Ingresso catalogo online.









 INTERCETTAZIONI

Aprile 2010. 
Dopo lungo periodo di latenza nei meandri di Camere e Senati, salvo colpi di scena dell'ultimo minuto la morte di fatto delle intercettazioni è ormai realtà e passerà alla storia come il più grande regalo che un governo della Repubblica Italiana abbia mai fatto al crimine. La volontà ufficiale è quella di contenere gli innegabili abusi che si sono verificati a livello di privacy. In realtà emergono elementi che, di fatto, rendono le intercettazioni molto più difficili da mettere in atto e nulla hanno a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini. 
La "soluzione finale" è stata preparata con cura già nel 2009, enfatizzando il caso Genchi in maniera oggettivamente incomprensibile. L'approvazione da parte della Camera è avvenuta subito dopo le elezioni europee 2009 per evitare un tracollo di consensi elettorali. Nonostante la gravissima crisi economica e il disastro di un prodotto interno lordo arretrato di un decennio in pochi mesi, il governo ha ritenuto che la questione intercettazioni fosse cosa assolutamente prioritaria. 
Tutto ciò avviene in Italia, ad opera di un governo che ha vinto le elezioni soprattutto grazie a promesse come "ridurre la criminalità" e "certezza della pena". Dulcis in fundo avviene proprio mentre altre nazioni occidentali stanno mettendo a fuoco l'importanza delle intercettazioni e stanno muovendosi in maniera diametralmente opposta. Innumerevoli sono stati i fatti di cronaca dove, senza intercettazioni, stupratori, corrotti, corruttori, tangentisti, bancarottieri, pedofili e criminali di ogni tipo sarebbero ancora liberi di ammazzare, di rubare, di torturare, di delinquere o di occupare poltrone con la massima tranquillità. I fautori di tale provvedimento propongono motivazioni senz'altro lodevoli: innanzitutto la difesa della privacy (nessuno ha capito cosa c'entra la privacy nei provvedimenti in atto, ma fa lo stesso). Poi il fatto che l'Italia è la nazione occidentale dove il ricorso alle intercettazioni è più massiccio (omettendo tuttavia di far notare con altrettanta enfasi che l'Italia è anche la nazione occidentale con il più alto tasso di criminalità).
Ma perchè tutto ciò comporterà d'ora in poi ostacoli spesso insormontabili alle intercettazioni disposte dalla Magistratura? Vediamo come si realizzerà (salvo, lo ripetiamo, correttivi dell'ultimo minuto) questo scempio per la giustizia e per la sicurezza nonchè, indirettamente, la più mastodontica "amnistia di fatto" della storia moderna. 


"GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA".
Finora i giudici hanno disposto intercettazioni sulla base di "gravi indizi di reato" (equa impostazione fra garantismo e bisogno di indagare). Ora si passa ai principi dei "gravi indizi di colpevolezza" e "assoluta indispensabilità delle intercettazioni". Con tali principi nessuna intercettazione sarà più possibile se non ci sono già elementi concreti di presunta colpevolezza in capo al soggetto da intercettare. Ma, nel momento in cui sono già disponibili elementi tali da poter affermare che qualcuno è gravato di "gravi indizi di colpevolezza", a cosa servono le intercettazioni? 
Pensiamo a quelle migliaia di casi in cui solo le intercettazioni possono fornire i "gravi indizi di colpevolezza" di cui si accenna, ad esempio i reati dei "colletti bianchi". Assumiamo in via del tutto esemplificativa che il 50% di questi casi riguardino innocenti, l'altro 50% però verrà di fatto continuamente amnistiato alla faccia della sicurezza dei cittadini e della certezza della pena.
Da notare che le intercettazioni sono uno strumento intrinsecamente molto garantista, perchè spesso aggravano una posizione solo in base ad elementi oggettivi (quindi riducono il rischio di valutazioni distorte, di testimonianze false o lacunose e di errori umani). Per contro possono anche scagionare totalmente un sospettato prima ancora di mandarlo sotto processo.
Chi non ha nulla da nascondere può al massimo auspicare maggiore riservatezza e serietà nel trattamento delle informazioni (l'unica cosa di cui si percepiva effettivo e urgente bisogno). Un ampio schieramento trasversale in seno al parlamento invece ha voluto comprimere drasticamente le intercettazioni in quanto tali, mascherando ciò con l'uso talvolta distorto delle informazioni che ne derivano.

"DURATA LIMITATA DELLE INTERCETTAZIONI".
Con questa modifica, qualsiasi cosa succeda l'intercettazione non potrà durare complessivamente più di due mesi. Ciò sarebbe fantastico se venisse promulgata un'altra legge che dicesse più o meno: "Carissimi criminali, qualsiasi crimine vogliate commettere sbrigatevi perchè dovete farlo entro due mesi! Se invece avete già compiuto un crimine dovete darci la possibilità di ottenere conferme in fretta!". Inutile dire che i criminali non ci pensano proprio, anzi.... sommando "gravi indizi di colpevolezza", "assoluta indispensabilità" e "durata limitata" senz'altro se la ridono.

