ADSL A
MACCHIA DI LEOPARDO? NON SEMPRE CI SI DEVE RASSEGNARE
Abbiamo ricevuto varie richieste da parte di utenti esasperati dalla vecchia connessione a 56K. Il problema delle connessioni Internet veloci, che qualcuno chiama "Digital Divide", è molto sentito. La diffusione della banda larga si colloca a pieno titolo fra le tante carenze infrastrutturali della nostra nazione, pertanto sarebbe una questione da affrontare innanzitutto sul piano politico. Ma da una gerontocrazia come quella del nostro paese è fuori luogo attendersi che temi come innovazione, ricerca e progresso siano prioritari. In alcuni casi si può ricorrere all'arte di arrangiarsi evitando così di attendere un servizio che potrebbe anche non arrivare mai.
ROUTER WIRELESS ADSL, WIFI ACCESS POINT, ecc.
I criteri che segue Telecom Italia per cablare l'ADSL fanno pensare al
lancio della monetina. All'ordine del giorno sono i casi di copertura ADSL che sfiora,
talvolta circonda determinate zone non certo marginali senza
raggiungerle magari per una questione di 200 metri.
Esistono in commercio vari tipi di router ADSL e/o access point WiFi
configurabili con
antenna sostituibile. La scelta è limitata solo dall'imbarazzo della scelta, es. Lynksys,
DLink, Hamlet, 3COM, Microedge, ecc. I limiti di questi
strumenti sono rappresentati dalla potenza di
trasmissione relativamente contenuta e dalla piccola antenna
omnidirezionale di serie, tali da determinare una portata utile di circa 25-30 metri fra muri.
La portata di questi sistemi spesso non fa neppure
prendere in considerazione l'ipotesi di ampliarla. Si pensa che,
partendo da un raggio di azione così modesto, più di tanto non sia possibile
fare. Ma vedremo che talvolta si possono ottenere validi risultati senza dover chiedere
un mutuo. Per quanto concerne prodotti e configurazioni si trova abbondantissima
documentazione in rete, qui ci occuperemo
principalmente degli aspetti radio.
I passi:
1) Verificare se si può contare su qualcuno che risiede in area coperta da ADSL e la distanza.
I segreti per ampliare il raggio di azione di questi strumenti sono:
a) Possibilità di avere "portata
ottica" fra due antenne direttive poste in esterni, che devono potersi vedere senza alcun ostacolo frapposto se non l'aria.
b) In alcuni casi la portata ottica può non essere sufficiente, perchè è
importante l'ulteriore concetto comunemente detto di "aria
libera": tracciando una retta virtuale fra le due antenne, in gamma
2.4Ghz è opportuno
che questa non passi mai a
meno di 15-20 di metri dal suolo e che non passi ad es. in un collo di bottiglia
costituito da gruppi di palazzi, grossi alberi o altri ostacoli rilevanti. Pur
essendoci piena portata ottica, il lobo di radiazione dell'antenna direttiva
può quindi attenuarsi sensibilmente se incontra una "strettoia"
lungo il percorso (tale da generare dispersive riflessioni).
c) Infine deve essere possibile posizionare le antenne direttive in punti
dove non siano presenti ostacoli laterali entro
una distanza di circa 1,5 metri (altre antenne, tetto, ringhiera, ecc.). Per
"ostacoli laterali" intendiamo corpi fisici a fianco dell'antenna
con riferimento all'asse del suo orientamento direzionale: non rilevano invece
ostacoli posti dietro (all'opposto dell'orientamento).
d) Per i
migliori risultati il cavo di antenna deve essere il più corto possibile. Nel
caso di onde radio 2.4Ghz l'attenuazione del segnale connessa alla
lunghezza del cavo è determinante. La lunghezza ottimale del cavo non dovrebbe
superare i due-tre metri circa, sei-sette metri max. Il
comunissimo cavo RG58U attenua il segnale di ben 1,9dB per ogni metro, ma ci sono in commercio cavi
cosidetti "Sat" con fattore di attenuazione molto
inferiore.
e) Realizzare perfetti cablaggi dei connettori,
solitamente di tipo "SMA". Trattandosi di microonde, un cablaggio non a regola d'arte
e/o un cavo errato per tipo o lunghezza possono generare perdite
di inserzione tali da mettere KO il sistema.
