda e il neoassunto è stato licenziato in tronco. Dimenticanze o banalità come queste possono dare indicazioni utili anche dopo un decennio e far sembrare chiunque un provetto Sherlock Holmes o un mago informatico.
g) Nel caso di incontri reali consigliamo di attenersi a semplici precauzioni sostanzialmente dettate dal buon senso: non accettare un primo incontro nelle ore serali e/o non impegnarsi a svolgere attività sessuali con una persona mai vista. D'altronde basta pensarci un attimo: se la persona che incontrate si rivela diversa da quanto sembrava online e non vi piace.... anche un'ora per mangiare una pizza può sembrare un'eternità. Sarebbe ottima cosa limitare un primo incontro a orari diurni preannunciando che non si avrà molto tempo disponibile. Stabilire come luogo di incontro un locale pubblico o un luogo affollato (una piazza, una via cittadina centrale, un centro commerciale, ecc.) preferibilmente non nelle vicinanze del luogo di residenza o domicilio. Non far vedere la targa della propria auto al primo incontro (in pochi minuti e con pochi euro è possibile sapere a chi appartiene un veicolo con indirizzo, ecc. bastano pochi click online). Non rivelare la propria reale identità e/o dati utili all'identificazione al primo incontro. E' consigliabile infine coinvolgere e informare dettagliatamente una persona di particolare fiducia che, se possibile, si renda disponibile a mantenersi a breve distanza dal luogo dell'incontro. Allo scopo, per facilitare la presenza a distanza di questa persona e per darvi maggiore tranquillità, può essere sufficiente un piccolo localizzatore satellitare dotato di microfono (tramite il quale ascoltare in diretta cosa succede e casomai rintracciarvi rapidamente in caso di problemi), oltre ad un buon spray al peperoncino.
Per i minori: riferite sempre a genitori, parenti, insegnanti, ecc. qualsiasi tentativo di approccio che non convinca, in particolare domande a sfondo sessuale o insistenze nell'ottenere indirizzi di scuola o ritrovi nel dopo-scuola. E' quasi impossibile una persona molto più adulta di voi insista per conoscervi o frequentarvi solamente per fare amicizia, senza secondi fini! Non fatevi incantare dal fascino dei regali, dei facili guadagni, del lusso o delle vite spericolate: nessun guadagno vale il vostro futuro e le vite spericolate lasciatele a furbacchioni come il mitico Vasco Rossi. Se vi sentite in seria difficoltà entrate nel primo posto di Polizia: anche se la situazione sembra senza via di uscita ai vostri occhi, sicuramente non sarà ai loro occhi e sapranno cosa fare! Massima attenzione anche nel caso di approcci un po' strani da parte di coetanei o quasi (particolarmente se non li avete mai visti prima): la cronaca ha registrato casi di minori utilizzati per avvicinare altri minori senza insospettirli, ma dietro c'erano degli adulti.
E terminiamo con una riflessione non pessimistica e non ottimistica, bensì semplicemente realistica: il mondo è pieno di persone che una volta si fidavano, poi sono diventate diffidenti. Purtroppo non si può dire altrettanto della tendenza opposta e un motivo deve pur esserci.
Electronet.
Denuncie via Web di reati telematici e pedofilia.
TERMINOLOGIA TECNICA
DELLE CHAT
1) IRC (Internet Relay Chat). E' un protocollo di
comunicazione che consente di scambiare messaggi "real time".
2) IRCX (Internet Relay Chat Extension). E' lo stesso
protocollo di cui sopra con alcune funzionalità aggiuntive.
3) CTCP (Client to Client protocol). Serve a fornire all'altro utente
informazioni parallele quali orario locale, versione del programma in uso, ecc.
o per attivare la chiamata in programmi ad esempio come Netmeeting.
4) DCC (Direct Client to Client protocol). E' un protocollo preposto
unicamente al trasferimento di files.
Documento pubblicato nel sito Electronet Modena Italy
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