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Il via libera alla legge quadro sull'elettrosmog, una buona notizia per gli almeno 200.000 italiani ad alto rischio perché sottoposti a livelli di emissione superiori a 0,5 microtesla. La Camera, con 239 voti favorevoli e 1 contrario (gli astenuti sono stati 157), ha approvato la legge quadro per la tutela di cittadini e ambiente nei confronti dell’inquinamento elettromagnetico. Le nuove norme, che si propongono di garantire la salute dei cittadini e del paesaggio, riguardano tutti gli impianti che generano campi elettromagnetici, sia a basse frequenze (linee elettriche) che ad alte (telefonini, antenne e ripetitori tv), hanno e non hanno altro obiettivo se non quello di fornire un punto di riferimento che dia certezza in tutto il territorio nazionale.
D’altronde era una situazione da risolvere dato che l’Italia è una vera e propria “giungla di antenne”, con circa 10.000 le stazioni radiobase per la telefonia cellulare e oltre 60.000 le antenne trasmittenti che irradiano programmi radio e televisivi (contro le 12.000 presenti negli Usa). Numeri diffusi dall’Eurispes che sono destinati ad esplodere con la allargamento alla tecnologia Umts, che porterà altre 55.000 antenne nei prossimi 7 anni.
L'approvazione di questa legge pone l'Italia tra i primi paesi che hanno affrontato il problema. Il relatore, Fabrizio Vigni (Ds), ha sottolineato come di fronte all'incertezza scientifica sugli effetti a lungo termine dell'esposizione a campi elettromagnetici si sia scelta la strada del “principio di precauzione”.
Il governo ha, quindi, due mesi di tempo per stabilire i limiti di esposizione (che non devono essere mai superati) e i valori di attenzione (che non devono essere superati in case, scuole, luoghi di lavoro, ma anche in cinema, teatri e altri spazi nei quali si svolge la vita sociale). Inoltre, sempre con provvedimento amministrativo, i vari ministeri dovranno individuare anche i criteri di qualità (standard urbanistici, prescrizioni e incentivi per utilizzare al meglio le tecnologie disponibili, criteri per la localizzazione degli impianti, ecc.).
Per informare i cittadini dei rischi, ma anche delle precauzioni da prendere, sono previste “campagne di informazione” per le quali sono stanziati due miliardi. Inoltre, sarà approntata entro 4 mesi, una “mappa” di impianti e apparecchiature elettriche e di telecomunicazione a norma, e sempre entro lo stesso periodo Il governo preparerà un regolamento con le indicazioni non solo sulle caratteristiche tecniche degli impianti, ma anche sulla localizzazione dei tracciati.
Mentre per i gestori di impianti radioelettrici è stato fissato il tempo limite di due anni per adeguarsi alle nuove norme e 10 anni per risanare gli elettrodotti. Questo significa che Tv, radio, telefonini, computer, aspirapolvere dovranno avere una scheda (o una etichetta) su cui saranno riportate le informazioni sui livelli di esposizione, la distanza consigliata, i criteri di sicurezza. Sempre un regolamento governativo (entro 4 mesi) indicherà le informazioni che i fabbricanti di apparecchi di uso domestico o di lavoro saranno tenuti a fornire ai clienti. Pesanti le sanzioni in caso di inadempienza, oltre a sospensione o revoca di eventuali licenze.

Per approfondire: www.elettrosmog.org


 Documento divulgativo pubblicato nel sito Electronet microelettronica, Modena Italy