Se ci
sono questi presupposti di base si può provare a realizzare un link come
descritto in seguito, tenendo come riferimento pratico
circa 200-250 metri entro i limiti di legge e da 1000 a 5000 metri
circa oltre i limiti di legge. E' stato sottolineato "pratico" perchè non è un esperimento
accademico dove verificare se
le formulette funzionano ma è un lavoro finalizzato a creare un link operativo, affidabile e sufficientemente
veloce (tenendo conto anche di
imprevisti come minimi ostacoli o marginali errori di
posizionamento e cablaggio, antenne di qualità non ottimale, ecc.).
2) Tipologia e guadagno delle antenne direttive: sono OK due Yagi 2.4
identiche, entrambe da installare con polarizzazione verticale (in pratica con
gli elementi "a scaletta" perpendicolari al suolo). Il guadagno va scelto in funzione della
distanza che si intende coprire. Esagerare con il guadagno può generare problemi di puntamento
perchè il lobo principale di
radiazione, che rappresenta l'area entro la quale la direttiva concentra il
segnale e che per convenzione viene tracciato virtualmente a -3dB, diviene molto
stretto e difficile da
centrare. Inoltre sorgono problemi di vistosità
dell'antenna, rischi di arrecare disturbo a terzi, consistente rischio sanzionatorio e
soprattutto rischio di "sparare" la trasmissione chissà dove con
gravi problematiche di sicurezza. Prestare attenzione all'acquisto delle antenne perchè
spesso i guadagni vengono espressi in dBi, ma talvolta anche in dB: ad
es. una Yagi da 13dBi (detto "riferimento Isotropo") e una da 11dB (detto
"riferimento anisotropo") hanno praticamente lo stesso guadagno.
La qualità dell'antenna è assolutamente determinante: tirando al risparmio (es. su Ebay) si rischia di vanificare ogni sforzo per via di
guadagni talvolta sparati a caso, di lobi spuri tali che il diagramma di radiazione
sembra il disegno dell'esplosione di una mina e rischio S.W.R. (Stationary Wave Ratio, potenza che non giunge in
antenna causa ampi disadattamenti di impedenza, un aspetto di cui si parla poco
in ambito 2.4Ghz ma c'è anche quello!). L'antenna è davvero un elemento critico
dove chi più spende meno spende, probabilmente ancora più importante
dell'access point o del router WiFi.
4) Il buon senso prima della legge impone di evitare
link su lunghe tratte, soprattutto in aree ad elevata densità abitativa. I
rischi sono intuibili, visto che craccare la WLan è quasi un giochino. Da un punto di vista
legislativo il privato può trasmettere segnali di questo tipo passando sul suolo pubblico
solo previa comunicazione al Ministero
(rif.autorizzazione generale DPR 447/2001).
Ovviamente l'autorizzazione viene rifiutata se non ci sono i requisiti tecnici,
primo fra tutti il limite max. di 20dBm EIRP (ad es. un insieme con 16,9dBm generati dal trasmettitore più
5dBi di guadagno in antenna meno un paio di dB per perdite di inserzione a
livello di cavo, connettori, ecc. sarebbe nei limiti di legge).
Però ipotizzando antenne "direttive" da 3dB (ovvero i 5dBi
isotropici di cui sopra) non si
combina granchè: parliamo di 100mW EIRP irradiati con una
bassa direzionalità; in soldoni si può arrivare circa 500-700 metri LOS (Line Of Sight, portata ottica)
ma con un segnale talmente al limite da dire arrivederci ogni volta che piove (all'atto pratico
tutto si limita a circa 200-250 metri utili LOS per connessioni discrete). Inoltre le direttive
esattamente da 5dBi non si trovano
dietro l'angolo. Ci sarebbero soluzioni che salvano capra e cavoli, ad es. una teorica
riduzione della potenza del TX compensata da una direttiva con buon
guadagno e conseguente lobo di radiazione ristretto: in questo caso avremmo i vantaggi della
trasmissione direttiva restando nei limiti di legge. Ma è meglio tenere i
piedi a terra perchè manipolare la potenza di questi moduli sembra facile quando sono
gli altri a farlo, ma in realtà non è come usare
il telecomando.
Per uscire con decisione dal confine dei 200-250 metri utili bisogna triplicare o quadruplicare
il guadagno delle direttive (circa 10-13dB ovvero 12-15dBi rif. isotropico
che è praticamente la stessa cosa). In questo modo si possono realizzare
collegamenti anche oltre i 10Km. in condizioni ottimali (tradurre
"condizioni ottimali" sarebbe cosa lunga e soggettiva, comunque noi
intendiamo un segnale talmente al limite che potrebbe risentire a momenti anche del volo di un canarino).
