Da "Punto Informatico" del 16/07/2004.
Furto d'identità, la prima legge è USA
Le frodi online e il furto di dati personali per gli scopi più diversi saranno puniti severamente negli Stati Uniti, i primi a dotarsi di una legislazione specifica contro un fenomeno esplosivo su Internet.
16/07/04 - News - Washington (USA)
È uno degli atti illeciti più diffusi in Internet ed è un genere di crimine che provoca sconcerto e perdite economiche soprattutto tra gli utenti meno esperti della rete: è il furto digitale di identità che ora per la prima volta è al centro di una legge approvata dal Congresso americano e ieri firmata dal presidente americano George W. Bush.
"Come altre forme di furto, il furto dell'identità impoverisce la vittima e la fa sentire violata in modo profondo", ha dichiarato Bush all'atto della firma.
La legge rappresenta una prima risposta ad un fenomeno che soltanto nel 2003 secondo le stime della Commissione federale sul commercio - FTC ha portato a quasi 215mila furti. Nel 2002 il numero di incidenti denunciati alla FTC, probabilmente molto meno del numero reale complessivo, non aveva raggiunto i 162mila.
L'emergere della gravissima questione, che ha già spinto gli operatori di rete ad inedite alleanze, era stata preconizzata anni fa dal celeberrimo hacker Kevin Mitnick che aveva proposto una contromisura radicale: un database del DNA. Una serie di iniziative contro questo genere di atti sono in corso anche in Europa (vedi Furto d'identità, la Ue segue gli Usa dell'esperto Gerardo Costabile).
L'Identity Theft Penalty Enhancement Act americano è studiato per aggravare le pene per frodi e furti commessi attraverso questo genere di crimine, in particolare aumentando di due anni il tempo minimo di incarcerazione per chi ha utilizzato i dati personali di qualcun altro, compresi quelli di carte di credito, per commettere dei crimini. La pena viene appesantita di ulteriori cinque anni nel caso in cui al reato commesso sia associato il movente "terroristico".
Il Congresso è arrivato rapidamente all'approvazione della legge sulla scorta delle cifre della FTC e degli altri rapporti, che mettono in evidenza una forte recrudescenza di un fenomeno che ha preso corpo prima ancora dell'avvento della cosiddetta new economy e che sembra legare molti dei propri destini alla scarsa conoscenza della rete da parte di moltissimi utenti. Sono in questo senso un esempio gli innumerevoli casi di phishing in cui con email truffaldine ed altri espedienti malviventi tentano di farsi consegnare dagli utenti dati di prima importanza. In un anno, tra l'aprile del 2003 e l'aprile del 2004, la FTC stima che siano stati rubati agli americani 1,2 miliardi di dollari con questo genere di tecniche.
Dal Sole 24 Ore di mercoledì 13 Giugno 2001. Tutti i diritti riservati all'autore dell'articolo e al Sole 24 Ore.
Grazie alla rete negli USA è facile appropriarsi dell'indentità altrui.
Allarme, scippano il nome.
Una tastiera, l'accesso all'email e una carta di credito rubata. Nell'era del Web
basta poco per rubare l'identità di un altro e svuotargli il conto in banca. I truffatori non devono fare altro che
collegarsi alle numerose banche di dati online, i cosiddetti "broker commerciali", pagare un "fee" che può variare dai 25 ai 280 dollari e avere accesso a
tutte le informazioni necessarie per ottenere il duplicato di un documento di
identità, aprire un nuovo conto corrente, trasferire denaro e compiere acquisti
a piacimento.
L'allarme è stato lanciato dalle associazioni di tutela dei cittadini e dagli enti federali incaricati di
"pattugliare' il cyberspazio. "I broker online offrono un servizio legittimo - ha spiegato Brad
Blower, della Federal Trade Commission, in un'intervista al Washington Post, il
problema è che fra i loro clienti oltre che ad aziende e cittadini onesti, ci sono numerosi personaggi al di fuori della legge, che in Internet
hanno trovato il loro terreno di elezione: totale anonimità, poche domande e risultati sicuri".
LE VITTIME. Il problema sta assumendo dimensioni molto serie. Secondo le stime del
governo, sono oltre mezzo milione le persone che ogni anno in America finiscono vittime di
furti di identità e una percentuale crescente di questi crimini viene condotta
tramite Internet. I broker commerciali sottolineano che gran parte dei loro clienti sono società che vogliono controllare il background di un candidato prima di
assumerlo, privati che vogliono essere sicuri di affidare i loro figli alla
persona giusta, e compagnie assicurative che cercano informazioni sulla
solidità finanziaria dei possibili clienti. Ma fra di loro c'è riconosce che è letteralmente impossibile distinguere
le mele buone da quelle marce. " Noi cerchiamo di usare la maggiore cautela possibile - ha detto Mal
Ransom, vice direttore di Search.com-, ma non possiamo sapere se il cliente che
ci contatta è chi dice di essere e se il numero di carta di credito che sta
utilizzando è davvero suo oppure no. La verità è che in Internet non abbiamo un vero modo di
proteggerci".
UN CASO REALE. Può così succedere quello che è capitato a Rita Johnson, ispettrice di frodi bancarie, che si è vista recapitare dal suo istituto finanziario un conto con transazioni per acquisti mai fatti. Non solo i truffatori le hanno svuotato il conto, ma utilizzando la sua identità hanno contattato altri broker commerciali e acquistato informazioni su una decina di cittadini.
IL REATO FEDERALE. Se il Dipartimento di giustizia ha lanciato a più riprese
l'allarme, il Congresso sta ancora faticando a trovare un valido rimedio perchè non si vuole penalizzare il libero flusso di informazioni in
Internet. Per ora è un crimine federale l'assumere l'identità di un altro ed è fuorilegge la pratica di alcuni broker di
chiamare i cittadini con telefonate per ottenere informazioni confidenziali. Rimane
improbabile un inasprimento della strategia di controllo, una prospettiva che fa infuriare quanti per
anni hanno lavorato a crearsi una buona linea di credito e se la sono vista
distruggere nel volgere di poche ore.
CORRADO POGGI
Documento divulgativo pubblicato nel sito Electronet microelettronica, Modena Italy