LE INTERCETTAZIONI NON POTRANNO PIU' ESSERE DISPOSTE DA UN SOLO GIUDICE BENSI' DA UN COLLEGIO DI TRE GIUDICI. Visto che i giudici non sono tanti e non si tirano le dita, soprattutto nei piccoli tribunali del sud, questo lascia facilmente intravedere un ulteriore ostacolo. In pratica, soprattutto in certe realtà disastrate di frontiera, diviene più facile trovare la moneta da tre euro che trovare tre giudici che decidano collegialmente sull'esistenza di "gravi indizi di colpevolezza". Da notare che i tre giudici che dispongono le intercettazioni non devono essere (o non dovranno diventare) anche GIP, GUP, PM, riesaminatori, ecc. del procedimento pena rischio di ricusazione. 
I criminali, a bocca aperta per tanta cortesia, ringraziano.

LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI DOVRANNO AVVENIRE SOLO NEI LUOGHI DOVE SI COMMETTE IL REATO. 
Esistono due grandi tipologie di intercettazione, quelle telefoniche (solitamente disposte presso le centrali degli operatori di telefonia fissa o mobile) e quelle ambientali solitamente operate piazzando microspie. Da notare che, dopo la pubblicità smisurata fatta alle intercettazioni telefoniche, era cosa nota che i delinquenti non si fidavano più dei telefoni quindi le intercettazioni ambientali andavano via-via assumendo maggiore peso. Il governo è stato quindi previdente limitando le intercettazioni ambientali solamente "ai luoghi dove si ha fondato sospetto che si commettano dei reati" (inutile dire che se i governi fossero sempre così previdenti e tempestivi anche per questioni che riguardano i cittadini onesti, le cose andrebbero ben diversamente).
Ad esempio: finora sono stati ammessi in giudizio anche gli indizi di colpevolezza acquisiti con microspie ambientali piazzate nella casa del criminale. Quindi se il criminale parlava di un atto commesso (o da commettersi) altrove era incastrato. Analogamente questa pratica ha portato a innumerevoli e importanti successi investigativi svelando retroscena talvolta non attinenti l'indagine in corso, bensì altre indagini magari archiviate da tempo. 
Ora, per l'ammissione della prova, la microspia deve essere piazzata proprio nel luogo dove il criminale commette il reato (non sarà tuttavia previsto idoneo stanziamento di bilancio per dotare Procure, GIP e Forze dell'Ordine delle sfere di cristallo o delle consulenze di veggenti e sensitivi allo scopo di sapere in quali "luoghi si commetteranno i reati").
Tangentisti, spacciatori, sicari, pedofili, stupratori, bancarottieri, estorsori, ecc. a questo punto ballano sui cubi bevendo champagne.

TETTO DI SPESA PER LE INTERCETTAZIONI. 
Non bastassero i tagli di bilancio alle Forze dell'Ordine (indiscutibilmente un metodo assai creativo per mantenere l'impegno elettorale di "ridurre la criminalità"), ogni Procura della Repubblica dovrà dotarsi anche di un budget di spesa per le intercettazioni. Esaurito il budget si blocca tutto. Immaginiamo un caso urgente di minaccie estorsive indagabile proficuamente solo tramite intercettazioni telefoniche: budget esaurito, tutto rimandato all'anno successivo. Se nel frattempo il minacciato viene ammazzato, alla famiglia in lutto potrà solo essere detto: "budget esaurito, spiacenti".

Tutto ciò aumenta l'importanza di altri elementi a supporto dei "gravi indizi di colpevolezza" assai meno garantisti e oggettivi delle intercettazioni: basti pensare alle testimonianze oculari con conseguenti rischi di errori, sviste, manipolazioni e falsità. Aumentano inoltre smisuratamente i tempi delle indagini e il lavoro di Procure e Forze dell'Ordine, che dovranno ampliare il ricorso a tecniche investigative molto più laboriose e soprattutto molto più rischiose (maggiore vicinanza ai criminali, maggior ricorso agli infiltrati, più interrogatori, ecc.).
Mai c'era stato uno strumento come le intercettazioni, capace di mettere a nudo anche il volto più oscuro e perverso del potere. Il potere non ha gradito.

Electronet.

Per approfondire:
Intervista a Giancarlo Caselli sulle intercettazioni (clicca qui).
Il 50% dei processi per reati gravi a rischio di blocco totale (clicca qui).

 

 


 Documento pubblicato nel sito Electronet Modena Italy 

Tutti i diritti riservati a Electronet Modena o alle fonti (autori e/o testate) riportate negli articoli pubblicati. Vietata copia, riproduzione e diffusione anche parziale dei testi redatti da Electronet senza esplicito consenso della proprietà. All Rights Reserved. Le pubblicazioni nell'area documenti di questo sito sono fornite gratuitamente "as is" senza garanzie di aggiornamento periodico, senza responsabilità in capo ad Electronet nel caso di impiego improprio, illegale o non conforme delle informazioni acquisite e senza responsabilità nel caso di informazioni errate. Ogni documento viene redatto a fini informativi generali di presumibile interesse comune ed è privo di approfondimenti tecnico/operativi, istruzioni dettagliate, ecc. Electronet offre anche servizi di consulenza, approfondimento e supporto tecnico individuale relativamente alla maggior parte degli argomenti trattati: per costi e modalità visitare la pagina servizi nell'area catalogo del sito.