All'atto pratico si possono tenere in considerazione da 1000 a 2000 metri LOS per un
link che non è il cavetto ethernet ma comunque più che discretamente fruibile in
termini di affidabilità e velocità.
Tuttavia, così facendo, la potenza EIRP
si impenna fino a quasi un watt e ti saluto Gasparri, Landolfi e tutto
il Ministero........ ma soprattutto la ben nota insicurezza delle reti WLan può
giocare davvero brutti scherzi se incontriamo uno smanettone qualsiasi sulla
nostra rotta. A voi la
scelta.
COME IL TELEFONINO CHE USIAMO
TUTTI I GIORNI PUO' DIVENTARE UN MODEM WIRELESS CON VELOCITA' FINO A QUARANTA-CINQUANTA VOLTE SUPERIORI RISPETTO AD UN MODEM 56K.
L'HSDPA (High Speed Downlink Packet Access) può
rappresentare un notevole passo avanti rispetto alle linee analogiche 56K o ISDN 64K anche
nel caso di PC fissi. Per realizzare queste connessioni
necessitano un telefonino
o un modem di terza generazione abilitati HSDPA.
VODAFONE:
L'impianto tariffario di Vodafone è basato su
pacchetti a consumo di
quindici minuti fuori luogo per chi fa un uso sistematico di
Internet. In
casi limite si possono azzerare i pacchetti disponibili in pochissimo tempo generando
un traffico irrisorio, basti pensare alle cadute di linea in movimento. Chi controlla la posta quattro volte al giorno e da un'occhiata
al qualche sito altrettante volte, probabilmente resta collegato una decina di
minuti nell'arco dell'intera giornata; ma per gli orologi Vodafone questo
significa due ore di connessione! Altro aspetto che al momento traccia un solco fra l'offerta Tim e
quella Vodafone è l'effettiva velocità: abbiamo testato la connessione di
Vodafone in diverse città, con diversi modem, diversi PC, diversi siti e
anche con segnali di rete molto alti, ma non abbiamo mai visto velocità
effettive superiori a circa 100-150KB/s. Semplicemente commutando in Tim, senza muovere
null'altro di un millimetro (stesso PC, stesso modem, stessi siti, stesso tutto
insomma), la connessione
tornava regolarmente a cavallo fra i 200 e i 300KB/s.
WIND-TRE:
Non provati.
TIM:
Per quanto concerne l'adesione alle flat e l'installazione del
modem non c'è nulla di particolare.
Con venti euro IVA compresa si compra 1GB di traffico a qualsiasi ora per un
mese (dati aprile 2010),
ma riacquistando il pacchetto prima dei trenta giorni previsti si ottiene un
ulteriore GB. In alternativa ci sono altri profili, a voi la scelta.
Innanzitutto i principali svantaggi pratici:
1) Occorre monitorare il volume di traffico generato. Il problema riguarda soprattutto TIM perchè ogni MB di traffico non coperto dalla flat può costare la follia di sei euro. Per muovere un MB di dati a 300KB/s ci vogliono 3-4 secondi! Una mina vagante soprattutto nel caso di SIM in abbonamento: ad es. per scaricare 455MB senza essere coperti dalla flat ci vogliono 2670 euro! Dal 2010 Tim ha aggiornato le SIM card recenti rimuovendo questa tariffa assurda e sostituendola con una a tempo sulla falsa riga di Vodafone: nel dubbio tuttavia raccomandiamo di evitare le SIM in abbonamento e di usare le ricaricabili: all'esaurimento del credito la connessione cade (in pratica cone le ricaricabili TIM sa bene che non può addebitare ad es. 2670 euro, perchè se questo accade semplicemente la SIM finisce nella spazzatura).
2) Le prestazioni non sono sempre affidabili: anche senza muoversi possono verificarsi saltuari rallentamenti o blocchi nei flussi di dati che costringono a disconnettere e riconnettere. Questo sembra essere indipendente da zona, segnale, PC, configurazioni, telefonino, orari, ecc.
3) L'HSDPA non è presente ovunque ed è inutile chiedere ai callcenter, perchè la copertura può variare anche spostandosi di 10-20 metri. Conviene verificare con un qualsiasi cellulare di terza generazione (dotato di SIM del medesimo operatore che si prevede di utilizzare) la presenza e l'intensità del segnale "3G" nel punto esatto dove si prevede di posizionare il modem. Indicativamente tre tacche di segnale 3G viste sul telefonino possono essere sufficienti anche per un modem HSDPA.
4) L'HSDPA è veicolato con frequenze radio di 2100-2200Mhz, quindi con basso coefficiente di penetrazione degli ostacoli. Può capitare facilmente di avere un discreto segnale ad es. in giardino o sul terrazzo e un segnale scadente o nullo in interni (a pochi metri di distanza). Un semplice muro perimetrale senza cemento armato di una trentina di cm. di spessore può attenuare un segnale radio 3G 2100-2200 indicativamente fino a circa 15dBm! E' meglio evitare i modem PCMCIA: il cavo USB si può facilmente prolungare fino 5-7 metri per raggiungere eventualmente punti migliori.
5) Una volta iniziato, l'invio dei pacchetti procede ad una velocità spettacolare vista la tipologia di connessione. Tuttavia i tempi di latenza (tempo che intercorre fra una richiesta al webserver e la risposta, solitamente computato in millesimi di secondo), comportano ancora una navigazione non molto fluida soprattutto nel caso di pagine web pesanti e molto interattive fra lato server e lato client, servizi FTP, molte caselle di posta elettronica da controllare, ecc. anche se nettamente migliorati rispetto ai vecchi GPRS o EDGE. Tutte le normali funzionalità Internet sono comunque regolarmente sfruttabili, incluse videoconferenze, Skype, ecc.
Ed ecco i principali vantaggi pratici:
- Si può utilizzare anche un telefonino, quindi un prodotto polivalente che molti hanno sempre con se, non una device specifica allo scopo.
- Si libera finalmente la linea telefonica fissa analogica per le normali comunicazioni vocali.
- Si usa sia in casa con il PC fisso che fuori con il portatile, anche in camper, in auto, in barca o nella seconda casa magari del tutto priva di linea telefonica.
- La velocità in download di HSDPA, congestioni e segnali permettendo, lascia al palo molte ADSL.
- Se si usa un telefonino questo rimane libero per fare o ricevere SMS e ricevere telefonate anche durante le connessioni ad Internet; all'arrivo di una chiamata vocale viene di solito temporanemente sospesa (non interrotta) la connessione.
- Le tariffe attuali non sono male, considerando che ha un consistente valore aggiunto anche il fattore mobilità.
- La quantità di banda disponibile rende possibili anche condivisioni della connessione Internet in una piccola rete Lan o WLan , purchè ovviamente il volume complessivo di traffico generato non sia troppo elevato.
INTERNET SAT:
Ci sarebbe anche la terza via, il collegamento
Internet satellitare: non lo abbiamo provato per i segg. motivi:
1) Chi non ha l'ADSL difficilmente valuta un'alternativa a consumo nettamente
più costosa, complessa e comunque limitata in termini di prestazioni. Sebbene
i costi del satellitare siano un poco calati, permangono gli oneri di adesione
al servizio, il canone mensile, il vincolo contrattuale per un anno, i costi di
acquisto e installazione della parabola satellitare, la necessità di creare un
vero e proprio impianto, le tariffazioni al minuto
differenziate per fascia oraria e lo scatto alla risposta per ogni connessione
(dovuto all'utilizzo della linea fissa terrestre in upload). Leggermente
avvantaggiato risulterebbe chi già dispone di una parabola satellitare televisiva, che
talvolta (non sempre) può essere sfruttabile anche per la connessione Internet
con una modifica (se già puntata sui satelliti Astra o Eutelsat).
2) I tempi di latenza sono molto ampi, tanto da essere incompatibili con le connessioni FTP e le videoconferenze.
3) Il collegamento satellitare impone comunque l'impegno di una linea fissa e di
un modem tradizionale per l'upload dei dati, a patto di non aderire a proposte satellitari cosidette "bidirezionali" dal costo
oggettivamente fuori luogo per un normale uso. Le proposte bidirezionali ricevono e
trasmettono dati tramite il link satellitare, mentre le proposte monodirezionali
ricevono dati dal satellite e trasmettono dati su linea fissa terrestre. Con
le proposte satellitari monodirezionali quindi la linea fissa è
indispensabile e viene occupata durante le connessioni: se necessita una linea
libera bisogna ricorrere ad un doppino ISDN.
Questi i pochi elementi
che abbiamo raccolto relativamente alle Internet-Sat.
Electronet.
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